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Pensioni: 6 mln da fame. Ma 33% pensionati ne ha due o tre

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 13:47 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 13:52
Pensioni: 6 mln da fame. Ma 33% pensionati ne ha due o tre

Pensioni: 6 mln da fame. Ma 33% pensionati ne ha due o tre

ROMA – Sì, vero, certo, documentato: circa sei milioni di pensioni in Italia sono da fame, sono sotto i mille euro mensili. Una cosa indegna…o quasi. Perché negli stessi dati ufficiali Istat/Inps c’è scritto che il 25 per cento dei pensionati di pensioni a fine mese ne prende due. Fanno quattro milioni di pensionati in carne e ossa che prendono due pensioni. E un altro 7,8 per cento dei pensionati di pensioni ne prende tre, fa un altro milione abbondante di gente vera che a fine mese di pensioni ne prende tre. Sta a vedere che i due “popoli”, quello della pensione sotto i mille euro e quello delle due o tre pensioni a fine mese, si sovrappongono. Non coincidono, ma quasi. Così non fosse, i sei milioni sotto i mille euro sarebbero morti di stento e inedia.

Quel che è sempre scritto nei report e che non tutti sanno e pochi vogliono sapere è infatti che in Italia si pagano 23 milioni e duecentomila pensioni a 16 milioni e trecentomila pensionati. Non una a testa, tutt’altro: un pensionato su tre è pluri pensione a fine mese. Sgradevole notarlo, offende e contraddice lo storytelling dei pensionati tutti ridotti alla mendicità. Però è la verità: un pensionato su tre di pensioni, magari piccole, ne prende due o tre a fine mese.

Quel che un po’ sorprende, ma neanche tanto, nel report 2014 pensioni è che per le pensioni si è speso nell’anno di più che nell’anno precedente, l’1,6% in più arrivando a 277 miliardi. Anche l’importo medio delle pensioni è cresciuto arrivando a 11.943 euro. Soprattutto è cresciuta la percentuale del Pil, ricchezza nazionale prodotta, destinata alle pensioni. Siamo al 17,17 per cento del Pil.  Nessun altro paese al mondo impiega percentualmente così tante risorse per le pensioni. Non piace saperlo e sentirlo dire ma è così e non cambia. Neanche dopo la riforma Fornero. Anche dopo quella legge che nell’immaginario e nel narrato avrebbe tolto alle pensioni tutto il toglibile, anche dopo la Fornero le pensioni sono la cosa per la quale in Italia si spende di più.

Forse anche perché un 30 per cento delle pensioni sono di fatto pagate senza che vi siano stati contributi corrispondenti: otto per cento del totale pensioni assistenziali, 5,6 per cento di invalidità, 14,9 per cento ai superstiti. Anche perché le integrazioni al minimo sono milioni e riguardano milioni che nella vita non hanno pagato neanche 15 anni di contributi. Anche perché è pieno di categorie, lobby, caste…Ma quali lobby e caste…praticamente tutti si sono assicurati nei decenni pensioni di fatto superiori ai contributi versati. L’Inps lo ha documentato categoria per categoria.

Così le pensioni italiane restano e si confermano il legno più storto dello storto legno del welfare italiano. Troppe pensioni: 23 milioni e passa su neanche 60 milioni di cittadini. Milioni di pensioni da fame. Ma esercito di pluri pensione. Spesa squilibrata per le pensioni, lamento generale sulle pensioni. Inconsapevolezza diffusa, e coltivata con amore, sulla realtà dei numeri e dei fatti sociali.