Ndrangheta indagato Cesa blitz in tutta Italia: politici ed elettori no, il triangolo no

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 Gennaio 2021 10:26 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2021 10:26
Ndrangheta, politici, elettori: no, il triangolo no

Ndrangheta, politici, elettori: no, il triangolo no (Foto d’archivio Ansa)

Cesa, forse. Diranno gli inquirenti e poi eventualmente i giudici se sì o se no. Lorenzo Cesa Udc forse, come tanti, davvero tanti altri politici e amministratori di cosa pubblica di nomina politica. Non solo in Calabria ma certamente in Calabria più che altrove. Tanti, Cesa è solo l’ultimo in ordine cronologico.

Si tende a dimenticare che spesso, quando poi si fanno i processi e arrivano le sentenze, politici e amministratori sono assolti. Ma l’accusa, che poi risulti fondata e dimostrata o no, è sempre la stessa e quasi universale: aver costituito un lato del triangolo tra ndrangheta, politici, elettori.

Per denaro o per consenso?

Cosa si vende, cosa si scambia, cosa si muove nel triangolo? La dinamica sempre raccontata e indagata (talvolta dimostrata e condannata) è la seguente: in cambio dei voti che controlla la ndrangheta o mafia o criminalità organizzata che sia chiede al politico appalti. O anche meno o anche più che appalti, dipende. In cambio dei voti che controlla la cosca chiede al politico di distrarsi, di fare il distratto oppure l’indulgente o perfino il complice. Il politico ci sta, galeotta è la ndrangheta. Perché i politici lo fanno?

La prima risposta è: per denaro. Sono corrotti, si fanno corrompere. Risposta talvolta esatta. Ma se, come accade non solo in Calabria ma soprattutto in Calabria, tocca a tutti i politici il sospetto, l’accusa, l’indagine e l’incriminazione, allora tutti i politici sono corrotti e corruttibili? Rispondere di sì offre grande consolazione alla cosiddetta società civile dà grande alibi alla gente. Anzi, società civile, comunicazione, opinione pubblica e cosiddetta gente si fanno Pubblici Ministeri permanenti e Parti civili offese della corruzione che viaggia sull’asse politica-criminalità organizzata.

E se si invertisse causa-effetto?

Ma non è un’asse, è appunto un triangolo, tre i lati che convergono a formar figura: i politici, la ndrangheta, l’elettore. La regolarità, la quasi universalità dei politici che in terra di Calabria incorrono in sospetti, indagini, incriminazioni, processi e a volte condanna pongono una domanda politicamente scorrettissima, una domanda da non fare ad alta voce. E se nel triangolo fosse l’elettore la causa e il politico l’effetto?

Se fosse in Calabria, soprattutto in Calabria, di fatto impossibile avere il consenso elettorale senza fare il terzo lato del triangolo? Se fosse ampia parte dell’elettorato a volere e a votare chi al triangolo ci sta? Se fosse ampia parte dell’elettorato a volere e votare il politico distratto, indulgente, addirittura sponda o complice?