Drole de guerre dopo il voto, ma sarà un governo di guerra

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 marzo 2018 10:23 | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2018 21:28
Elezioni bis. Drole de guerre dopo il voto, ma sarà un governo di guerra

Drole de guerre dopo il voto, ma sarà un governo di guerra

ROMA – Drole de guerre, guerra finta o guerra strana o ancora Sitzkrieg, guerra seduta, fu definito sui fronti il periodo ottobre 1939-maggio 1940.

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La seconda guerra mondiale era scoppiata, Germania hitleriana e Francia e Gran Bretagna si erano dichiarate guerra, gli eserciti erano al fronte. Ma per sette mesi abbondanti non ci furono che scaramucce, nessuno attaccava davvero, nessuno combatteva davvero. Era guerra e sarebbe stata la peggior guerra dell’umanità, Ma per sette mesi non fu guerra, solo drole de guerre.

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Ecco, fatte le debite proporzioni, la metafora, l’immagine della drole de guerre è forse quella che meglio rende la sostanza delle settimane (dei mesi?) dopo il voto degli italiani che ha scelto, premiato, promosso e spinto verso il governo M5S e/o Lega.

Per ora, e chissà per quanto tempo ancora, non succede nulla, se non a chiacchiere. Per ora possiamo annoiarci o esaltarci, intristirci o gioire, tifare o scuotere il capo (dipende dai gusti) per un Di Maio che la mattina e il pomeriggio pure rivendica il diritto a governare (ce l’ha) ma che fa lo gnorri la sera e pure la mattina e il pomeriggio sul fatto che i voti in Parlamento non ce l’ha. Di Maio che nell’imbarazzo straparla e chiama “giochi di poteri sulle pelle dei cittadini” la sua ricerca di chi lo sostenga al governo.

Oppure possiamo ammirare la muscolatura verbale di Matteo Salvini, il suo ormai consolidato piacionismo padano. Far corona al suo “adesso arrivo io e la faccio vedere a tutti”. Oppure ancora possiamo far festa per il ciaone e Renzi  o partecipare tra l’accorato e il diffidente alla vicenda del Pd incerto tra lo scoprire di esistere come alternativa a M5S oppure evaporare.

Possiamo, se interessati o semplicemente curiosi, giocare agli scenari. Dunque Mattarella dà l’incarico di formare il nuovo governo a Luigi Di Maio, a lui spetta il primo incarico. Ma probabilmente chi prende il primo incarico è un incaricato morto. Luigi Di Maio va in Parlamento, se ci va, da incaricato senza maggioranza. E un governo di minoranza M5S non glielo vota nessuno. Quindi secondo presidente incaricato Matteo Salvini. Più o meno stesso percorso ed esito dell’incarico a Di Maio. E quindi, poi, allora? Governo di nessuno, governo corto che fa nuova legge elettorale e si rivota. In fondo, al fondo non succede niente, drole de guerre appunto.

E invece no: prima o poi le guerre dichiarate smettono di essere finte e sedute. Prima o poi l’Italia avrà un qualche governo con i connotati con cui lo ha scelto, votato, voluto. E sarà un governo di guerra.

Prima o poi la volontà popolare si trasformerà davvero e sul serio in azione di governo. Prima o poi l’Italia avrà un governo che andrà a dire all’Unione Europea e monetaria che se ne sbatte del 3 per cento annuo come limite al deficit. Un governo che dirà ai mercati finanziario che l’euro è sbagliato e al massimo va sopportato. Un governo che penserà di proteggere i suoi consumi interni con i dazi commerciali. Un governo che comunicherà che con la moneta (e quindi anche con i soldi) dei contribuenti tedeschi o francesi o spagnoli o portoghesi o belgi ed europei tutti gli italiani rivanno in pensione a 62 anni o giù di lì, di certo non a 67 di anni.

Prima o poi la volontà popolare si trasformerà davvero e sul serio in azione di governo. Un governo che darà vita ad una sorta di catene di Banche del Popolo che operano senza profitto, anzi che prestano al popolo, paga lo Stato. Un governo che garantirà posti di lavoro pubblici e assunzioni di massa per anzianità di precariato. Un governo-Stato che assumerà, assumerà, assumerà e quelli che non assume gli invia momentaneo reddito a casa. Un governo grande mamma che al figlio-popolo dirà sempre di sì e gli darà sempre ragione, qualunque cosa faccia. Un governo mamma che porterà come primo regalo al popol-figlio una settantina di miliardi di euro tra meno tasse e più spesa pubblica e assistenziale. Un governo che chiederà agli altri cittadini, Stati, governi, contribuenti europei di pagare questo assegno, fingendo che a pagare possa essere la Casta della politica italiana.

Quando la volontà popolare prima o poi si trasformerà in concreta azione di governo e cioè dazi commerciali, abolizione della legge Fornero, flat tax, reddito di cittadinanza, deficit quanto ci pare, debito quanto ci va, euro sul gozzo…allora la drole de guerre finirà. Allora sarà guerra vera con quei nani del commercio internazionale tipo Usa e Cina, allora sarà guerra vera coi mercati finanziari che ovviamente piegheremo, allora sarà guerra vera con gli altri europei che ovviamente costringeremo a pagare per noi, allora lanceremo la sfida alla Bce che stampa euro e le faremo stampare euro-lire. Allora andremo in guerra con lo scudo del popolo sovrano e le scarpe di cartone e il fucile di latta della nostra autarchica volontà popolare.