Conto corrente, 2015 e 67% italiani “senza”. Ora solo il 14%. Ma guarda un po’…

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 febbraio 2018 9:49 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2018 9:49
Conto corrente, 2015 e 67% italiani "senza". Ora solo il 14%. Ma guarda un po'...

Conto corrente, 2015 e 67% italiani “senza”. Ora solo il 14%. Ma guarda un po’… (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Conto corrente, conto corrente in banca. Era il 2015, appena tre anni fa e il 67 per cento degli italiani risultava sprovvisto di conto corrente in banca. Risultava è una parola grossa. Il 67 per cento degli italiani si dichiarava senza conto corrente in banca. E lo faceva in tutta serenità sfidando ogni evidenza. Quasi sette italiani su dieci senza un euro in banca, come poteva essere possibile? Nel mondo reale era impossibile. Nel mondo delle auto dichiarazioni di reddito degli italiani era possibilissimo, anzi era la regola.

Quando dovevano chiedere un’esenzione, ottenere una detrazione, accedere a un servizio pubblico o comunque ottenere o usufruire di qualcosa di pubblico legato a reddito basso o medio…era ancora il 2015 e gli italiani nelle auto dichiarazioni Isee negavano alla grande di avere un conto in banca. Il conto (o i conti in banca) avrebbero potuto smentire la condizione dichiarata di reddito indigente o bisognoso. E quindi si negava di averlo il conto in banca, si barrava la casella no e questione risolta. Tanto c’era la sicurezza che nessuno sarebbe andato a controllare. Si faceva a fidarsi e la gran parte degli italiani si fidava che nessuno avrebbe mai controllato la sua bugia fiscale, si fidava dello Stato inefficiente, pigro, complice, compare.

Poi un giorno questo cacchio di Stato si fa inaffidabile e traditore, decide e fa sapere che controllerà le dichiarazioni, le auto dichiarazioni dei bravi cittadini che vogliono esenzioni, sconti, servizi gratuiti, bonus…E guarda un po’ che succede: in soli due anni gli sprovvisti del conto corrente in banca calano nelle dichiarazioni Isee dal 67 al 14 per cento. In solo due anni la metà dei contribuenti-richiedenti si fa il conto in banca.

Deve essere stata una moda travolgente, quella di farsi un conto in banca. Oppure le banche li regalavano e li spedivano a casa, i sacerdoti ne predicavano dal pulpito il valore per la salvezza eterna, i social spiegavano che i conti correnti curavano il cancro e prevenivano l’infarto, la tv ci deve aver costruito sopra i suoi pomeriggi…Insomma mezza Italia che si fa a fare il conto corrente in banca mentre prima non ce l’aveva, e in soli due anni, qualcosa di enorme deve essere successo.

E invece ovviamente (ovviamente peri nostri usi e costumi) non è successo nulla. Nulla per quanto riguarda i conti correnti in banca. Chi dice oggi di averlo ce l’aveva anche prima. Solo che fino al 2015 non lo diceva, lo nascondeva. Sicuro che nessuno avrebbe mai controllato. Da quando c’è la possibilità dei controlli non la dice più la bugia peraltro dal naso lunghissimo di non avercelo il conto in banca. Tutto qua…se vi par poco.

Domanda, domanda insolente: tra quelli (e sono milioni) indignati e furenti che si apprestano a votare contro, tra quelli che si sentono vittime e fregati, quanti sono quelli che hanno con la bugia sul proprio conto corrente (e con tante altre bugie della stessa famiglia) fregato lo Stato, la cosa pubblica, il prossimo? Riposta, ancora più insolente: milioni, sono milioni.

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