“L’uomo della legalità” rubava. Palermo al Top. A Roma ne arrestano 2 al giorno

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 Marzo 2015 15:06 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 15:10
"L'uomo della legalità" rubava. Palermo al Top. A Roma ne arrestano 2 al giorno

Foto d’archivio

ROMA – Il Procuratore di Palermo, Franco Lo Voi, ha allargato le braccia: “A Palermo succede anche questo”. Il “questo” è che Roberto Helg, “l’uomo della legalità” e della “lotta al racket” della locale Camera di Commercio, rubava. E’ stato preso letteralmente con le mani sui soldi, con l’assegno in bianco nel taschino della giacca e 30 mila euro in una busta sulla scrivania.

L’assegno in bianco era a “garanzia” di future rate di diecimila euro l’una per sette mesi. I trentamila euro erano l’acconto cash. Il totale faceva centomila euro, il prezzo. Il prezzo di cosa? Di tre anni di rinnovo dell’autorizzazione “a condizioni di favore” per un ristorante pasticceria dentro l’aeroporto Falcone/Borsellino di Palermo.

Falcone/Borsellino…avrebbero un motivo in più per il classico rivoltarsi nella tomba. Della società che gestisce l’aeroporto Roberto Helg è il vice presidente e quindi dispone…a pagamento. Dispone o nega “condizioni di favore” (ha denunciato, era la vittima ma te lo raccomando come esempio di virtù civiche e di economia di impresa il ristoratore che era andato da lui a trovare la strada per tre anni di “condizioni di favore”, non si aspettava di dover pagare ha detto, però perché voleva “condizioni di favore”, per innocente clientela?).

Roberto Helg riceva il questuante, l’amico, il cliente, la vittima…fate voi. E gli spiega, tutto registrato, che per avere “condizioni di favore” bisogna muoversi, darsi da fare e che tutto questo costa, fa…centomila euro. I Carabinieri lo arrestano, come usa dire, con il “sorcio in bocca”. Ma lui prima nega per ore, poi, quando gli fanno presente che è tutto registrato, ammette. Ma non solo ammette, assurge a vette di virtuosismo: “L’ho fatto per bisogno, avevo la casa pignorata”. I grandi della commedia all’italiana non avrebbero saputo fare di meglio sulle scene, Helg la ha fatta nella realtà la parte dello scemo per non andare in guerra e la scena del signor giudice a me mi ha rovinato la guerra…

“A Palermo succede anche questo…”. Si consoli se possibile il Procuratore Lo Voi. Clamoroso a Palermo, ma a Roma ne arrestano un paio al giorno, rigorosamente ai domiciliari. Funzionari pubblici, ufficiali pubblici che le indagini e l’esperienza comune ad ogni cittadino comunemente dividono in tre categorie. Quelli che fissano da soli il prezzo, i soldi che gli devi dare se vuoi la licenza, l’autorizzazione, l’esenzione dai controlli. Quelli che il prezzo lo trattano con te che aghi. E quelli che accettano qualsiasi cifra come fosse un regalo e non la prendono a male se prendono poco. Quelli che non prendono soldi: categoria non pervenuta e non riscontrata nelle indagine e nella vita comune dei cittadini della Capitale.

I quali, a loro volta, si dividono in tre categorie. Quelli che pagano tangente per non essere disturbati mentre costruiscono, vendono, trafficano fuori della legge, quelli che insomma destinano una parte dei proventi della loro illegalità al “basista” funzionario pubblico. Quelli che pagano per ottenere ciò che è loro dovuto, ciò che è legale e gli spetta ma non arriverebbe se non pagassero. E quelli che “conoscono qualcuno” e quindi in questo modo fanno arrivare al tangentista il messaggio che è meglio non chiedere soldi a questo indirizzo, si rischia di farsi male.

Stia sereno Lo Voi, direbbe Renzi, mica solo a Palermo. E neanche solo a Roma.