Frecciarossa col nero: alta velocità verso il linciaggio. E a Livorno…

di Lucio Fero
Pubblicato il 14 febbraio 2018 10:09 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018 10:09
Frecciarossa col nero: alta velocità verso il linciaggio. E a Livorno intanto...

Frecciarossa col nero: alta velocità verso il linciaggio. E a Livorno… (foto Ansa)

ROMA – Frecciarossa col nero, la storia è nota e non deve essere neanche figlia orfana di madre vedova, di storie così ce ne devono essere decine, centinaia al giorno. Per una che se ne scopre…

Ecco la storia: treno Frecciarossa, controllore, una gentilissima e competente addetta, passa per verifica biglietti. C’è un passeggero giovane, scuro di pelle. Ha qualche evidente difficoltà: non parla italiano e mezza parola di inglese. Tra lui e l’addetta al controllo biglietti c’è fatica a capirsi.

Sul treno a guardar tutto c’è anche un vigilante volontario auto nominatosi (nella sua testa) guardiano della legalità, ferroviaria e non solo. Vigilane volontario e occhiuto osservatore di quel che fanno questi neri, a lui non sfugge nulla, a lui i neri non la fanno. La nostra scaltrissima guardia con tecnica da guardone osserva, appunta. Secondo lui ha visto un nero senza biglietto che vuole sfangarla, un nero ben vestito e con smartphone (quindi i soldi li ha), un nero che vuole fregare gli italiani viaggiando a sbafo degli italiani.

Ha visto quel che voleva vedere, non quello che è successo davvero. Ma al guardiano-guardone basta e avanza quel che ha visto immaginando e quindi posta il tutto su facebook, il tutto è la denuncia del nero immigrato ladro ruba pane a tradimento degli italiani. Ed è un successo travolgente: in poco tempo 120 mila pollicioni alzati in segno di godimento alla scoperta del nero che viaggia a sbafo. L’avesse avuto libero in questi ultimi giorni, anche Luca Traini avrebbe alzato il pollice.

Già, perché l’approvazione dei 120 mila (e di chissà quanti altri) della “notizia” del nero scroccone non è avara di indicazioni e programmi da parte degli approvatori. Si va dal ributtateli a mare al cacciateli tutti a consigli pratici sul come eliminarli all’indicazione infine di quali pene di contrappasso infliggere…ad alta velocità viaggiano i 120 mila (e chissà quanti altri) su facebook verso il linciaggio.

Si apprenderà poi che il nero sul Frecciarossa il biglietto ce l’aveva, l’aveva pagato e aveva solo sbagliato posto dove sedersi. Per molti una fastidiosa e pignola precisazione, un cavillo rispetto alla sostanza, sostanza che è: un nero in prima classe insospettisce e comunque, diciamolo, un po’ stona.

Intanto a Livorno si tentava in piazza una forma di linciaggio più antica, artigianale, quasi casereccia rispetto a quella via social. Mestieranti a tempo pieno e mano d’opera precaria della violenza in strada si sono esibiti contro Giorgia Meloni e la sua iniziativa elettorale.

Centri Sociali chiamano se stessi e raccolgono una frustrazione sociale e individuale, della personalità e dell’intelletto che travestono, contrabbandano da azione politica. Sputano alla Meloni e si credono partigiani anti fascisti. Sono solo degli aspiranti linciatori di strada dipinti di rosso, in fondo parenti non tanto lontani degli aspiranti linciatori di negri via facebook. Separati alla nascita, ma lo stesso dna di turbinosa inciviltà.