Napolitano non ha detto tutto, ecco ciò che alla gente fa “orrore”

di Lucio Fero
Pubblicato il 23 Aprile 2013 13:01 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2013 13:26
Camera - giuramento Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano (LaPresse)

ROMA- Pensierino del day after Napolitano, il giorno dopo che il Presidente della Repubblica ha detto in faccia ai partiti quanto siano stati complici e artefici della corruzione, della inefficienza, della paralisi e perfino dello smarrimento, cancellazione del senso stesso della politica, riducendosi a rispettive contrapposte curve ultras ed esaltandosi nel mimare un’eterna guerra civile sia pure a minima intensità. Ha detto tutto questo Napolitano, ma ha detto davvero tutto?

Pensierino che comincia a prender forma scritta mentre arrivano i dati numerici delle “quirinarie”, sì insomma le elezioni, la consultazione interna di M5S via web per chi dovesse essere il Presidente della Repubblica. Si viene finalmente a sapere che a votare sono stati niente meno che circa 28 mila persone su 48 mila ammesse al voto. E che Rodotà di questi 28 mila ha ottenuto quasi cinquemila consensi. Cinquemila! Altro calcolo rivela, anzi conta che su 100mila tweet lanciati nei giorni delle votazioni alla Camera Stefano Rodotà e Romano Prodi erano rispettivamente secondo e terzo nella scala delle preferenze, separati tra loro da un punto percentuale e sopravanzati entrambi con il 30 per cento da Emma Bonino.

Come è potuto accadere che cinquemila voti in un sito web (cinquemila!) siano diventati “il popolo contro l’inciucio”, quale miracolosa magia ha trasformato cinquemila rispettabili pareri in 50 milioni di cittadini votanti? E quale sortilegio ha fatto sì che Romano Prodi indicato, preferito in 24 mila tweet sia la solita e pessima Italia che non muore e Rodotà Stefano indicato e preferito in 25mila tweet sia invece la benefica rivoluzione? Cosa è che trasforma le “quirinarie”, il web, tweet in vangelo rivelato? Ci deve essere un bisogno profondo alla radice di questa trasformazione, mutazione, collettivo miraggio. Ci deve essere un bisogno… non detto.

E qui torniamo al non detto da Napolitano perché proprio dello stesso non detto si tratta. Come mai i partiti hanno fatto quel che hanno fatto e cioè in sostanza non governato il paese da almeno venti anni lasciandolo andare alla deriva? Come mai, perché si sono trasformati in quelle ignave, corrive e complici curve ultras di cui Napolitano ha detto? Perché in 20 anni l’unica cosa chiara che la politica ha detto era che qualunque cosa era colpa esclusiva degli “altri”?

Questo Napolitano non lo ha detto, questo perché non ce l’ha fatta a pronunciarlo e in fondo non era neanche compito suo, ma, già che c’era…Da almeno due decenni alla gente, all’elettorato, ai cittadini viene narrata la bugia che alla gente, all’elettorato, ai cittadini piace sentire. Anzi la favola bugiarda è richiesta a gran voce dalla gente, dall’elettorato, dai cittadini. Magari si chiede e pretende cambi la voce e il volto del narratore e si mescolino e rovescino le parti e gli attori della favola, ma la “morale” deve restare quella: è colpa di “quelli”.

All’elettore tipo della destra è stato detto che la colpa dei guai era ed è dei comunisti, degli immigrati, di Bruxelles, della Merkel, dei sindacati. E’ stata narrata la favola secondo la quale, spariti o messi in condizione di non nuocere tutti i “cattivi”, ogni problema sarebbe scomparso e ogni abbondanza sarebbe sgorgata. Era quello che voleva sentire e lo sente da venti anni. Chi glielo dice ora che la sua aziendina sotto capitalizzata, dipendente dalle banche, che spesso lavora a nero e con poca e bassa tecnologia è questa il problema? Chi glielo dice che non sono i comunisti o i cinesi o l’euro che gli tolgono l’aria ma che è lui stesso che credendo di scavarsi una piscina sta armeggiando nelle sabbie mobili? Anzi, questo non è neanche l’elettore tipo della destra, è l’elettore “illuminato” della destra. Chi glielo dice a questo? Figurarsi agli altri elettori d’altro tipo delle destra…

E chi glielo dice all’elettore tipo della sinistra che, niente meno, anche non fosse esistito Berlusconi, l’Italia dagli anni ’90 in poi avrebbe comunque costruito un sistema pieno di buchi e di guai? Anche senza Berlusconi. Scarsa produttività, rifiuto del merito nell’istruzione e nella Pubblica Amministrazione, troppo welfare per quelli “dentro” e niente welfare per quelli “fuori”. Chi glielo dice all’elettore della sinistra che, sparito Berlusconi, non sgorga la giustizia sociale e neanche sbocciano posti di lavoro? Chi glielo dice dopo che per venti anni si è chiesto di farsi cullare con questa favola e non son certo mancati gli aedi?

Chi glielo dice all’elettore ancora più a sinistra, molto “sociale” e già quasi grillino che sarà, anzi è, anche comprensibile e corretta l’idea di sottrarre al mercato il totale controllo e gestione di servizi pubblici come l’acqua ad esempio. Ma chi glielo dice che stabilire che sull’acqua non vi può essere profitto è una colossale fesseria perché il costo economico di portati il tubo e l’acqua a casa qualcuno lo deve sostenere ed essere remunerato per questo, altrimenti vai al pozzo? Già, chi glielo dice dopo venti anni in cui a sinistra è stata cantata la favola che, fatti fuori Berlusconi e i poteri forti, ogni acqua zampilla e pure gratis?

E chi glielo dice al neo elettore grillino che, fatte fuori tutte le Caste, la “bancarotta” profetizzata da Grillo per il prossimo autunno al massimo si sposta a primavera prossima? Chi glielo dice che abolendo tutti gli stipendi ai politici e tutte le auto blu si guadagnano, forse, in termini contabili un paio di mesi? Chi glielo dice che le Caste, ciascuna casta, alimenta e irriga territorio sociale con soldo pubblico, territorio sociale che, rivolo a rivolo, arriva pure a casa sua, a casa del grillino e che questa irrigazione a pioggia di denaro pubblico è il problema?

La politica è diventata quel che ha detto Napolitano e cioè un inutile cozzare contrapposto di sordi e ciechi non per caso e non per particolare incapacità di intendere e di volere dei politici. La politica è diventata quel che è, M5S compreso, perché in un circolo mortale la gente, gli elettori, i cittadini vogliono che si racconti loro che “loro” non hanno alcuna responsabilità, niente da cambiare e che, appena fatti fuori gli “altri”, i colpevoli, saranno subito e d’incanto, automaticamente rose, fiori e denari.

Al suono di questa canzone si è fatto e si fa di tutto: nel ’94 si scopre, si vota e si osanna Berlusconi e dura, altro che dura, lo stesso viene rifatto nel 2008. Si scoprono, si osannano e si praticano i “movimenti”, fino a  quello di Grillo. Ci si inventa i “popoli del web”  e le nuove sovranità. Tutto per non doversi dire che “la campana suona” anche per te, anche per il tuo gruppo sociale, la tua corporazione, il tuo territorio, la tua parte. Tutto per non doversi dire che è urgente e doveroso dare soldi a chi sta diventando davvero povero, a chi è senza lavoro. Ma che quei soldi qualcuno deve produrli, quella ricchezza da distribuire va creata e non solo stampata. Tutto per non doversi dire che con questa Pubblica Amministrazione in carne e ossa e con questa imprenditoria diffusa non si può andare avanti.

Tutto quello che non vogliamo sentirci dire…altrimenti non li votiamo. Alla gente “fa orrore” l’alleanza di governo con il partito “nemico” perché se cade l’alibi di “loro unici colpevoli”, se non canta più la favola del “fuori loro tutti felici”, allora c’è “l’orrore” della verità sugli ultimi venti anni d’Italia. Napolitano non ha detto tutto, di cosa ha davvero “orrore” la gente non ha detto, non fino in fondo. Spetterebbe ai partiti, spetterebbe alla gente, agli elettori, ai cittadini.