Non ammazzare donna che ti lascia, non è tua… I giornaloni non capiscono la gente

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 marzo 2018 10:44 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2018 10:44
Femminicidio: Non ammazzare donna che ti lascia, non è tua... I giornaloni non capiscono la gente

Non ammazzare donna che ti lascia, non è tua… I giornaloni non capiscono la gente (nella foto Pasquale Vitiello e Imma Villani)

ROMA – Non ammazzare donna che ti lascia, non è tua, non è una roba, una cosa di tua proprietà…

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Il messaggio, la predica, l’appello, l’esortazione, la spiegazione, la lezione, l’implorazione vengono ormai stampati e diffusi quasi ogni giorno. Sui giornali di carta stampata, nelle home page dei grandi quotidiani, nei commenti espliciti o impliciti dei notiziari televisivi.

Quasi ogni giorno il messaggio, la predica, l’appello…Perché quasi ogni giorno in Italia ammazza una donna. Per l’esattezza ogni 60 ore. Una donna ammazzata ogni due giorni e mezzo dal suo uomo. Suo, mia, tua…questi pronomi possessivi sono l’infezione primaria che porta a farsi assassini ritenendo di essere giustizieri. Maschi che pensano l’essere umano femmina sia proprietà acquisita, maschi sicuri e certi che “la mia donna” sia più o meno come la mia casa o la mia cagnolina.

Psicologi e sociologi la fanno ovviamente più fina: maschi che non sono in grado di tollerare una smentita che venga dalla vita reale, maschi debolissimi nella loro identità e quindi violenti nell’affermarla, maschi mai diventati adulti, maschi che uccidono, talvolta anche se stessi, perché non sanno sopravvivere alla vita reale…

Certo, tutto vero, tutto giusto…Ma questi maschi che ammazzano le loro donne (le ultime due Immacolata Villani e Laura Petrolito), questi maschi che talvolta ammazzano anche i figli avuti con la donna che li lascia (il recente caso del carabiniere a Cisterna di Latina), questi maschi non diminuiscono di numero. Nonostante gli appelli, le prediche, le lezioni, le esortazioni, i ripetuti messaggi. Non diminuiscono, anzi aumentano. La violenza e l’eliminazione fisica delle donne da parte del “loro” uomo è l’unico tipo di reato in aumento in Italia.

E sono questi maschi che ammazzano la “loro” donna mica solo al Sud dei paesini rimasti in una piega della storia che non si è mai aperta alla modernità. Mica solo maschi di scarsa scolarizzazione e di vita impervia. No, maschi che ammazzano le donne che non vogliono più essere roba loro le cronache dei fatti di sangue li segnalano e trovano nelle piccole grandi città, nei borghi, nelle periferie e nei centri storici, al Nord, al Centro e al Sud dell’Italia. E in ogni segmento sociale. Con particolare frequenza statistica questi maschi che ammazzano le “loro” donne la cronaca dei fatti li trova tra quella che siamo abituati a chiamare gente comune.

Maschi che ammazzano la “loro” donna all’indomani di ogni appello e predica televisiva, all’indomani di ogni articolo e commento sulla carta stampata, all’indomani di ogni intervista al sociologo e psicologo. Maschi assassini crescono, uno ogni due giorni e mezzo. La voce di stampa e tv parla al vento. Con tutta evidenza l’appello dei mass media a non ammazzare la donna che ti lascia non fa…opinione.

Quando questo accade in molti altri campi e settori (economia, politica, diritti umani o anche più semplicemente dati della realtà) si è presa l’abitudine ormai consolidata in teoria secondo cui questo accade appunto perché i “giornaloni” (e qui si intende l’informazione appena appena un po’ sottoposta alle regole della verifica dei fatti) “non parlano alla gente”.

E quindi, se valori e concetti dei “giornaloni” la gente da un orecchio le entrano e dall’altra le escono, vuol dire che valori e concetti sono sbagliati e che l’unica parola e lingua giuste sono quelle nei comportamenti della gente. Più diffusi sono i comportamenti tra la gente, più corretti sono quei comportamenti: è questa l’equazione. E la prova del nove dell’esattezza di questa aritmetica sociale è appunto il parlar vano dei “giornaloni”.

Diremo lo stesso dei maschi, sempre di più, che ammazzano la donna “roba loro” e se ne sbattono delle prediche dei “giornaloni”. Attenti prima di rispondere con un secco No. Lo sbattersene delle prediche dei “giornaloni” è da tempo riconosciuto come crisma di purezza e timbro di verità da vasti settori della società, della politica, della pubblica opinione. Anzi non sono pochi, anzi sono tanti che sostengono che se dai ascolto ai “giornaloni” non sei popolo e viceversa. Diremo anche stavolta che il sentimento popolare comprende e contempla anche l’ammazzare la”tua” donna, sentimento che i “giornaloni” non capiscono?