Lucio Fero

Catalogna, un mezzo sciopero generale per una secessione fantasma

Catalogna, un mezzo sciopero generale per una secessione fantasma

Catalogna, un mezzo sciopero generale per una secessione fantasma (foto Ansa)

ROMA – Catalogna,  un mezzo sciopero generale per una secessione fantasma. Nel giorno appunto dello sciopero generale, proclamato dagli indipendentisti nelle migliori condizioni possibili per raccogliere il massimo di adesioni possibili e cioè all’indomani del referendum messo in scena e soprattutto sciopero per protesta contro la repressione, anche dura, della Guardia Civil spagnola, Barcellona non è bloccata e chiusa e bloccata e chiusa ad ogni attività non è neanche il resto della Catalogna.

C’è un crampo nella narrazione dei fatti da parte di inviati, corrispondenti, notiziari, telegiornali, resoconti giornalistici. Un crampo a dirla tutta. Un crampo fatto di un grumo di pigrizia cognitiva e di tanta ferma volontà di stare dalla parte dei buoni, dalla parte giusta. E soprattutto un crampo indotto dall’abitudine, ormai quasi necessità, di raccontar per schermi e suoni che conoscono solo tonalità altissime. Se lo sciopero generale per la secessione trova l’adesione do mezza e non di tutta la Catalogna come lo racconti dopo aver raccontato che tutta la Catalogna è stata in piazza e ai seggi del referendum per chiedere secessione?

Dovresti raccontare che la realtà è sempre complicata e complessa e in un titolo non ci sta, non c’entra e non c’entra neanche nello schema buoni-cattivi e vinca la partita il migliore nelle ore ovviamente sempre decisive…Dovresti raccontare che non sempre la si racconta giusta raccontandola facile e allora…non la racconti e basta. Infatti pochi vi diranno che lo sciopero generale in Catalogna per la secessione non ha fermato tutte e per tutta la giornata le fabbriche, le stazioni, le metro. E neanche tutti gli uffici e i negozi chiusi e le attività paralizzate. Lo sciopero si è sentito sì, ma non è stato appunto generale.

E non è stato generale perché una parte consistente della popolazione catalana è infuriata per le manganellate sparse dalla polizia, diffida, se non peggio, del governo di Madrid, è fiera di essere catalana ma non per questo vuole davvero la secessione e la nascita di un altro Stato. Una parte consistente della popolazione catalana non è secessionista. Era così quando di è votato per l’Assemblea catalana dove i secessionisti hanno avuto la maggioranza in aula anche alleandosi con l’estrema sinistra ma non hanno avuto la maggioranza dei voti alle urne. E’ stato così in fondo anche nel referendum auto gestito dai secessionisti che hanno accampato neanche il 40 per cento di votanti e quindi si auto assegnano un mandato secessionista di scarso il 35 per cento dell’elettorato catalano.

Ed è così nella realtà della società catalana, lo si vede nel giorno dello sciopero generale per la secessione. Molti aderiscono, tanti, se non di più, non lo fanno, non aderiscono. Non vogliono la secessione. Perfino all’interno dello schieramento secessionista c’è chi invita a non dichiarare l’indipendenza con atto unilaterale e a usare invece referendum e sciopero per trattare con Madrid sempre più autonomia.

Perché la secessione ad ogni costo, la Repubblica di Catalogna nuova patria qualunque sia il prezzo è linea e messaggio di un estremismo nazionalista che è e resta minoranza. Nonostante l’orgoglio di tutti i catalani di esser tali, nonostante gli errori del governo di Madrid, l’estremismo secessionista è e resta minoranza. Per il semplice e concretissimo motivo che la secessione è una bandiera, un’epopea, uno stato d’animo senz’altro. Ma in concreto cosa sarebbe davvero la secessione della Catalogna dalla Spagna domani?

Controlli doganali ai confini? Dazi, non libera circolazione di merci e persone? Due eserciti, magari dopo essersi divisi i carri armati e le basi e controllandosi esercito ad esercito? Abolizione delle leggi spagnole in Catalogna? Diversificazione dei titoli di studio? Tutte cose impraticabili, impensabili e alla fin fine anche risibili. La secessione della Catalogna dalla Spagna è un fantasma, non è nelle cose. Un fantasma che smuove e commuove, agita e mobilita, affascina e spaventa. Ma sempre un ectoplasma secondo la maggioranza dei catalani. Per questo la secessione ottiene uno sciopero generale…mezzo.

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