Lucio Fero

Merkel e il terrorista: “Profugo, aveva chiesto asilo, difficile da tollerare”

Merkel e il terrorista: "Profugo, aveva chiesto asilo, difficile da tollerare"Merkel e il terrorista: "Profugo, aveva chiesto asilo, difficile da tollerare"

Merkel e il terrorista: “Profugo, aveva chiesto asilo, difficile da tollerare” (foto Ansa)

ROMA – Merkel cancelliera tedesca, forse l’unico leader e paese europeo che abbiano tentato una risposta non isterica, non declamatoria e non vigliacca al problema dei profughi che arrivano in Europa, prende atto  con infinita e pubblica tristezza che una diga sta cedendo, se pure non ha già ceduto del tutto…La diga faticosamente, coraggiosamente eretta e poi difesa proprio dalla Merkel, quella che divideva, teneva separati nella percezione pubblica e nell’azione di sicurezza appunto profughi e terroristi.

Il giorno dopo la strage di Berlino, il Tir sul mercatino di Natale a bissare la mattanza di “occidentali” dopo la macelleria di Nizza,  Merkel con accorata freddezza e angosciata lucidità dice a se stessa e al suo paese: “Era un profugo, aveva chiesto ed ottenuto asilo, difficile da tollerare”. Già il terrorista veniva dal Pakistan, si era infiltrato in missione di guerra santa in Germania vestendosi da rifugiato richiedente e bisogno di asilo. Era venuto, travestito da vittima, in Europa per essere carnefice di europei.

“Difficile da tollerare”, non che un soldato dell’Isis o della Jihad non sia stato riconosciuto e bloccato alla frontiera dai servizi di sicurezza. E come fai a riconoscerli? Non solo non indossano divise, non solo sono indistinguibili dalle vere vittime. La loro affiliazione alla guerra santa contro l’Occidente spesso è tanto profonda quanto nascosta, la covano nell’animo, la coltivano e sviluppano anche senza aver fatto parte di milizie o essersi addestrati in qualche scuola di tecniche militari.

Non li puoi riconoscere se decidono di rispondere ad una chiamata ad uccidere veicolata sul web, se decidono di macellare carne infedele e quindi “impura” con un Tir rubato, sequestrato, dirottato. E quando in Europa avremo bloccato ogni pubblica manifestazione ad ogni Tir, ne troveranno altro di modo per ammazzare a mucchi gli infedeli impuri.

“Difficile da tollerare” è che, dopo Berlino e già da prima e sempre di più guardando negli occhi un profugo che richiede asilo in Europa, un europeo non potrà che domandarsi se quegli occhi mentono, se quell’uomo o quella donna non sono venuti qui non per vivere ma per uccidere. La macelleria islamista di Nizza e di Berlino e tante altre che sono state allestite rendono questa domanda legittima, perfino doverosa.

Quindi tra la gente che arriva in Europa e la gente che in Europa vive diventano plausibili, giustificati diffidenza, sospetto. “Difficile da tollerare” che la mano di qualcuno che salviamo in mare sia la mano che domani guiderà un Tir contro di noi in una nostra strada, qualunque purché affollata di “cristiani crociati”.

Difficile da tollerare e sempre più difficile diventa la stessa accoglienza. Non solo per xenofobi e razzisti che pure in Europa abbondano e rifioriscono come fossero stati appena ibernati tra gli anni trenta e quaranta del secolo scorso e ora rieccoli qua. L’accoglienza diventa difficile anche per chi ha a cuore e ci tiene a conservare libertà, tolleranza, sicurezza, i valori e il modello di vita occidentali, i nostri. Difficile aprire la porta sapendo che, sia pure uno ogni mille, stai aprendo la porta a chi ti taglierà la gola.

Merkel, forse l’unico vero governante degno di questo nome che oggi l’Europa abbia, non se lo nasconde più. Non fa come l’isterica Gran Bretagna che mima la cacciata di tutti gli stranieri, europei compresi, mentre ha nel suo stesso corpo sociale milioni e milioni di immigrati già britannici. Non fa come i paesi dell’Est europeo che praticano alle frontiere pulizia etnica mostrando di aver traslocato dal rosso al nero senza essere mai passati per il “via” della democrazia. Non fa come la Francia che gonfia i muscoli vuoti della Le Pen. E neanche come l’Italia dove convivono le opposte impraticabili follie del rimandiamoli tutti a casa/lasciamoli tutti in mare oppure accogliamoli tutti.

La Merkel dice che è suo dovere di governo e civiltà provarci ancora a distinguere tra profugo e terrorista, provare ancora ad avere un setaccio di polizia e leggi e intelligence che separi l’uno dall’altro alla frontiera e anche prima. Ma sa e comunica a se stessa, alla Germania, all’Europa che “è sempre più difficile tollerare che il terrorista sia un profugo che ha ottenuto asilo”. Il fossato tra “noi” e “loro” si è fatto più profondo e questo è anche una battaglia, un pezzo della guerra, dove Isis sta vincendo, se pure non ha già vinto…

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