Lega: evasione di necessità, quindi condono. M5S: cittadino onesto, fisco ladro, quindi Iva a fidarsi

di Lucio Fero
Pubblicato il 28 marzo 2018 11:06 | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2018 13:51
Salvini e Di Maio al governo. Lega: evasione di necessità, quindi condono. M5S: cittadino onesto, fisco ladro, quindi Iva a fidarsi

Lega: evasione di necessità, quindi condono. M5S: cittadino onesto, fisco ladro, quindi Iva a fidarsi

ROMA – Lega: evasione di necessità, quindi condono. Si parla di tasse ovviamente. E la Lega di governo ha una sua visione (non certo solo sua) dell’evasione fiscale e quindi un’idea su cosa fare se davvero governo sarà. L’idea è quella che si riassume sotto la formula “evasione di necessità”. Insomma si evade il fisco, non si pagano le tasse perché sono troppe e troppo alte.

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Andate in qualsiasi esercizio commerciale, in qualsiasi capannone industriale, in qualunque studio professionale e sentirete risuonare e rimbalzare la stessa idea e canzone: l’evasione delle e dalle tasse è una necessità, se le pagassimo tutte davvero chiuderemmo…

Canzone cantata sia nel negozietto familiare che lo si vede che stenta a campare sia nel negozio che trasuda opulenza dei suoi gestori e proprietari. Canzone cantata nel modesto studio professionale e a studio dove parcelle e redditi consentono evidenti altissimi tenori di vita, canzone cantata dall’imprenditore strozzato e soffocato dalla burocrazia fiscale e dall’imprenditore che inguatta soldi a nero da una vita.

Come che sia, canzone cantata da milione di gole. Praticamente tutti quelli in Italia che non vivono di lavoro dipendente e pensione. Loro, questi la canzone della evasione di necessità non la cantano perché non possono evadere il fisco, le loro tasse sono automaticamente trattenute alla fonte come recita la formula. Cioè detratte, trattenute appunto all’origine su stipendio o pensione. Ma, per quel poco che possono, anche i “trattenuti alla fonte” se hanno occasione di redditi autonomi intonano la canzone dell’evadere è una necessità, altrimenti ci levano tutto.

In nome e per conto di questa evasione fiscale elevata al rango di strategia di sopravvivenza, la Lega di governo propone e prepara un condono fiscale. Un altro, un altro ancora. Non l’hanno chiamato così ma cosa era se non un mini condono fiscale la rottamazione delle cartelle esattoriali con cui milioni di italiani hanno pagato con lo sconto i loro debiti col fisco? Ma stavolta la Lega pensa a qualcosa di più in grande e più esplicito. Un condonone tombale che porti miliardi nelle casse pubbliche per finanziare magari flat tax e spesa pubblica e che soprattutto riconosca al contribuente che pagare il 10/20 per cento dell’ammontare delle tasse di ieri è cosa giusta, sana, buona.

Oltre alla Lega c’è un’altra forza di governo e si chiama M5S. Cosa ha in testa e in animo M5S sulle tasse o meglio sull’evasione fiscale? M5S ha in testa un principio, un valore, quasi un dogma. Eccolo: io cittadino è onesto fino a prova contraria. Non così il fisco che spesso e volentieri è ladro. Ne discende secondo M5S il corollario al principio, valore e dogma del cittadino onesto fino a prova contraria. E il corollario si chiama: inversione dell’onere della prova.

Cioè è il fisco ce deve produrre documenti, fatti e prove di un’evasione fiscale a carico del cittadino. Sembra buona e ottima e ragionevole cosa. In concreto però significa che ad esempio sulle fatture Iva il fisco deve fare a fidarsi, deve prendere per buone di fatto le fatture Iva false che sono di fatto una specialità del contribuente italiano (siamo per ampio distacco il paese che più e meglio evade l’Iva in Europa). Anche la massiccia evasione dell’Iva è un fatto, fino a prova contraria.

M5S aggiunge anche un basta allo split payement, cioè alla Pubblica Amministrazione che quando acquista da un’azienda l’Iva relativa la versa direttamente allo Stato e non all’azienda che poi la gira allo Stato. Perché molti contribuenti ci tengono (e M5S raccoglie) che venga ripristinato il giro e lo stazionare dell’Iva nelle casse dell’azienda? Fino a prova contraria per far inabissare e mai arrivare al fisco qualche miliardo di Iva appunto.

M5S aggiunge ancora: eliminazione vera di Equitalia. Non aggiunge se Equitalia eliminata avrà sostituti. Ed eliminazione studi settore o di qualunque altro parametro per determinare la cosiddetta congruità fiscale di categorie o singoli contribuenti (su questo punto piena consonanza con la Lega).

Insomma e riassumendo, M5S è per legiferare in modo che il fisco faccia fidarsi del cittadino-contribuente e la Lega è per legiferare in modo da riconoscere che l’evasione fiscale è spesso, molto spesso, quasi sempre una necessità di sopravvivenza.

Due nuovissimi partiti e forze di governo, due realtà politiche mai viste finora. Però, almeno sulla questione evasione fiscale, in fondo in fondo nulla di nuovo sul fronte…fiscale. Chiunque abbia governato questo paese da 70 anni e passa ha dato ampio spazio, comprensione e agibilità alla cultura e alla pratica dell’evasione dalle tasse come necessità di sopravvivenza. Lunga e serrata è la catena dei condoni fiscali et similia.

E del fare a fidarsi, al fare a fidarsi siamo avvezzi e affezionati e gelosi custodi. Al di là delle chiacchiere di scena, non facessimo a fidarsi limiteremmo davvero al minimo il contante, il cash per ogni forma di pagamento. La totale tracciabilità dei pagamenti sarebbe la vera peste dell’evasione fiscale. Ma facciamo a fidarci, sia quando la metà dei 40 milioni di contribuenti dichiara redditi per meno di 15 mila euro lordi, sia quando custodiamo gelosamente la libertà di pagare cash il 60/70 per cento dei nostri affari. Ci piace così, lo facciamo per stile di vita, mica qualcuno penserà perché di cash vive l’economia in nero e l’evasione fiscale? Fidatevi, non è così.

In fondo in fondo anche il fidiamoci del cittadino onesto sulle tasse fino a prova contraria non è cosa nuovissima. Fidiamoci, fidatevi: Lega e M5S di governo almeno sull’evasione fiscale saranno responsabili e accorti, lasceranno il più possibile le cose come prima.