Fascismo morto e sepolto? Mai stati così fascisti-dentro, dal 1945

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 febbraio 2018 10:46 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 13:42
Fascismo morto e sepolto? Ma quando mai... Mai stati così fascisti-dentro dal 1945

Fascismo morto e sepolto? Mai stati così fascisti-dentro dal 1945 (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Fascismo morto e sepolto. Sono in molti a sostenerlo, calendario alla mano. L’argomento del fascismo morto e sepolto si avvale di una lettura cronologica-biologica della storia: se eri vivo nel primo decennio del Novecento devi essere morto nel secondo decennio del secolo successivo, cioè oggi. Appare circostanza inconfutabile, prova granitica, senso comune. Appare…in realtà è lo stesso concetto di storia che talvolta lo studente ignaro espone come scudo all’esame o il giovane indifferente rivendica in conversazione, il concetto, si fa per dire, dell’io allora non ero nato.

Dire che il fascismo è morto e sepolto è dal punto di vista storico l’equivalente dell’affermare che l’elettricità è morta e sepolta. Il progresso tecnologico, la scienza e l’economia hanno nel corso del tempo forgiato varie e diversi usi, varie e diverse “civiltà”  e culture dell’energia elettrica, talune anche diverse e opposte l’una all’altra. Ma, banalmente, il venir meno dell’avviamento a manovella per le auto non ha decretato la morte della scintilla.

La democrazia, la libertà, il progresso economico e più diritti e protezioni sociali e niente guerra in 70 e passa anni hanno forgiato società e sistemi politici avversi e alternativi al fascismo. Ma il fascismo come fenomeno storico-sociale non è morto. Come fenomeno storico-sociale in cui un gruppo sociale (nel caso in specie la piccola borghesia) prende violentemente il potere e ne fa una dittatura elaborando la narrazione di un nemico esterno e di un traditore interno che impediscono la ricchezza e la felicità collettiva, il fascismo è esistito nella storia prima ancora di chiamarsi ed essere chiamato fascismo.

Quindi il fascismo, i fascismi non sono morti. Tanto meno sepolti per sempre come fossero cadaveri di vampiri cui con apposite pratiche intorno e dentro al tumulo si impedisce la resurrezione. Il fascismo e i fascismi sono stati nel secolo scorso duramente battuti e sconfitti. In guerra. Hanno perso la guerra mondiale che hanno voluto. hanno subito una enorme disfatta storica.

Ma non sono stati cancellati dalla faccia della terra. Né come pulsioni sociali né come esito possibile di gravi crisi politico-economiche. E infatti noi, qui e oggi, Italia 2018, non siamo mai stati così fascisti-dentro, dal 1945, dall’anno in cui i fascisti italiani si arrendevano sconfitti.

Fascisti noi, qui, oggi? Ma se quelli di Forza Nuova e Casapound e arcipelago nero a vario titolo è una…micronesia! Saranno, sono al massimo uno per cento, neanche. No, qui non si parla del fascismo militante e che espone le sue insegne. Qui si parla dei valori e pensieri e parole fascisti che sono nella vita di tutti i giorni della società politica e soprattutto della cosiddetta società civile. Altro che l’un per cento…

Il fascismo oggi? Eccolo: l’odio ideologico e pratico verso il diverso. Non solo il nero, l’immigrato. Troppo facile. L’odio ideologico e pratico è nutrito, allevato ed esplicito verso il clan, la tribù, il gruppo sociale non di appartenenza. Vissuto come nemico, usurpatore, entità nociva di cui “fare pulizia”. Per chi non ne avesse nozione o consapevolezza, questo “la pulizia” del diverso e avversario è purissimo concetto e valore fascista.

Eccolo ancora e alla grande e qui addirittura dominante il fascismo contemporaneo: l’avversione al Parlamento come luogo di “inciucio” e malaffare. L’idea che accordi e intese siano tradimenti e che la politica sia inutile o nociva alla gente che lavora. Eccolo ancora: l’idea che lo Stato giusto e la politica vera creano dal nulla posti di lavoro e pensioni…

E poi l’idea che la democrazia è truffa e che una sola democrazia è quella vera: quella diretta, senza intermediari tra la gente e il…capo. E l’idea, anch’essa dominante, di una autarchia economica e commerciale e sociale, di una Italia vittima degli interessi stranieri che, se solo facesse da sola…

E il fastidio, l’ostilità, il sospetto, anzi l’avversione verso il “culturame”, la competenza, la scienza, le “caste di quelli che sanno”.

Fare pulizia, basta con la politica, Parlamento covo di inciuci e intrallazzi, democrazia stanca che stanca, il sapere e la competenza come maschere dei poteri forti e cattivi, risorse e soldi per tutti che una mano adunca e nascosta impedisce arrivino al popolo, perfidi euro ed Europa…sono cose di tutti i giorni largamente condivise.

A voler essere ancora più attenti, non mancano neppure le purghe impartite via social (e ormai anche via tv) ai non conformisti. Ci sono anche in Rete le squadre di vigilanza sugli individui disfattisti. E hanno esordito ormai con successo gli arditi del giornalismo. Missione espugnare coltello in bocca le trincee della verità? No, la missione è sputtanare il nemico infingardo. Con ogni mezzo…e trucco. Ci si mette l’uniforme da arditi del giornalismo e si sale in gerarchia, garantito. La verità, i fatti, le verifiche? Chi se ne frega! Ricorda qualcosa?

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