Famiglia Genovese, sempre i più votati. Dice niente del popolo sovrano?

di Lucio Fero
Pubblicato il 24 novembre 2017 10:16 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2017 10:16
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Famiglia Genovese, sempre i più votati. Dice niente del popolo sovrano?

ROMA – Famiglia Genovese, sempre i più votati. Da tre generazioni in politica e da tre generazioni sempre eletti con una barca di voti e preferenze. Famiglia che nei suoi rami ha annoverato ministri, sotto segretari, deputati nazionali, deputati regionali. Sempre col consenso e per via del consenso elettorale. Il popolo sovrano non ha mai mancato di far arrivare sostegno alla famiglia Genovese.

Sostegno qualunque cosa facesse la famiglia Genovese. Papà Francantonio ad esempio si presenta alle primarie del Pd siciliano, comunica al popolo che lui è Pd, Partito Democratico. E il popolo sovrano gli dà convinto circa ventimila voti.

Poi succede che papà Francantonio passa un po’ di guai, lo accusano di aver messo le mani su un sacco di soldi non proprio suoi. Papà Francantonio è deputato del Pd ma il Pd vota in Parlamento perché possa essere arrestato se condannato. Condanna arriva in primo grado a 11 anni. Ma papà Francantonio non si arrende e non si piega, resta deputato e passa a Forza Italia, Forza Italia.

E succede che i ventimila che avevano votato per lui Pd votano pari pari per Luigi figlio di papà Francantonio quando Luigino si presenta alle recenti elezioni regionali in Sicilia. Può andare dove vuole la famiglia Francantonio, se è Pd gli elettori seguono, se è Forza Italia gli elettori seguono. Seguirebbero dovunque, lo dimostrano i fatti.

Narrano le cronache che a famiglia Genovese magistratura inquirente ha posto sotto sequestro beni per circa 100 milioni di euro (16 di conti all’estero) con l’accusa di riciclaggio. Riciclaggio di denaro, mica di pneumatici usati. E’ anche questa ricchezza, debita o indebita che sia, il magnete che attira i voti del popolo sovrano.

Ricchezza, disponibilità di mezzi che comunicano al popolo sovrano ed elettore che i Genovese possono, possono fare. Voto di scambio, scheda elettorale in cambio di qualche favore? Sì, ma non in senso immediato e letterale. E’ a suo modo una forma di fiducia che il popolo sovrano ed elettore conferisce alle famiglie Genovese (non ce n’è certo una sola).

Alla radice del voto in massa e sempre e comunque ad una qualunque famiglia Genovese d’Italia c’è qualcosa di molto più comune e diffuso di quanto non sembri eccessiva e paradossale la vicenda siciliana. Al fondo c’è una ideologia minima ma pur sempre ideologia. Al fondo c’è la frase che moltissimi pronunciano o pensano quando votano, quella frasetta che suona: “voto l’uomo”. Frasetta che sottintende un me ne frego di posizioni e caratteri politici, obiettivi e identità. Frasetta che sottintende un tutti uguali e la politica non esiste.

“Voto l’uomo” è già senza saperlo rinuncia al ruolo di cittadino ed elettore consapevole. Eppure quanti lo dicono e lo sbandierano il “voto l’uomo (o la donna). Poi, a furia di votar l’uomo…si vota la famiglia. E che vuoi che sia se sta nel Pd o in Forza Italia o in M5S?

Famiglia Genovese, sempre i più votati. Una storia che dice che il popolo sovrano ed elettore ha sempre l’ultima parola. Ma non è detto, proprio no, non sta scritto da nessuna parte che abbia la parola giusta. Il popolo sovrano ed elettore ha in democrazia il potere. Ma non ha automaticamente ragione, come raccontano i demagoghi di ogni professione, giornalisti compresi. Anzi, proprio ragione il popolo sovrano ed elettorale…ci prende di rado, di rado ci azzecca.