Gentiloni candidato premier, così Pd prende più voti?

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 gennaio 2018 10:06 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2018 10:06
paolo-gentiloni

Gentiloni candidato premier del Pd al posto di Renzi? (foto Ansa)

ROMA – Gentiloni candidato premier. Gentiloni e non Renzi. Gentiloni e non una generica squadra di governo tra cui scegliere poi il capitano. Tra i politologi da bar e da università (quelli da social sul tema finora si sono esercitati poco, Gentiloni è difficilmente insultabile), tra chi seriamente analizza e studia la politica e tra chi butta giù due parole e le lega tra loro con lo spago c’è la convinzione che Gentiloni candidato premier faccia prendere al Pd più voti o almeno gliene faccia perdere di meno.

Non c’è contro prova, tanto meno certezza che sia proprio così. L’argomento principe dei sostenitori di questa tesi, e cioè i modi e i toni concilianti e pacati del far politica di Gentiloni, interessano e colpiscono molto gli addetti ai lavori, facciamo cinquemila persone tra politici e giornalisti. I restanti cinquanta e passa milioni non votano o votano per la gentilezza, moderazione, sobrietà. Quando ci sono in genere neanche le vedono.

Il vero argomento pro Gentiloni candidato premier è che Renzi candidato premier con tutta probabilità, anzi con qualche evidenza, toglie al Pd qualche voto. Renzi è diventato la stazione di ammasso di molte e forti correnti di antipatia. Anche nell’elettorato potenziale del Pd. Quindi è probabilmente ragionevole che un Renzi che dica esplicitamente il candidato premier non sono io male non faccia al risultato elettorale del Pd.

Ma tra l’evitare altra acqua sul bagnato e restare all’asciutto c’è gran differenza. Gentiloni candidato premier probabilmente risparmierebbe al Pd la perdita di qualche voto anti Renzi. E in tempo di tempesta ogni anfratto è porto. Ma che Gentiloni candidato premier sia la mossa che può salvare il Pd, pensarla così è davvero fortina come ipotesi.

Detta comunque a margine ma non tanto a margine questa dei candidati premier è una sostanziale bugia che l’elettorato non vive come tale, tanto meno soffre. Anzi pare che piaccia. Candidato premier è Salvini, lo è Berlusconi che se lo è scritto sul simbolo elettorale, lo è Di Maio. Ma il 4 di marzo non si vota con un sistema maggioritario in cui chi prende un voto in più fa il governo e decide il premier.

Il 4 di marzo si vota con sistema proporzionale e solo dopo il voto si vedrà chi si alle con chi, chi fa maggioranza con chi e quindi chi possa essere il premier. E non è per nulla detto, anzi che il premier di una coalizione sia il capo di una delle forze politiche della coalizione. Anzi, più probabile sia figura di raccordo e sintesi tra quelli che si coalizzano e fanno maggioranza di governo.

Già, perché a meno che milioni e milioni di elettori non cambino tutti insieme e radicalmente idea di qui al 4 marzo, nè il Destra-Centro, né M5S, tanto meno il Pd e la sua mini coalizione raggiungeranno il 38/40 per cento dei voti e la maggioranza dei seggi in Parlamento. E quindi i candidati premier, quelli veri, si vedranno dopo il voto e non prima.

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