Lucio Fero

Tagliato telefono gratis ai parlamentari: rimborsi calano da 4.000 a 1.200 euro

Tagliato telefono gratis ai parlamentari: rimborsi calano da 4.000 a 1.200 euro

Tagliato telefono gratis ai parlamentari: rimborsi calano da 4.000 a 1.200 euro

ROMA – Una buona notizia, piccola ma buona: sono state tagliate di due terzi le telefonate gratis ai parlamentari. Fino a ieri i parlamentari avevano un rimborso forfettario pari a 3.974 euro annui. Era di fatto cellulare gratis e, quel che è peggio, gratis e senza regole. Ora, d’ora in poi i parlamentari avranno un rimborso di 1.200 euro annui. E, quel che è meglio, i 1.200 euro spesi dovranno essere documentati prima che siano versati al parlamentare.

Quella che sia alla Camera che al Senato viene definita dagli eletti “una bella rottura di scatole” è stata decisa e varata dal governo durante l’ultimo Consiglio dei ministri. Farà anche parte della sceneggiatura  renziana, ma è un fatto. Un fatto minimo eppur di buon segno. Scrive Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera: “Rimborso forfettario di circa 4.000 euro…se poi a chiamare fosse il figlio, la moglie, la sorella, la madre, il padre, la nonna o il nonno, l’amico o l’amica del parlamentare in questione, poco importava. E se la conversazione fosse privata, interessava ancora meno…Ora dovrà essere dimostrato che a fare quelle telefonate sono stati i deputati nell’esercizio del loro mandato parlamentare”.

Il Corriere della Sera scrive anche di una per ora fantomatica “prossima mossa” del governo Renzi: “Non fidandosi della celerità con cui il Senato farà harakiri e temendo che chi siede sugli scranni di Palazzo Madama farà di tutto per allontanare quella data, il presidente del Consiglio, che vuole ottenere dei tagli ai costi della politica prima delle europee, medita un’altra mossa a sorpresa: decurtare di duemila euro lo stipendio dei parlamentari”. Forse il Corriere della Sera si lascia trascinare dall’immaginazione, duemila euro in meno ai parlamentari somiglia tanto a un miraggio.  Però quei 2.800 euro all’anno in meno di rimborso telefono per ogni parlamentare sono un sorso d’acqua fresca.

E sia risparmiata, ci sia risparmiata la notazione che…neanche un euro dovrebbero avere! E’ ovvio e giusto che l’uso del telefono per l’attività politica del parlamentare sia, se documentato e controllato, a carico della collettività. Se è vero rimborso spese, allora è ok come ogni rimborso spese. Anche M5S ai rimborsi spese ci sta. Quello dei parlamentari sui telefono non era un rimborso spese, era un regalo. Regalo cancellato, rimborso spese effettivo: due buone notizie, infatti nessuno ci ha fatto lo straccio di un titolo.

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