Lettera dall’Italia alla Bce, scriveremo: “Abbozzate o… perdiamoci di vista”

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 Febbraio 2013 16:46 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2013 16:55
Bce, conferenza stampa di Draghi

Mario Draghi, presidente della Bce (LaPresse)

ROMA – Presto, molto presto partirà una lettera dall’Italia alla Bce e per conoscenza al Fmi e alla Ue…Scriveremo, ci sarà scritto che…Anzi, abbiamo già cominciato a scriverla, l’abbiamo già scritta in buona parte votando. I destinatari, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea stanno già leggendone i primi capoversi. E dietro, a sbirciare il testo, ci sono i governi di tutta Europa, Obama da oltre oceano, i Fondi di investimento, i Fondi pensionistici, gli speculatori e i risparmiatori di tre quarti del pianeta. E’ una lettera che sta avendo, avrà grande successo di pubblico. E sarà la risposta, la contro lettera a quella che la Bce inviò all’Italia nel 2011. Per un annetto e mezzo l’Italia ha provato con molta fatica a stare a “quelle” righe. Ora, dopo ampia reazione di rigetto, replica con le sue di righe.

A riga numero uno della lettera dall’Italia alla Bce e indirizzario aggiunto c’è scritto, si legge che il 60 e passa per cento degli elettori italiani ha votato un “Via l’Europa dall’Italia” anche se non ancora un “Via l’Italia dall’Europa”. Il 30% della coalizione Berlusconi, il 25% dei voti a Grillo, il 2 per cento dei voti a Ingroia, il 3 per cento dei voti a Vendola. Sotto questo aspetto voti che si sommano, eccome se si sommano. Come si sommano e non si elidono la richiesta di ritorno alla lira, di ritorno alla sovranità monetaria, di la Bce stampi moneta, di referendum sull’euro. Bce avvisata, la volontà popolare in Italia segnala cattivo umore e anche peggio e di più verso l’Europa.

Secondo capoverso della lettera, si legge e c’è scritto che il prossimo governo italiano, se e quando si fa, dura un anno massimo due. Anzi due anni non ci crede nessuno, facciamo uno. E si legge e c’è scritto anche che, bene che va, nei prossimi due mesi in Italia non governa nessuno. Proprio quello che rassicura e conforta tutti i destinatari della lettera, quindi, non c’è scritto ma si legge, che speculatori e risparmiatori si organizzino. Anche loro sono avvisati.

Al paragrafo numero tre c’è scritto e si legge che chiunque governi in Italia, anche per poco, quel poco lo potrà governare solo se abbassa l’Imu, fa pagare allo Stato i debiti che le Pubbliche Amministrazioni hanno con le aziende, istituisce e paga il reddito di cittadinanza, trova i soldi per ancora tanta e più cassa Integrazione, rifinanzia la spesa degli Enti locali, ammorbidisce il blocco sulle pensioni, blocca di fatto Equitalia e la riscossione fiscale coatta e smette o fa smettere di costruire nel paese cantieri Tav e affini. Un programmino minimo di governo immediato da 40 miliardi di maggior spesa o debito pubblico a tenersi bassi. Altrimenti non c’è governo, è questo il minimo che si aspetta la gente dopo aver votato a gran maggioranza la fine della crisi.

Al quarto paragrafo c’è scritto che ci rendiamo conto o forse no, ma insomma se capita che così facendo nessuno si compra più i nostri titoli di Stato se non ad interessi da mandarci in malora, allora che intervenga la Bce a comprarli. Che compri e che ci mettano la loro garanzia sui nostri debiti anche i contribuenti tedeschi o francesi o spagnoli. C’è lo scudo salva spread, altrimenti che ci sta a fare? Però si legge e c’è scritto nella lettera che: cari Bce, Fmi e Ue non sognatevi di venirci a dire che per usare lo scudo a vantaggio dell’Italia voi volete prima un governo che firmi un memorandun di impegni da parte nostra. Prima, prima di darci i soldi volete gli impegni? Ma qui è già cara e grazia se c’è un governo, ne volete anche uno che firma impegni? E chi li firma gli impegni europei, gli impegni sui soldi? Berlusconi? Grillo? Su, anche a voi viene da ridere. Finitela con questa storia degli impegni che non andiamo da nessun parte, siate seri: noi italiani non vogliamo, possiamo e dobbiamo impegnare proprio a nulla.

Quinto e ultimo paragrafo, si legge e c’è scritto che se così non vi piace, lasciamo perdere, lasciamo stare…Fate come vi pare tanto se falliamo noi, se facciamo bancarotta noi, la fate pure voi. Quindi che vi piaccia o no pagherete per noi…Cordiali saluti, ossequio all’euro e al fiscal compact…firmato Italia, Roma li… 2013.

Mentre la stiamo consegnando al postino la lettera tra di noi ci diciamo: vedrai che abbozzano! Uno o due cretini di minoranza domandano: e se non abbozzano? Se ci tagliano fuori dai mercati finanziari? Non sarà pericolosa e perdente questa lettera in cui facciamo sapere che forse paghiamo ma di certo non garantiamo che pagheremo? Cretini di minoranza, l’Italia sta per scrivergliele e cantarle chiare alla Bce, Fmi e Ue. “E se non va, poi vengo a mangiare a casa tua?” si allontana così bofonchiando il cretino di minoranza. Se non va, dove vado a mangiare? Diventerà una domanda sempre più di massa e sempre meno di minoranza. Appena avranno finito di leggerla tutta intera la lettera dall’Italia alla Bce.