Populisti vanno al governo…tanto si adeguano e smosciano. Illusione: 18 volte in 150 anni e sempre falso

di Lucio Fero
Pubblicato il 16 marzo 2018 14:51 | Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2018 14:51
Populisti in Europa vanno al governo...tanto si adeguano e smosciano. Illusione: 18 volte in 150 anni e sempre falso

Populisti vanno al governo…tanto si adeguano e smosciano. Illusione: 18 volte in 150 anni e sempre falso (nella foto Ansa, Salvini con Le Pen e Wilders)b

ROMA – Populisti vanno al governo…tanto si adeguano e smosciano. Si adeguano alla realtà, dismettono o dimenticano per concreta impraticabilità le cose promesse e garantite al popolo.

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Arrivano al potere e scoprono che il potere non è onnipotente come pensavano. Si accorgono che i governi hanno anche loro dei limiti. I governi e perfino le…sovranità. Prendono atto che a fare tutto quello che giuravano di fare ci si può anche far male. Quindi populisti sì, ma quando si fanno governo diventano non come gli altri, questo no. Ma diventano anche loro costretti a muoversi nei confini della realtà. Non ai confini e neanche oltre i confini della realtà. Proprio nei, dentro i confini della realtà che, ovviamente, non è quella richiesta dalle rivoluzioni, elettorali e non, di segno populista.

Questo è quel che pensano molti che si dicono saggi, esperti e uomini di mondo che di cose ne hanno viste…Questo è quel che molti pensano in Italia di M5S e della Lega, qui e oggi. Beh, si sbagliano. Coltivano un’illusione. Nella storia finora è sempre successo l’esatto contrario: ogni volta che i populisti si sono fatti governo hanno fatto…i populisti. E’ falso, decisamente falso, dati storici alla mano, che il populismo si addomestichi portandolo al governo. E’ un’illusione tipica dei ceti e gruppi dirigenti indulgenti con il populismo credere che il potere li ammansisca e li trasformi in una riedizione del prima. E’ illusione confidare nel tutto cambia perché nulla cambi come fosse un dogma, anzi una legge di natura.

Federico Fubini si incarica di illustrare sul Corriere della Sera i risultati, gli inequivocabili fatti in 150 anni di storia. Uno studio, quello citato da Fubini, commissionato da Ray Dalio, un manager che presiede a grandi investimenti sul pianeta. E i soldi quando viaggiano in grandissime mandrie vogliono sapere che succede nei pascoli e valli…Lo studio dice che in 150 anni in Europa, Nord e Sud America e Giappone si sono registrate 18 chiare rivoluzioni populiste. Forse discutibile è il criterio con cui si identifica la rivoluzione populista (elettorale o non). Forse in questi 150 anni si può arrivare a più di diciotto, forse nel conteggio ne manca qualcuna di clamorosa.

Comunque tutte le volte che il populismo si è fatto governo tramite sostegno popolare ed elettorale, giunto al potere non si è adeguato per nulla. Trump ha detto che avrebbe reintrodotto i dazi e lo sta facendo. Anche se i dazi danneggeranno più comparti dell’economia americana di quanti ne protegga. Anche se non conviene, anche se non è un affare, Trump lo fa. Lo fa lo stesso. Perché populismo è ideologia e cultura e forza sociale e politica che non molla e non arretra. Neanche di fronte al danno procurato.

E la Brexit…tranquilli si era detto, alla Gran Bretagna non conviene lasciare il mercato comune europeo. Vero, non conviene. Ma la Gran Bretagna lo sta facendo. Per forza popolare e populista di Brexit. E così è stato finora dovunque, dal Venezuela di Chavez alla Francia di Poujade. Sempre i populisti che si fanno governo fanno o provano a fare quel che avevano giurato di fare.

Per restare a noi, qui e adesso è un’illusione che poi Salvini premier il tre per cento del deficit-Pil non lo sfonda davvero, magari un paio di decimali, ma sta attento. No, Salvini premier la regola europea la sfonda e sfida Ue a vietargli con le cattive di stampare euro (questo è di fatto fare deficit a piacimento e debito a crescere, stampare moneta). E’ illusione pensare a Di Maio come, in fondo, ad un democristiano di nuova generazione, di quelli che poi ce n’è per tutti, nessuno si fa male e non succede niente. No, Di Maio premier ci prova davvero a fare dell’Italia che lavora e non una grande, gigantesca Inps.

I populisti che vanno al governo il governo non li addomestica, questa è la costante in 150 anni di storia. Poi magari si fermano, ma non è il loro normalizzarsi a fermarli, quando si fermano. Si sono fermati in Grecia. Ma lì a fermarli sono stati i soldi, i soldi che avevano messo i piedi. I soldi di tutti i greci, ricchi, mezzi ricchi, poveri e mezzi poveri che lasciavano la Grecia per diventare, anzi restare euro. Gli euro greci che emigravano ovunque quando sembrò che Grecia potesse, come da volontà popolare e populista, uscire dall’euro o esserne espulsa. I soldi dei greci emigrarono in massa e dai bancomat greci usciva solo cigolio e polvere. Questo fermò il populismo fattosi governo in Grecia. E il populismo fattosi governo e quasi nazione in Catalogna è stato fermato non dall’adeguarsi, dal venire a patti. E’ stato fermato dalle aziende che abbandonavano la Catalogna come gli uccelli abbandonano una striscia di terra poco prima che arrivino le scosse di un sisma.

I populisti che stanno per farsi governo qui in Italia resteranno fedeli a se stessi, non molleranno, non verranno a patti, non si fermeranno di fronte a nessun cartello con sopra scritto “Pericolo”. Neanche fosse pericolo grande, grosso e cattivo. Chi pensa così si illude. Anzi, peggio. Chi pensa così pensa di essere saggio, di saperne una in più degli altri. Ne sa invece una in meno: per almeno 18 volte in 150 anni si è sbagliato chi prevedeva e garantiva populismo addomesticato dal diventare governo. Non è mai successo. Per ora il punteggio è: populismo 18, illusione zero.

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