La Russa inventa in tv il “tunnel della Borsa tedesca”

di Lucio Fero
Pubblicato il 30 Settembre 2011 13:50 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2011 13:50

ROMA- Non si era ancora spenta l’eco nel tunnel Gelmini che Ignazio La Russa ministro scavò a Ballarò un’altra “galleria”. Già, La Russa in favor di telecamera se ne è inventata un’altra, inesistente e fasulla quanto il tunnel dei neutrini da Ginevra al Gran Sasso. E altrettanto profonda. In prima persona e senza ricorrere a uffici e comunicati stampa, La Russa la spara: “Persino in Germania negli ultimi dieci anni la Borsa ha perso il 30 per cento”. Negli ultimi dieci anni, dal 2001 al 2011, la Borsa in Germania è cresciuta del 30,39 per cento. La Russa ci è andato vicino, chissà se per caso o per frettolosa lettura dei dati: 30 per cento è, solo che La Russa l’ha raccontata al contrario. E ha inventato il tunnel della Borsa tedesca, un tunnel lungo dieci anni e profondo il 30 per cento.

Considerazioni a margine dell’evento. Prima: nessuno si attende e neanche reclama dimissioni del ministro della Difesa, di economia non è competente e si vede. E neanche ci si attende o si pretende una rettifica o una scusa, per La Russa vale la legge del contesto. Era in un  talk-skow e lì bisogna attaccare, difendersi e spararla grossa, stavano dicendo che l’economia italiana va male, lui doveva far barricata.

Seconda: sarebbe matura per i talk-show una scelta editoriale simile a quella presa da Confindustria, non invitare più politici a parlare fino a che i politici sparano solo chiacchiere. Ma c’è il conflitto di interessi: i talk-show vivono della chiacchiera dei politici. Quindi se si eliminano le parole in liberta, le chiacchiere e le balle, insomma i “tunnel”, si eliminano i politici. Se se eliminano i politici si eliminano i talk-show. Quindi i La Russa andranno giudicati dall’audience e non dalla realtà dei numeri della Borsa tedesca o da qualunque altra realtà.

Terza: più grossa la spari e più carriera fai, non solo in politica. Il capo ufficio stampa della Gelmini, Massimo Zennaro, ha sorpreso il paese con le sue dimissioni arrivate dopo qualche giorno di riflessione a seguito del comunicato stampa sul tunnel dei neutrini. Ha sorpreso perché in Italia non si dimette mai nessuno. Ma la sorpresa è durata poche ore. Il tempo di precisare che si era dimesso da quell’incarico ma non da dirigente, quindi dal lavoro di stendere comunicati ma non dallo stipendio di 156mila euro lori che gli passa lo Stato. E il tempo di perfezionare l’accordo con Barbara Berlusconi per passare a curare “l’immagine culturale” della manager. Cultura dunque, Zennaro resta nel ramo e nel suo curriculum si adagia e si stampa anche il tunnel