Imu, soldi buttati nel…cesso. Arriva un 2013 tremendo

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 Dicembre 2012 13:25 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2012 15:20

thumb1024-700_dettaglio2_pagamento-tassa-ImuROMA-Cosa c’è di peggio che pagare? Pagare inutilmente. Ed è quello che forse ci tocca: toccare con mano nel tremendo 2013 che si prepara come i soldi dell’Imu 2012 potremmo averli buttati…nel cesso. I soldi dell’Imu e non solo quelli.

I soldi dell’Imu e quelli del bollo sui depositi in banca, i soldi delle pensioni bloccate mentre il costo della vita detto inflazione bloccato proprio non è, i tanti soldi delle nuove tasse 2012 che prima non c’erano e i pochi soldi dei tagli di spesa che il 2012 ha promesso impotente a mantenere.

A cosa servivano questi soldi che abbiamo sborsato, che stiamo sborsando? Servivano a portare in pareggio il bilancio pubblico a fine 2013. C’è qualcuno che sia disposto a scommettere che tra Berlusconi, Grillo e la coalizione dei Progressisti, tra tre mesi ci campagna, anzi di aizzamento elettorale, e i primi tre, quattro mesi di governo futuro, sia esso di Berlusconi, Grillo o Bersani, a fine 2013 l’Italia sarà in pareggio di bilancio, cioè spenderà di pubblico denaro quanto lo Stato ne incassa in dodici mesi? Tanto vale scommettere sullo scudetto al Palermo o al Siena.

Con Berlusconi ri-premier il pareggio di bilancio i bookmakers neanche lo quotano, con Grillo premier non c’è proprio più il bilancio, con Bersani premier, l’ipotesi più “umana”, il pareggio si sfora.

E a che ci serviva quel pareggio di bilancio? A fare in modo che il resto del mondo si fidasse di noi. Non serviva a fare bella figura, serviva a che si fidassero a prestarci i soldi, a garantire per i nostri debiti, insomma a stare stretti di soldi in tasca per un po’ di anni ma tranquilli che il giorno in cui i soldi ci sarebbero evaporati in tasca non sarebbe mai venuto.

Per questo abbiamo pagato l’Imu, i bolli, il blocco delle pensioni. Ma pare proprio che con questa enorme spesa ci siamo comprati un anno solo: il 2012. E che l’anno che verrà, per come si annuncia, sarà tremendo.