Migranti, se anche Svezia li “ricolloca”…allora son troppi

di Lucio Fero
Pubblicato il 4 Novembre 2015 15:34 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2015 15:38
Migranti, se anche Svezia li "ricolloca"...allora son troppi

Migranti, se anche Svezia li “ricolloca”…allora son troppi

Il ministro degli Interni della Baviera ha confermato l’intenzione del governo regionale di portare in giudizio Angela Merkel. Accusandola di aver violato e distorto la legge che le impone di proteggere e assicurare l’integrità della nazione. Violazione avvenuta secondo il governo della Baviera quando la cancelliera Merkel ha annunciato che la Germania non avrebbe respinto, perché impossibile respingere secondo legge e ragione, i profughi di guerra. Una sorta di denuncia di alto tradimento dei fondamenti della Costituzione.

Qualcosa a cui gli italiani sono più abituati dei tedeschi, da noi ogni legge e leggina che non piace subisce regolarmente l’accusa di essere “anti costituzionale” o ogni colpo di tosse politico può star sicuro di essere imputato di attentare alla salute appunto della Costituzione. La vita pubblica tedesca è meno sceneggiata e teatro e quindi la categoria del tradimento costituzionale appare di rado nelle cronache. Con la volontà dichiarata del governo bavarese di portare in giudizio la Merkel siamo all’eccezionalità dunque, e anche alla patologia. Patologia nella reazione al problema, dramma, fastidio migranti. Patologia di una Germania profonda, profondissima, del sangue e della terra. Patologia tedesca che si manifesta eppur resta minoranza in Germania.

La stessa patologia che si è appena manifestata con successo, maggioritario successo, nelle elezioni in Polonia. Ha vinto il partito che non vuole stranieri, neanche gli stranieri europei, figurarsi quelli che migrano da Africa e Medio Oriente…Patologia che è al governo in Ungheria. Che è opposizione e non governo ma che cresce e si rafforza in Austria. Patologia che è dna nei paesi baltici, Estonia, Lituania e Lettonia. Patologia che dà febbre alta in Croazia e Slovenia (grandi e pubblicizzati acquisti di filo spinato)…

Patologia, malattia che serpeggia in Francia e Gran Bretagna e talvolta dimora qua e là del varco di Calais. Patologia, cioè malattia che si è appena raffreddata in Italia. Forse anche perché da noi sbarcano in numero minore dell’anno scorso dopo che per tutta l’estate era stata annunciata l’invasione di un milione…alla fine dell’anno non saranno duecentomila, anzi qualche decina di migliaia in meno. Forse anche perché i guai sono migrati altrove insieme ai migranti (vedi Grecia, Balcani, Austria, Germania…). Patologia che però da noi aveva attecchito eccome. Forme della patologia: ossessione e moltiplicazione del reale. Insieme a reazioni instabili/isteriche.

Patologia anti migranti che pur restando appunto malattia cresce, si diffonde, rafforza, si fa perfino governo. Ma pur sempre resta patologia, del resto talvolta anche le malattie vincono, mica sempre medicine e cure.

Ma ora arriva la notizia che il premier svedese, Stefan Loften, ha chiesto a nome appunto della Svezia di “ricollocare” i migranti anche quelli che la Svezia hanno raggiunto. Finora solo Italia e Grecia avevano ottenuto almeno in linea di principio il riconoscimento europeo per cui di migranti ne avevano in casa troppi. Troppi essendo terra di arrivo e di sbarchi. Troppi per riconoscimento generale, troppi per accoglierli tutti e quindi troppi, quel troppi che giustifica e impone la “ricollocazione”. Cioè il mandarne di migranti in altri paesi europei. Italia e Grecia si sono visti riconoscere almeno in teoria diverse decine di migliaia di migranti in casa propria da traslocare in altra casa d’Europa. In teoria, la pratica drammaticamente lascia a desiderare, partono e vengono ricollocati con il contagocce.

Adesso anche la Svezia, perfino la Svezia dice di averne in casa troppi. Perfino la Svezia che è il paese, che è la cultura che ha accolto e accoglie di più. Perfino la Svezia e già la Germania, quella della Merkel, ha detto che gli afghani devono tornarsene in Afghanistan. E allora non è più patologia. E’ fisiologia, normale funzionamento del corpo sociale e politico dell’Europa. Normale, al netto della malattia anti straniero che pur si diffonde, al netto del sangue, della terra, dei nazionalismi, degli isterismi di popolo, bandiera e pure altare.

Fisiologia, è ormai fisiologico che di migranti ne stanno arrivando troppi in troppo poco tempo per questo organismo socio/umano/politico chiamato Europa. Cosa possa venir fuori dall’esser troppi i migranti per questa Europa, anche al netto delle sue neanche tanto latenti pestilenze politiche, non è dato sapere. E neanche dire cosa fare dopo aver constatato che sono troppi è alla portata di governi, opinioni pubbliche, singoli. Ci sono solo fatti. Fatti certi che mal si combinano tra loro ma restano fatti. Qui e oggi i migranti sono troppi. Troppi per una Europa fisiologicamente democratica, cioè con governi sottoposti al vaglio della volontà popolare. Europa fisiologicamente democratica sotto la quale cova, ribolle, spunta, qua e là erutta un’altra Europa. Quella della patologia dello straniero come nemico perché parassita, parassita perché nemico e quindi…da trattare alla fin fine come i parassiti. Tre fatti e non si polemizza (almeno non si dovrebbe) con i fatti. Anche se non piacciono, i fatti. Anche se i fatti litigano tra loro. Lo fanno da…una storia intera.