Lucio Fero

Cancro guarito col veg, quante(i) Belle Gibson ci sono nel web a spacciare balle letali?

Cancro guarito col veg, quante(i) Belle Gibson ci sono nel web a spacciare balle letali?

Cancro guarito col veg, quante(i) Belle Gibson ci sono nel web a spacciare balle letali?

ROMA – Cancro guarito col veg. Niente meno che cancro al cervello mandato in remissione e cancellazione grazie alla sola dieta. E quale dieta? Ovviamente quella più “naturale”. Quindi niente carne, niente glutine, niente formaggi…Per due anni filati una giovane australiana, Belle Gibson, ha tenuto in piedi il teatro dove lei recitava la parte della guarita di cancro grazie alla dieta vegana o giù di lì.

Due anni, Belle Gibson ci ha fatto un libro e ovviamente una app, entrambi li ha chiamati “The wole Pantry”. E soprattutto ci ha fatto i soldi, una mezza milionata di dollari in in paio d’anni. Raccontava al mondo come fosse guarita di cancro al cervello grazie alla dieta, raccontava di come si sconfigge il cancro facendo a meno di medici, ospedali, chemioterapie, chirurgie, terapie a base di farmaci. Lei raccontava e la gente ci credeva. Ci credeva e comprava, testi e app, per sapere come si fa e soprattutto per trovare conferma che si può fare. Conferma che il cancro si può sconfiggere…con al dieta e basta.

Due anni…poi la storia ben venduta e benissimo creduta di Belle Gibson ha cominciato a far acqua. Man mano che diventava famosa e anche un po’ ricca, la Gibson ha dovuto raccontare sempre più e sempre più particolari. E alla fine, dopo aver a lungo resistito, dopo aver fornito versioni contorte e prove evanescenti, ha ammesso: il cancro al cervello non lo aveva mai avuto. Aveva avuto invece l’idea di simularlo per raccontare e letteralmente vendere in giro la balla del cancro che sparisce con la dieta. (Che la dieta consigliata fosse vegana non sta nella responsabilità dei vegani, Belle Gibson l’ha simulata così la dieta anti cancro solo perché oggi veg è di moda).

Due anni…nel frattempo la balla avrà avuto modo in Australia ma anche altrove di avere effetti letali. Una balla così, del cancro che si cura con la dieta, è una balla che concretamente può distogliere un ammalato dalle cure e concretamente ammazzarlo. Domanda, quante, quanti Belle Gibson ci sono nel web che spacciano balle letali?

Prima di azzardare una risposta in termini quantitativi, anche solo per azzardarla prima misurare l’ampiezza delle opinioni diffuse e condivise. Quanti hanno sentito o ritengono di aver sentito o orecchiato o leggiucchiato che mangiar carne e cancro insomma se non sono parenti poco ci manca? Quanti hanno sentito, orecchiato, leggiucchiato, introiettato e appreso (si far per dire) che il glutine fa male comunque? E quanti sono pronti a giurare sulla nocività intrinseca dei latticini e formaggi? Quanti? Milioni.

La pseudo scienza alimentare e clinica per far danni non ha nemmeno bisogno dei picchi di follia dei narratori del cancro come malattia psicologica o dei picchi di irrazionalità dei teorici dei non farmaci comunque o dei picchi di presunzione irresponsabile dei no vax o dell’imprenditoria diffusa alla Belle Gibson. Basta e avanza per far danni la libera circolazione della pseudo scienza sul web, basta e avanza il diritto di cittadinanza che il web rilascia e attesta alla pseudo scienza.

Nota a margine, Belle Gibson una volta costretta ad ammettere di essersi inventata tutto (condannata da un giudice a risarcire 410 mila dollari dopo aver narrato di averli devoluti in beneficenza) non ha gridato al complotto, non ha fatto la vittima dei poteri forti. Ha avuto la decenza che in Italia al suo posto (c’è da scommettere) nessuno avrebbe avuto. E neanche ha chiesto “perdono” e non parliamone più. Proprio di un altro continente…

 

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