Corruttore, puttaniere, dannoso, eterno. Miraggio dell’ultimo giovedì

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 Settembre 2011 15:26 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2011 20:19
berlusconi

foto Lapresse

ROMA – Corruttore, per sentenza che arriverà entro l’anno. Puttaniere per cronaca acclarata ed ammessa. Dannoso per calcolo manifesto perfino di Confindustria. Ma inamovibile e pronto alla lotta. Inchiodato a “resistere, resistere, resistere”. Tentato dal chiamare la piazza a sostengono in nome della “Libertà”. E’ questo il Silvio Berlusconi d’autunno.

Corruttore. Il processo Mills arriverà a sentenza e questo è per gli avvocati del premier sommo scandalo e “processo impossibile”, processo in cui “è impossibile difendersi” come dice Ghedini alle tv. Già, perché la difesa era raggiungere la prescrizione, l’annullamento del processo. Sembrava fatta, sembrava sicura, ma quei “sovversivi” vogliono niente meno che arrivare a sentenza. Prima di quella che arriverà, altra sentenza c’era stata e diceva: l’avvocato Mills corrotto per rendere falsa e reticente testimonianza. Corrotto con i soldi di un’azienda di Berlusconi. Corrotto da chi? Bisognava evitare la risposta giudiziaria a questa domanda. Ma, se arriva sentenza, quale sia la risposta lo danno e lo sanno per certo anche Berlusconi e i suoi avvocati. Quindi Berlusconi sarà corruttore per prima sentenza entro l’anno. Ma nessuna paura fanno sapere a Palazzo Chigi, Berlusconi resterà premier. Una sentenza che commina divieto ad incarichi pubblici? Sì, ma solo prima sentenza, poi arriverà la prescrizione e il sia pur condannato resterà premier.

Puttaniere. Non c’è chi ne dubita. C’è, eccome, chi giustifica e dice: son fatti suoi. C’è chi separa il puttaniere privato dal pubblico leader. Ma del puttaniere nessuno dubita.

Danno, premier dannoso. Non è un gioco di società, non è esercitazione da salotto: la quotazione in spread di Berlusconi oscilla tra 70 e 100 punti. Nel senso che si dimette le dimissioni “valgono” 70 o 100 punti di spread, all’ingiù. Lui si dimette e gli spread calano da 380 a 300 circa. L’Italia non è certo salva, ma il danno si abbatte. E perché mai? Perché spesso si dimentica che Berlusconi premier è in fondo il primo venditore sui mercati dei titoli di Stato italiani. E ad un  premier condannato e puttaniere chissà perché questi strambi mercati applicano un sovra prezzo. Ma il danno non finisce qui: è l’autore, il firmatario e il garante di una manovra finanziaria greve di tasse e orfana di riforme di spesa. E’ il premier che quattro volte l’ha dichiarata ottima e abbondante questa manovra salvo poi cambiarla il giorno dopo. E’ il premier di una maggioranza parlamentare compatta nel votargli le legge di salvaguardia della sua intoccabilità ma restia a votargli la riforma delle pensioni o il taglio alle impresentabili spese della politica. E’ un premier immobile e l’immobilità è un danno e un costo.

E immobile resta, immobile e inamovibile. Ora si aspetta un giovedì…Un giovedì che arriva in calendario ma non arriva politicamente mai. Berlusconi “schioda”, anzi viene schiodato giovedì? Giovedì quando si vota alla Camera sull’arresto di Marco Milanese? Si voterà a scrutinio segreto. L’hanno chiesto Di Pietro e Bersani. Nel voto segreto appariranno i sì all’arresto dei deputati del Pdl che vogliono un altro governo e un altro premier? Dei deputati leghisti che vogliono sganciare la Lega da Berlusconi? Miraggi, miraggi immaginari dietro cui pure si corre. Lui resta, il danno pure e pure crescente. E quel giovedì non arriva mai.