Nucleare deposito scorie 90% Italia esclusa. Dove? Qui mappa

di Lucio Fero
Pubblicato il 12 Ottobre 2015 13:43 | Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2015 13:43
Deposito scorie: mappa delle esclusioni

Deposito scorie: mappa delle esclusioni

ROMA – C’è un deposito di scorie nucleari da fare. Deposito da fare in Italia. Deposito di scorie italiane, a partire da quelle che si formano e accumulano negli ospedali. Ma deposito del quale l’Italia non vuol sentire. Nonostante da un po’ di mesi la televisione con appositi spot glielo sussurri agli italiani. Non capiamo, non vogliamo capire, facciamo finta di non capire. Perché dove lo mettiamo questo deposito di scorie nucleari italiane in Italia? Dovunque lo metti è altamente probabile se non certo l’effetto Scanzano Jonico. Cioè la rivolta, la barricata, il no da noi qui no. Firmato mamme, sacerdoti, sindacati, partiti e gonfaloni.

Hai voglia a dire che dall’estero bussano pesantemente alla nostra porta. Dall’estero dove mandiamo le nostre italiane scorie nucleari. Ce le tengono, a pagamento ovviamente. Ma si sono stufati. E non può esistere un paese che si rifiuta di farsi carico anche delle scorie nucleari leggere che produce. Qui non è questione di Fukushima che non abbiamo, è questione appunto di scorie di ospedali e simili. Hai voglia a dire che saranno prese tutte le cautele e precauzioni possibili e immaginabili. Hai voglia a dire che il deposito s’ha da fare da qualche parte per forza, mica le possiamo buttare a mare le scorie nucleari.

Hai voglia a dire…appena verrà detto il nome del posto, o dei posti, dove il deposito dovrà sorgere, sarà rivolta, barricata, processione, sciopero della fame, talk show, teatro, spettacolo, dramma, tragedia, commedia, avanspettacolo, talent…Per cui il governo gioca a nascondino. Un po’ il deposito lo fa vedere con gli spot in tv che dicono più o meno: con le scorie non siamo andati avanti…ora andiamo avanti insieme…Un po’ il deposito lo nasconde sperando che prima o poi gli italiani si abituino all’idea. In realtà non ci spera nessuno, neanche al governo. La si tira in lungo perché quando sarà, sarà un grosso guaio a…

Dove? Una mappa pubblicata da La Stampa ci aiuta. E’ la mappa delle esclusioni, dei posti e dei motivi dove il deposito non si può fare. Ma per esclusione…escludendo escludendo si arriva a dove si può fare il deposito scorie. Dunque, via il 70 per cento del territorio nazionale che è a qualche rischio sismico. Via territori sopra i 700 metri di altitudine o declivi con accentuata pendenza. Via i luoghi fino a cinque chilometri dalla costa. Via i luoghi non distanti a sufficienza dai centri abitati. Ci sono 27 regole di esclusione. Applicate le quali resta…

Resta poco: un po’ di sud della Puglia, un po’ di Basilicata Jonica e di Molise, un po’ di Campania sud tra la costa e la Basilicata, strisce di Lazio e Toscana. Sardegna e Sicilia escluse per ragioni economiche nonostante sia quelle che temono di più. Qui, in quel poco che resta, andrà, andrebbe il deposito italiano scorie nucleari italiane. Quando sarà, sarà una grande, grandissima sceneggiata italiana.