Migranti, non se ne esce. E con Salvini o Di Maio sarà lo stesso

di Lucio Fero
Pubblicato il 6 febbraio 2018 14:56 | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2018 14:56
Migranti, comunque vadano le elezioni, con Salvini o Di Maio sarà lo stesso

Migranti, non se ne esce. E con Salvini o Di Maio sarà lo stesso (foto Ansa)

ROMA – Migranti, non se ne esce. E con Salvini o Di Maio al governo sarà lo stesso. Non se ne esce senza sforzi, costi, dolori. Non esiste “la” soluzione. Meno che mai se ne esce con le banalità vuote e sciocche che la politica e la cosiddetta gente si rimbalzano ed stomachevolmente rimasticano.

Migranti, non se ne esce perché le migrazioni non si fermano. Non le ha mai fermate nessuno nella storia millenaria. Neanche Roma imperiale vi riuscì, figurarsi l’Italia dei talk-show e dei social. Puoi lasciar affogare migranti, bloccarli momentaneamente ad una frontiera e chiuderli in luoghi di contenzione dove magari diminuiscono di numero per malattie e stenti, puoi decimare la migrazione. Ma non la fermi quando centinaia di milioni di umani muovono verso le terre dove si vive venendo da terre dove si muore. Le migrazioni non le fermi, neanche con una guerra. Puoi rallentarle sparandogli addosso alle migrazioni, ma non le fermi.

Migranti, non se ne esce perché le migrazioni portano tra le tante cose anche criminalità. E’ sempre stato così, dovunque. Negarlo è impossibile se si ha minima onestà intellettuale. Migranti in terra altrui si organizzano (non tutti) per etnie e ogni etnia diventa organizzazione di interessi e controllo di territorio e attività economiche lecite e illecite. Migrazioni portano criminalità molto prima che integrazione. L’integrazione, se arriva, arriva dopo nel tempo.

Migranti, non se ne esce perché le migrazioni importano razzismo. Razzismo, non quel dire e non dire che ci piace fare parlando di xenofobia, No, no…razzismo. Razzismo è l’idea, la convinzione, il costume, l’uso di popolo e addirittura il valore civile dell’essere diversi dall’altro. E l’altro è diverso perché ha altro sangue, viene da altra terra e ha usi e costumi barbari e soprattutto è di civiltà inferiore e la sua impronta sul mondo è nociva e impura. facciamola finita di dire che l’Italia non è un paese razzista. La vicenda di Macerata, il pat-pat nazionale sulla spalla di Luca Traini dimostra che così non è. In Italia come in ogni paese e popolo di razzisti e razzismo ce n’è, eccome se ce n’è. Più migranti arrivano, più razzisti crescono. Quando lo capiranno quelli dell’accoglienza per tutti? Quando qualcuno avrà riaperto i forni?

Migranti, non se ne esce perché tutte le integrazioni sono nella storia state difficili, dolorose, sanguinose. Alcune integrazioni non sono riuscite. Alcune di quelle contemporanea e auspicate qui da noi sembrano al limite dell’impossibile. In qualche misura è stata se non integrata almeno metabolizzata quella che venne chiamata la spinta predatoria dell’immigrazione dell’est Europa. Ma l’immigrazione islamista non appare integrabile. Filoni di immigrazione ritengono disdicevole e dannoso e nocivo per il mondo il modo di vivere occidentale. E se vengono a vivere in Occidente lo fanno stando attenti a non contaminarsi. Qui e oggi, per questi filoni di immigrazione l’integrazione è una favola bugiarda.

Migranti, non se ne esce perché l’Italia è un paese ad alto tasso di illegalità…legale. L’Italia è habitat perfetto per l’immigrazione molesta: un sacco di leggi che nessuno rispetta. Si può essere duri come in Australia dove i migranti illegali li tengono di fatto in prigione. Ma in Australia se tieni un lavoratore a nero vai in galera tu australiano. Da noi l’immigrato irregolare che gira l’Italia più o meno tranquillo con il foglio di via che l’ha espulso dall’Italia è perfettamente coerente con il sistema dell’elusione costante, consentita e tollerata che garantiamo a tutti noi.

Migranti, non se ne esce perché non li vuole nessuno e gridare di espellerli è prendere in giro se stessi: li espelli solo se qualcuno se li riprende di sua volontà. Altrimenti che fai, bombardi la Nigeria di nigeriani impacchettati?

Migranti, non se ne esce perché in molti italiani ci mangiano.

Migranti, non se ne esce perché un paese e una comunità così sgovernati come l’Italia, sgovernati in tutto dall’immondizia in strada agli appalti, dalla curve di stadio alle aule di scuola…figuriamoci se riesce a governare una cosa complessa come l’immigrazione. Dove devi insieme respingere, accogliere, insegnare, dare lavoro, reprimere, sbattere in galera, conquistare e presidiare territorio per la legalità e sicurezza, scacciare gang e racket, insegnare l’italiano e trovare soldi italiani per i migranti…E il tutto senza fare teatro, nella consapevolezza che anche se fai tutto al meglio “la” soluzione non esiste, non l’ha trovata nessuno nei secoli e sul pianeta. Non è roba né per le nostre classi dirigenti né per la nostra gente.

E se al governo ci vanno domani Salvini lo scacciatore di invasioni o Di Maio l’Omero cantore degli infiniti tomi de “la colpa è di quelli che governano prima”? Niente, uguale, non se ne esce lo stesso.