Meglio morti che Renzi, i signori del Pd scelgono: meglio morti

di Lucio Fero
Pubblicato il 23 settembre 2013 16:43 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2013 16:50
matteo renzi

Matteo Renzi (foto Ansa)

ROMA- Stavolta l’ha detta giusta Berlusconi: “Si asfaltano da soli”. Berlusconi aveva appena visto, in differita perché la diretta era al di là della umana immaginazione e sopportazione, la giornata finale dell’assemblea nazionale del Pd. Aveva appena visto 500 delegati spariti e mancanti, consigliati a sparire e a mancare dai “lettiani ” e dai “bersaniani”. Aveva appena visto il Pd bloccarsi tutto come un condominio rissoso, ma questo era il meno. Aveva visto che “signori del Pd”, una sorta di “signori della guerra” come al tempo della grande crisi della grande Cina, erano disposti a tutto, anche a infliggersi reciproca e collettiva morte, a tutto pur di impedire che qualcuno governi davvero. In grande la storia di secoli della Cina, in microscopico la storia del Pd.

Storia ineffabile: un segretario e candidato premier sconfitto che otto mesi dopo la sconfitta è ancora là a tentar di dettar legge, a porre condizioni, a imbastire alleanze, a occupare senza grande anche umano spessore una sedia e un ufficio dentro, nel cuore del partito. Pierluigi Bersani, il suo governo del Pd è stato sconfitto, triturato. Eppure è ancora lì a provare ogni cosa pur di rinviarlo all’infinito questo Congresso, pur di impedire all’infinito che vi sia mai ratifica che lui e la sua politica hanno perso nel paese e non sono più maggioranza neanche nel Pd. Una storia ineffabile.

Ineffabile la storia anche sul versante “lettiano”. Enrico Letta dice che lui non c’entra né per dritto né per rovescio. Però i suoi uomini e donne nel Pd fanno di tutto per non farlo fare il Congresso. Con l’argomento che potrebbe nuocere al governo. Al governo Pd presieduto da Enrico Letta? Al governo che sta aumentando i salari per via fiscale? No, al governo presieduto da Enrico Letta con dentro il Pd e Berlusconi che aboliscono per un anno l’Imu e fanno terrorismo su un punto percentauale di Iva. Nuocere al governo con dentro quelli già in campagna elettorale per il debito e deficit da sfondare? E quale danno davvero sarebbe nuocere a un governo così che resta così? Ma il “lettiano” questa e analoga domanda non si fa, il “lettiano” fa asse con il “bersaniano”.

Al duo, al tandem lettiano-bersaniano- si aggiunge di tanto in tanto il “dalemiano”. Questi considera Bersani un “utile idiota”. Idiota per come ha condotto il Pd, utile però per non dare il Pd a Renzi. E’ una mente fina il dalemiano: prende Renzi al laccio, gli fa fare il candidato premier ma non il segretario del Pd. E se Renzi e il Pd non ci stanno? Il “dalemiano” li mette in castigo, anzi si offende.

Storia ineffabile, con il “franceschiniano” che dal patto di governo con Bersani e Letta passa con Renzi, ma Renzi non fa festa al figliol prodigo e così il franceschiniano un po’ per abitudine e un po’ per vendetta dà una mano, forse solo stavolta e comunque di nascosto, agli alleati di prima. Storia ineffabile con il segretario che c’è da quasi sei mesi che una sola cosa doveva fare: organizzare un Congresso e dare una data. Epifani ha volutamente organizzato un casino e per data ha scelto l’otto di dicembre, quella dove ha pensato, hanno pensato, andranno a votare in meno possibile i cittadini elettori pro Renzi.

Eppure una logica c’è: meglio morti che Renzi. E, secondo logica, i signori del Pd scelgono: meglio morti.