Ma che scappava a Cicchitto di dire a Monti? “Parla con Ghedini, lui sa”

di Lucio Fero
Pubblicato il 28 Marzo 2012 14:26 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2012 14:26

ROMA – Ma che aveva di così urgente, pressante e importante da dire Fabrizio Cicchitto, capogruppo parlamentare del Pdl, al presidente del Consiglio? Cosa non poteva “tenersi” né per qualche ora ancora e neanche per qualche minuto, cos’era che spingeva Cicchitto a telefonare a Monti all’altro capo del mondo, cosa non poteva aspettare neanche che Monti finisse di ascoltare l’intervento di Obama al vertice cui Monti partecipava? Cicchitto era venuto a conoscenza di una incombente minaccia terroristica? Oppure doveva annunciare un ripensamento del Pdl sulla fiducia al governo Monti? O ancora c’erano notizie riservate e pressanti sullo stato di salute di una qualche autorità politica? Insomma in nome di che Cicchitto inforcava il telefono e alla segreteria di Monti più o meno intimava: passatemelo subito, qualunque cosa stia facendo?

Lo spiegano i giornali il giorno dopo ed è una spiegazione esauriente e convincente, oltre che miserabile. Meglio di tutti lo spiega Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera: “al centro destra non piace la scelta del ministro della Giustizia Severino di convocare non i tecnici di partito, tra cui i responsabili del settore giustizia, tra cui l’avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Berlusconi, bensì i rappresentanti politici dei gruppi parlamentari…Il Pdl prefersice contatti tra esperti, preferibilmente bilaterali, per entrare nel dettaglio delle regole da introdurre o modificare…in modo da non esporsi pubblicamente su quello che non intende accettare, se c’è da frapporre un ostacolo, meglio farlo in privato e senza testimoni scomodi”. Si sta parlando delle leggi anti corruzione, di questo parla Bianconi, di questo la Severino deve parlare con i partiti e di questo Cicchitto doveva in gran fretta e pure furia parlare con Monti. Il messaggio urgentissimo da lanciare dall’Europa all’Asia era: il tuo governo, il tuo ministro deve parlare con Ghedini e nessun altro, lui, Ghedini, sa…

Questa è la storia e questa è la trama, di una telefonata e di una classe “dirigente” modello Cicchitto. E Monti, “l’onnipotente” Monti, a quella chiamata ha dovuto rispondere o non ha saputo non rispondere. Monti non ha sentito Obama, speriamo che Obama non senta mai nulla di questa storia.