Governo della benzina, dei vitalizi e dello spareggio

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 marzo 2018 10:22 | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2018 12:22
Elezioni 2018: Governo della benzina, dei vitalizi e dello spareggio

Governo della benzina, dei vitalizi e dello spareggio (nella foto, Totò in Miseria e Nobiltà)

ROMA – Governo della benzina, dei vitalizi e dello spareggio, gira molto questa…Questa cosa? Ipotesi, indiscrezione, scenario, chiacchiera in libertà, invenzione, allucinazione? Cosa sia non si sa, ma gira molto. E chi la fa girare la racconta come un’astuzia, una strategia, una pensata profonda e acuta.

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Governo della benzina e dei vitalizi. E che sarà, sarebbe…o quel che è? Ecco quel che è: un governo sostenuto da una maggioranza parlamentare composta da M5S e Lega. E Berlusconi, se vuol starci dentro seduto e zitto (ma chi la racconta la pensata precisa che la pensata calcola sia molto meglio per i pensatori che Berlusconi non ci sia e stia). E la Meloni che se ci sta o non ci sta…è uguale.

Governo delle benzina e dei vitalizi con tanti ministri tutti nuovi. Tanti di M5S e qualcuno in meno della Lega (ma alla Lega alcuni dei Ministeri più pesanti).

E che fa, farebbe il governo della benzina e dei vitalizi? Terrebbe fede al suo nome. Nome che contiene il suo programma: abbassare le accise sulla benzina e tagliare i vitalizi dei parlamentari (senza star troppo a precisare che i vitalizi da tagliare sono quelli dei parlamentari di ormai due legislatura fa, quelli della passata e attuale legislatura non li hanno più i vitalizi, sostituiti da una pensione con qualche somiglianza con quella dei comuni cittadini e senza pignoleggiare sul fatto che i vitalizi li hanno soprattutto i consiglieri di Regioni E Comuni).

Abbassare le accise sulla benzina (e magari su qualche altra cosa ma la benzina soprattutto) e tagliare i vitalizi che ci sono ancora e anche…quelli che non ci sono più.

Eccolo il programma del governo della benzina e dei vitalizi. E’ tutto già nel nome. Proprio tutto. Il nome contiene il programma e lo esaurisce.

Anzi, non proprio. I raccontatori della pensata (essenzialmente giornalisti, ma qualcuno a sua volta a loro la deve pur aver raccontata) aggiungono il terzo elemento di programma: la legge elettorale spareggio.

Già, mentre abbassano le accise su benzina e tagliano i vitalizi gli strateghi-statiti Salvini e Di Maio preparano e fanno votare dal Parlamento una nuova legge elettorale (in Italia se n’è perso il conto) che incanala il voto degli italiani verso lo spareggio M5S o Lega. Anzi M5S versus Lega e viceversa. Per cui si vota-spareggia tra M5S e Lega e uno dei due vince e poi governa da solo.

La certezza che andrebbe così viene, verrebbe dal fatto dato per assodato e automatico che l’elettorato più o meno tutto si sazierebbe e delizierebbe di un aperitivo del grande programma che poi verrà. Giù il prezzo della benzina e via i vitalizi dei parlamentari (ex) e l’opinione pubblica toccherebbe finalmente con mano il cambiamento.

E quindi quando si torna a votare con la legge-spareggio, l’elettorato premierà, premierebbe soprattutto e ancora di più gli spareggianti M5S e Lega.

E quando si torna a votare allora con la legge-spareggio? Presto, subito. Il tempo di abbassare la benzina e tagliare i vitalizi. Presto, subito. Non oltre la primavera prossima, in contemporanea con le elezioni europee.

Governo della benzina e dei vitalizi e della legge spareggio. Forse esiste davvero nella testa di Di Maio e Salvini. O forse non è mai passato per la loro testa. Forse si può fare davvero e forse se lo sono fatti in casa e in pool un po’ di giornalisti politici. Forse si farà, si farebbe…O forse non si farà mai.

Però gira e già il fatto che giri qualcosa, molto, la spiega sull’Italia che c’è. C’è un’Italia molto vasta, di gente, di popol vero, ora anche di ceto politico e anche di comunicatori e anche di ceti intermedi e anche di lavoratori e famiglie e ora anche di cariche istituzionali dello Stato che ha lo stesso spessore della pensata.

Tagli i vitalizi e trovi i soldi per centinaia di migliaia di assunzioni e stipendi pubblici. Tagli i vitalizi e trovi i soldi per mandare milioni in pensione prima dei 67 anni e per evitare loro la Fornero tortura. Tagli i vitalizi e diminuisci il deficit pubblico…Prendendo i soldi sempre da lì, dal taglio dei vitalizi. Vitalizi che devono essere come il cappotto che in Miseria e Nobiltà i due capi famiglia stanno per andare a portare al Banco Pegni. Ne valutano la capacità d’acquisto: pasta e condimento per quattro persone, salsicce per tutti, pollo e carni, mozzarella di bufala genuina, olio, vino, sigari…Totò guarda il vecchio cappotto e domanda: E’ il cappotto di Napoleone?

Abbassi il prezzo della benzina (10 o 20 o 50 centesimi?) e hai alzato la produttività, aumentato la tecnologia in azienda, snelliti i costi della produzione del lavoro, insomma resa competitiva l’Italia. Abbassi la benzina e l’Italia…scorre. Come il Tevere che il personaggio di Carlo Verdone voleva asfaltare così Roma score (con una erre che con due a Roma è erore).

Cose concrete e vere, cose che la gente capisce. Cose finalmente da politica dei cittadini. Senza star loro a rompere le palle con cose astratte e antipatiche come scuola e università che forniscano davvero competenze, come un’Amministrazione Pubblica che non sia un eterno sovra costo economico e sovra carico civile. Peggio che mai con cose tipo la riduzione del debito pubblico e l’insostenibilità aritmetica del pagare 35 anni di contributi previdenziali e incassare assegno pensione per 25 anni o giù di lì.

Che noia, che nausea, queste sono parole che non parlano ai cittadini. Invece, vuoi mettere cose concrete come giù la benzina, via i vitalizi, legge spareggio? Un governo così di spessore, di questo spessore chissà se ci sarà mai. Però è proprio lo spessore standard dei dibattiti in tv, della comunicazione politica, del senso comune, del parlar della gente, sia gente da bar che da social.
Governo della benzina, dei vitalizi e dello spareggio: forse non c’è ma sarebbe (sarà?) proprio a misura. Taglia e taglio della e sulla figura del gran paese Italia.