Germania accoglie tutti i siriani. Coraggio e civiltà Merkel

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 Agosto 2015 13:53 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2015 13:53
Germania accoglie tutti i siriani. Coraggio e civiltà Merkel

Germania accoglie tutti i siriani. Coraggio e civiltà Merkel

ROMA – La Germania ha ufficialmente comunicato che accoglierà d’ora in poi tutti i profughi provenienti dalla Siria. L’Ufficio Federale per l’immigrazione ha comunicato: “In questa fase non applichiamo il regolamento di Dublino”. Significa che la Germania apre le frontiere ai profughi di guerra, da sola stabilisce e attua il principio per cui chi scappa da una guerra non può e non deve essere fermato alle frontiere di un paese civile. Berlino dunque rinuncia all’alibi di Dublino, quell’accordo tra paesi europei per cui il profugo può essere accolto, se ha diritto all’accoglienza, solo nel primo paese nel quale mette piede in Europa.

L’alibi di Dublino è quello che la Francia di Hollande ha usato e usa a danno dell’Italia, alle frontiere, a Ventimiglia e tutte le volte che respinge in Italia migranti con l’argomento che sono sbarcati prima In Italia. L’alibi di Dublino è quello dietro il quale si trincera la Gran Bretagna di Cameron che manda le sue navi a raccogliere migranti nel Mediterraneo ma poi li scarica/sbarca solo in porti italiani. L’alibi di Dublino è quello che si rimpallano le stesse Francia e Gran Bretagna a Calais: di chi sono quelli che varcano clandestinamente la Manica?

L’alibi di Dublino (ognuno si tiene quelli che hanno messo piede sul suo territorio) è stato finora utilizzato da tutti a danno soprattutto dei paesi di sbarco: Italia e Grecia in prima linea. Utilizzato e invocato, tanto è vero che all’Italia si rimprovera di non identificare i migranti proprio per non essere costretta ad accoglierli. Alibi dietro il quale tutti si sono riparati e/o barricati. Ma era un alibi un po’ bugiardo: il principio dell’ognuno si tiene quelli sbarcati a casa sua ha senso e logica nel caso dei cosiddetti migranti economici, quelli che ciascun paese può se vuole respingere. Non ha senso l’ognuno si tiene chi sbarca a casa sua nel caso dei profughi in fuga da una guerra. Questi non si possono né si devono respingere e allora invocare l’accordo di Dublino da parte di Londra, Parigi, Vienna, Varsavia…vuol solo voler lavarsene le mani, scaricare sugli altri paesi.

Ora la Germania rinuncia, rifiuta l’alibi di Dublino. Il più grande paese d’Europa, quello che già accoglie la quota di immigrati più alta di ogni altro paese europeo, quello che già concedeva il maggior numero di attestati di asilo politico, si dichiara pronto ad esaminare 800.000 richieste di rifugiati in fuga dalla guerra. Si dice pronti a prenderseli tutti i siriani, o almeno quei siriani che in Germania vorranno andare. Anche quelli sbarcati in Grecia o in Italia.

In questo modo Angela Merkel offre all’Europa tutta lezione di realismo: se milioni scappano da una guerra raccontarsi che li blocchi alle frontiere è una favola per bambini cattivi.

La Merkel mostra coraggio: in una Europa percorsa dalla voglia matta e ormai sempre più confessata di ributtarli a mare, la Germania accoglie, anche quelli degli altri secondo l’accordo di Dublino. E lo annuncia non a caso all’indomani degli attacchi neo nazisti a centri profughi.

Infine Merkel testimonia di senso concreto del governo: sceglie di distinguere davvero tra immigrato/migrante “economico” e profugo di guerra ed applica alle due categorie trattamenti assolutamente e giustamente diversi.

Ultimo ma non ultimo, la Merkel “cattiva” secondo tutti i crescenti e ruggenti populismi continentali difende un elemento costitutivo della nostra europea civiltà, quello per cui chi fugge da una guerra è cittadino di ogni paese che rispetti la vita umana.

La Germania che accoglie tutti i profughi di guerra è la notizia più grossa da mesi sul fronte immigrazione e la più importante. Cambia decine di migliaia di destini di esseri umani e rompe l’alibi di tutte le capitali europee. Quindi la stampa italiana la notizia non l’ha vista o, se l’ha avvistata, l’ha con rare eccezioni collocata letteralmente tra le righe di generici “pastoni” di giornata sull’immigrazione. Non l’ha vista la stampa la notizia anche perché non accesa da nessuna dichiarazione di politici nostrani consapevoli del resto del mondo (forse se uno glielo spiega, magari domani…). Unica rilevante eccezione Matteo Salvini. Lui, attento, se n’è accorto e l’ha letta e commentata a modo suo, complimentandosi con la Merkel perché così si prende gli “immigrati migliori”, quelli con laurea e professione in tasca e magari qualche euro. Che è come guardare al mercato dei cavalli se i denti del quadrupede son sani o no e complimentarsi con chi fa l’acquisto giusto. Son queste le categorie e i valori dell’attento Salvini.

Due cifre infine sulla situazione italiana: nel 2015 finora i migranti arrivati sono stati 110.136. Hanno fatto richiesta di asilo politico in 44.784. Di queste 15.666 sono state accolte, 16.921 respinte, le mancanti ancora da esaminare. Dei circa 66 mila migranti che non hanno fatto richiesta di asilo, insomma i migranti economici, circa un terzo è stato respinto fuori dalle frontiere e un altro terzo abbondante dal’Italia se n’è andato più o meno clandestinamente. Abbiamo dunque in carico, questo il peso reale, ventimila sostanzialmente clandestini in più, 15 mila rifugiati politici e altrettanti vaganti tra burocrazie e frontiere. Totale dell’invasione 2015 finora: circa cinquantamila. La Germania è tre volte l’Italia, ha una popolazione del 30% superiore, si prepara ad ospitare 800.000 richiedenti asilo. I numeri, i freddi numeri, anche stavolta dicono molto.