Che offrono da votare al prossimo giro? Quattro “assi” che non fanno un tetto

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 luglio 2012 13:59 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2012 13:59

ROMA – Che ci offrono da votare la prossima primavera? Di preciso non sia, però ci sono quattro “assi” tra cui camminare. Il primo “asse” politico elettorale possibile e in costruzione è quello nodoso e tosto che va da Beppe Grillo ad Antonio Di Pietro, fino a Paolo Ferrero, insomma da 5 Stelle all’Idv fino alla Federazione comunista. Non è ancora un’alleanza, però è di certo già un asse, una sintonia. Suonano la stessa musica: Monti peggio di Berlusconi, Berlusconi uguale a Monti, Europa ed euro trappole e garrote, di governa o ha governato finora è di sicuro colpevole, probabilmente corrotto, di certo nemico della gente comune. E’ un asse ideologico e a sua modo culturale. Si espande, si allarga: ha il suo organo di stampa ne “Il fatto Quotidiano”, il suo nume primigenio in Michele Santoro, il suo mito vivente in Grillo. Si allarga, si espande e, siccome la politica e la società sono tonde come la Terra, alla fine della circumnavigazione del globo l’asse Grillo, Di Pietro, Ferrero trova e tocca la terra dei “Libero” e delle Santanché. Rari i contatti ma scoperta di una comune radice semantica nelle due lingue.

Il secondo asse politico elettorale fa un po’ tenerezza e un po’ tristezza: è l’asse Berlusconi, Bossi, Storace. Tre simpatici vecchietti della politica. Si far per dire quanto al simpatici, dipende dai gusti. Quanto al vecchietti è proprio così e non si fa per dire. E’ l’asse del “a noi ci ha rovinato la malattia”, l’asse del “se Mussolini non perdeva la guerra la vinceva”, l’asse del togliamo l’Imu e tutto si aggiusta. Asse “tristage” più che vintage ma ha un suo fascino e un suo pubblico, come le prime serate di Rai1 e Canale5.

Il terzo asse è quello più fine e ingegnoso, tanto fine da sembrare di compensato e non di legno: è l’asse Bersani, Casini, Vendola. Cioè Pd, Udc e Sel. Fine è fine, è la trovata di maggior ingegno. Però è anche tanto fine nel senso di esile perché appena lo fanno un elettore su quattro del Pd emigra in altro “asse” e poi quale colla mai attacca insieme Vendola e Casini? Il primo, Vendola, non ce la fa a stare con Grillo-Di Pietro-Ferrero. Anche se sognatore in politica, Vendola distingue tra sogni e incubi. Il secondo, Casini, non ce la fa già da tempo a stare con Berlusconi, Bossi, Storace. Questo entrambi lo sanno di sicuro, però altro non sanno e soprattutto non sanno come stare tutti e due nello stesso asse con Bersani.

Il quarto asse è una variante rimescolata del primo e del terzo: Bersani, Vendola, Di Pietro. Ma è asse di legno già rotto e marcio.

Quattro assi, neanche ancora messi in croce e comunque quattro assi che non fanno nemmeno un tetto.