Immigrati via più reddito di Stato a fine mese

di Lucio Fero
Pubblicato il 5 marzo 2018 11:25 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2018 12:29

Immigrati via più reddito di Stato a fine mese (nella foto Ansa, Salvini e Di Maio)

ROMA – Immigrati via più reddito di Stato a fine mese: questa è la materia prima del voto italiano del 4 marzo 2018.

Al Nord Matteo Salvini non ha vinto per la flat tax al 15 per cento (non ci crede nessuno, neanche chi la vota). Matteo Salvini ha vinto per i tanti suoi: negri fuori dalle balle! Immigrati via, via gli immigrati (pudicamente chiamati clandestini ma in realtà tutti nell’immaginaria drastica pulizia) è parola d’ordine e sentimenti che corre e scorre dalle Alpi al Lilibeo. E che Salvini ha fatto carne e ossa vivente, immagine e sostanza: se stesso. Salvini che fa pulizia, che molla un calcio nel didietro. Salvini che ci libera dai nigeriani che straziano le nostre Pamela. Questa è una delle materie prime della torta elettorale del 4 marzo, la torta delle emozioni, pensieri, voglie di chi ha votato. La torta madre, quella dei seggi in Parlamento è solo una figlia della torta madre.

Al Sud Luigi Di Maio non ha stravinto (Campania più del 50 per cento a M5S) per la promessa di sopravveniente sistemica e totale onestà (non ci crede nessuno, nemmeno chi la vota). Luigi Di Maio ed M5S hanno fatto cappotto al Sud e il Sud li ha votati in blocco per il reddito di Stato a fine mese a casa. Reddito di cittadinanza a chi non lavora o lavora in nero: la più grande promessa a misura del Sud che c’è, qui e oggi in Italia. Circa ottocento al mese recapitati a casa, sicuri e garantiti. Pochi, maledetti e subito e soprattutto sicuri, di Stato. E’ la lingua che la società e l’elettorato meridionali volevano sentir parlare e la lingua che pienamente comprendono e apprezzano.

Reddito di Stato a fine mese a casa: questa è la seconda materia prima della torta delle voglie, bisogni, speranze, obiettivi della maggioranza dell’elettorato nel cosiddetto Sud e Isole. Elettorato di cui supporre un improvviso e generale soprassalto di richiesta di onestà, tutta onestà e solo onestà nella cosa pubblica non risulti offensivo dubitare. E’ un elettorato che anche in tempi recentissimi ha cercato a pendolo chi mandasse davvero il reddito di Stato a casa a fine mese. E’ lo stesso elettorato che pochi mesi fa plebiscitava Berlusconi e alleati in Sicilia e ora dà a Giggino il giovane il mandato che Silvio il vecchio non ha assolto: spedirlo davvero a fine mese a casa questo reddito di Stato. Per una famiglia di due genitori e due figli sarebbe, secondo proposta M5S, 1.600 euro al mese. Come non votarlo? Chi ce l’ha al Sud un lavoro da 1.600 al mese sicuri?

Via gli immigrati e reddito di Stato a fine mese. Sono questi la materia prima e gli ingredienti del voto del 4 marzo. Il resto sono garnizioni, decorazioni, canditi e figurine disegnate sulla torta. Il riconoscere la materia prima della torta non è sminuirla o svilirla. E’ semplicemente sapere cosa si mangia. Cosa gli italiani hanno messo in tavola con il loro voto. Anzi cosa hanno apparecchiato, solo apparecchiato perché finora la torta in tavola, ovviamente, non c’è ancora. Ma questa e non altra è la torta chiesta dagli italiani:  immigrati via sopra e reddito di Stato a fine mese sotto.

E gli altri, gli altri che non erano Di Maio e Salvini, M5S e la Lega? Le “torte” che proponevano gli altri la maggior parte dell’elettorato italiano non è che le ha trovate insapori o poco gustose o stantie. No, non solo questo: le “torte” degli altri gran parte dell’elettorato italiano le ha giudicate nocive alla digestione se non alla salute. Rimettere a posto e sotto controllo i conti pubblici ha fatto venire mal di pancia. Andare in pensione all’età per starci una quindicina d’anni e non un quarto di secolo ha fatto venire la nausea. Cercare di aumentare i redditi per via di posti di lavoro e i posti di lavoro aumentarli per via di maggior produttività ha indotto rigetto e vomito. Euro ed Europa sono apparsi costrittori intestinali quando si è affetti da stipsi…

E quindi eccola la volontà popolare, tovagliolo al collo e posate alla mano in attesa che arrivi la torta chiaramente richiesta, ordinata e votata: immigrati via e reddito di Stato a casa a fine mese. L’idea che possa essere una torta avvelenata è stata bocciata dal popolo sovrano. Punto. E, anche fosse poi davvero avvelenata, la sensazione fortissima, diciamo ormai la certezza, è che il popolo sovrano questa torta se la mangerebbe lo stesso.

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