Canicola spread che sfinirà Monti. Riforme e tasse: sabbia che votando vola via

di Lucio Fero
Pubblicato il 13 luglio 2012 14:49 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2012 15:21

Mario Monti (Lapresse)

ROMA – Moody’s, perfida Moody’s dall’occhio corto, miope e malevolo. Moody’s, algida Moody’s dallo sguardo lungo, impietoso ma a fuoco. Tra le due potete scegliere senza sbagliare, nella realtà ci sono entrambe e tutte e due nello stesso momento: qui, oggi, parlando d’Italia, facendo al paese i conti in tasca e nell’anima.

Moody’s dall’occhio corto non vede che da dicembre 2011 ad oggi l’Italia ha fatto le leggi per smettere di fare debito pubblico a fine 2013. Meno spesa per le pensioni e fine delle pensioni regalate a chi cominciava a prenderla a 56/58 anni e poi la incassava per un quarto di secolo. Fine dell’eccezione mondiale dell’Italia come unico paese che non tassa la proprietà immobiliare. Accenni, solo accenni per carità di un mercato del lavoro più contemporaneo al mondo che c’è. Tentativi, solo tentativi di limitare lo spreco strutturale nella spesa pubblica. Dal dicembre scorso ad oggi l’Italia ha fatto e sta tentando di fare quel che non ha fatto e neanche tentato di fare da almeno il 1993. E anche per questo sta pagando il prezzo chiamato recessione: meno produzione, meno consumi, meno lavoro. Moody’s dall’occhio miope tutto questo non vede quando stima e segnala che comprare debito pubblico italiano è oggi finanziariamente più pericoloso e rischioso che comprarlo quando l’Italia scialacquava in debito appunto. Talmente non vede questa Moody’s che si becca la smentita-rampogna della Commissione Europea secondo cui l’Italia da qualche mese è finalmente “virtuosa” e non “viziosa”. E la stupefatta reazione di Giorgio Squinzi: “L’Italia è più forte”. E l’ira fredda di Corrado Passera: “Giudizio ingiusto e fuorviante”.

Ingiusto può essere, anzi allo stato delle cose ingiusto è il giudizio, ammesso che una valutazione economica e finanziaria possa mai essere “giusta” o “ingiusta”. Ma davvero il giudizio di Moody’s è anche “fuorviante”? Perché qui la seconda Moody’s, quella dallo sguardo lungo, si sovrappone alla prima. E cosa vede uno sguardo impietoso ma a fuoco? Vede che Mario Monti, lui personalmente e la sua proposta di gestione della crisi stanno perdendo la battaglia dello spread. Lo spread sta sconfiggendo Monti e se Monti perde questa battaglia tutte le altre, anche se vinte, sono scaramucce, alla fine risultano tali. A metà luglio lo spread è sopra i 450 punti, agosto minaccia peggio. Soprattutto è da aprile che doveva stare sotto i 300 perché Monti vincesse davvero. Non c’è stata la primavera dello spread dopo la riforma delle pensioni, l’Imu e la riforma del lavoro. Certo, senza queste e senza Monti poteva andar peggio, ma primavera non c’è stata e d’estate lo spread è ancora sotto canicola come l’anno scorso. Approdando all’autunno con lo spread, cioè con gli interessi sul debito da pagare, intorno e  sopra ai 400 punti base, Monti ha perso e, come direbbe Bersani, “non ha vinto”. Quindi nel prosieguo della partita nessuno vorrà e potrà giocarsela come l’ha giocata lui.

Un’Italia cui lo spread è guinzaglio che chiude la gola e serra il respiro, un paese guidato da un governo sfinito arriverà al 2013 in gran parte convinto che tutto quello che ha fatto è stato in parte inutile e in parte superfluo, non dovuto, comunque revocabile. Moody’s non ha certo parlato con la signora che stamane al supermercato annunciava giuliva: “Lo rivoto subito, di corsa”. Un italiano su tre o su quattro è pronto e disposto a ripensare che con Berlusconi spariscono i fastidi tipo tasse e controlli veri sul denaro pubblico. E un altro italiano su tre è pronto a credere, anzi già crede che i fastidi spariscono votando Grillo o Di Pietro o Vendola o Ferrero o Maroni. Insieme nella richiesta di “far sparire il fastidio” sono già due italiani su tre. L’altro terzo del paese è pronto a votare chi promette di ridurre il “fastidio” spiegando responsabilmente che non li si può eliminare. Un paese che ritiene a stragrande maggioranza un fastidio creare e difendere le condizioni per cui qualcuno nel mondo compri il suo debito: questo è quel che vede…chiunque voglia vedere, non serve Moody’s e neanche l’occhio particolarmente lungo. Ecco quindi come si spiega l’apparente contraddizione delle “due Moody’s”, quella miope e perfida e quella crudele ma lungimirante: per essere un paese cui non sia azzardo prestare denaro l’Italia ha costruito molto, in fretta e come non mai. Però sono edifici costruiti sulla sabbia, stanno in piedi ma basta un po’ d’onda e il paese è pieno di gente grande, piccola e piccolissima con i secchielli in mano colmi d’acqua per squagliarle quelle costruzioni.