Polanski, cioè privilegio. Rai che non merita il canone. Invidia per gli evasori. Vengono idee da non condividere…

Pubblicato il 28 Settembre 2009 15:42 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2010 19:03

Meravigliosa e sempre attuale quell’antica, anzi classica, vignetta di Altan dove l’omino disegnato confessa: “Mi vengono in mente idee che non condivido”. Oggi succede anche a me, eccone due, anzi tre, forse quattro. La prima idea che mi sembra giusta ma, sia chiaro, non la condivido è quella per cui la mobilitazione di intellettuali, governi, attori e registi a favore di Roman Polanski non è un fatto di cultura e civiltà ma di casta e corporazione. Il ministro degli Esteri francese che scrive a Hillary Clinton perorando la causa del regista, quello polacco che si prepara a chiedere ad Obama la grazia, Costa Gravas e Monica Bellucci che si schierano e intercedono…Mi sembrano tutti difendere un “collega” più che una giusta causa.

Roman Polanski molti anni fa si è macchiato di un crimine grave, ha abusato sessualmente di una tredicenne. Forse per questo non merita a decenni di distanza decenni di galera. Ma di certo non è una vittima innocente, addirittura un simbolo di una repressione esercitata contro la cultura. Non lo voglio in galera a vita Polanski per la vita che gli rimane alla sua età. Ma la solidarietà nei suoi confronti, spacciata per difesa della cultura, odora di privilegio. Fastidioso e insopprimibile odore che emana da quello slogan “Polanski libero”.

Seconda idea che penso e non condivido: non pagare il canone alla Rai è più giusto che sbagliato. Io non glielo pagherei più perchè il suo Tg di punta, il Tg1, quando Brunetta dice “sinistra di merda, vada a morire ammazzata” cancella dal notiziario queste paroline. Perchè, sempre il Tg1, quando la terza carica dello Stato dice di “leggi vagamente razziste”, espelle la terza carica dello Stato dai titoli di testa. Perchè insomma il Tg1, primo fra tutti, non è solo un giornale governativo e amico del governo ma perchè non è più un giornale. Altri il canone non lo pagherebbero più perché ci sono Santoro e Travaglio. Sbagliano questi e sbaglio io, ma proprio sicuri che sbagliamo tutti nel ritenere insopportabile e immeritevole il finanziamento obbligato questa Rai?

Terza idea che mi tampina la mente e, ovviamente, non condivido: se la sinistra riformista europea paga ovunque dazio elettorale se lo merita. Perchéroman polanski, in fondo, riformista non è. E come mi viene quest’idea? Dal fatto che nel 2000 la sinistra riformista governava dieci paesi su quindici dell’Unione Europea e che oggi ne governa sette su ventisette e tra un po’ sei quando i laburisti avranno perso le elezioni in Gran Bretagna? No, l’idea mi viene da una piccola notizia di cronaca: il Pd, il Pd di base della Val di Susa, si è schierato con i No-Tav. Liberi di farlo ma questo è un piccolo esempio della impossibilità di essere riformisti. E allora, tra populismo di destra e populismo di sinistra non c’è gara: vince sempre quello di destra.

E la quarta idea? E’ la peggiore ma quella che bussa con più forza nella mia testa. Mi secca un sacco di non aver mai potuto portare soldi all’estero evadendo il fisco, rimpiango di non aver mai potuto fare l’evasore. Mi piacerebbe farlo: in Italia si può e vieni pure premiato. Leggo ogni giorno che le banche, il governo, le imprese attendono a braccia aperte gli evasori che “scudano”, cioè pagano il 5 per cento dove avrebbero dovuto pagare il 43 per cento. E per loro nessun obbligo, neanche quello di tenerli in Italia i soldi riportati. E’ tanta, troppa la rabbia che finisce per trasformarsi in invidia. Sentimenti che provo e ovviamente non condivido.