Elezioni, Germania dove il 33% è mezza sconfitta , Italia dove il 30% è mezzo trionfo

di Lucio Fero
Pubblicato il 25 settembre 2017 11:10 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2017 11:10
Elezioni, Germania dove il 33% è mezza sconfitta , Italia dove il 30% è mezzo trionfo

Elezioni, Germania dove il 33% è mezza sconfitta , Italia dove il 30% è mezzo trionfo (nella foto Ansa, Angela Merkel)

ROMA – Elezioni, Germania dove il 33 per cento ottenuto dalla Cdu di Angela Merkel è vissuto, valutato, raccontato come una mezza sconfitta (la stampa italiana per predisposizione ormai naturale al gonfiaggio ci mette il carico da undici e leva o decisamente lima il “mezza” nei suoi racconti e resoconti).

Elezioni, Italia dove alle prossime il 30 per cento sarà per chi ci arriva un mezzo trionfo. E come tale, trionfo, sarà vissuto, valutato, raccontato. Sempre se qualcuno ci arriva al 30 per cento.

Strana matematica elettorale un po’ sghemba dove a seconda dei confini nazionali i numeri valgono e pesano in maniera diversa.

Vediamola questa mezza sconfitta della Merkel. Sta in un dato, incontrovertibile: è passata dal 41 per cento al 33 per cento da un’elezione all’altra.

La mezza e anche più sconfitta della Merkel sta nei resoconti e racconti anche in un fatto che fatto non è, anzi. Il fatto che fatto non è che la Merkel i voti persi li ha persi a vantaggio di Afd (Alternativa per la Germania) partito di iper destra tutt’altro che alieno da “valori” e suggestioni neo naziste. E quindi…

Ma i liberali, partito di destra conservatore ma democraticissimo, hanno raccolto circa il dieci per cento. E alle passate elezioni erano abbondantemente sotto il cinque. Quindi una parte rilevante di chi da destra non ha votato la Merkel ha votato per i gialli di Fdp. Fdp con cui la Merkel non a caso farà il governo. E alle passate elezioni lo sbarramento del cinque per cento non era stato superato neanche dai Verdi, che ora hanno circa il nove per cento. E che parteciperanno anche loro a faticosa coalizione di governo. Quindi, redistribuiti in maniera diversa e tale da creare nuovi problemi, c’è in Germania un 55 per cento circa di voti che resta nell’area che noi in Italia definiremmo centrista. Ci sono mezze sconfitte peggiori, decisamente.

E un altro trenta per cento circa dell’elettorato tedesco sta tra Spd e Linke, insomma più o meno a sinistra. Quindi il trionfo della iper destra di Afd è in parte, nei racconti s’intende, una profezia che si auto avvera. Poco meno del 13 per cento di elettori che vota per un partito anti sistema e anti democrazia, in Europa e soprattutto in Germania, è tanto, davvero tanto. Ma è questa l’Europa contemporanea, sono queste le democrazie in crisi con se stesse. E’ questo il tempo delle democrazie che perdono consenso e di segmenti di volontà popolare che vogliono altro dalla democrazia. La Germania non fa eccezione e ora ha il sui 13 per cento anti sistema. In Francia e in Italia ce n’è di più.

Già, l’Italia. Il prossimo anno, quando si voterà, Grillo-Di Maio metterebbero la firma sul 33 per cento che oggi indicano come debolezza della Merkel. Renzi se lo sogna la notte il 33 per cento. E Berlusconi deve mettere insieme Salvini e la Meloni, cioè l’iper destra italiana (altro che i liberali tedeschi!) per scavallare tutti insieme il 30 per cento. E Bersani, Alfano e Pisapia e altri si dannano l’anima per scavallare il t..tre per cento, non il 30!

 

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