Prof, tassa piatta e mini sulle ripetizioni: 15%. Ma zero è meno di 15

di Lucio Fero
Pubblicato il 30 Ottobre 2018 9:20 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2018 9:24
Professori, tassa piatta e mini sulle ripetizioni: 15%. Ma zero è meno di 15

Prof, tassa piatta e mini sulle ripetizioni: 15%. Ma zero è meno di 15 (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Prof, il governo avrebbe per loro nella Manovra del Popolo quello che in un paese diverso, in una società diversa da quella italiana, sarebbe un regalo. Il regalo di una tassa mini e piatta sui soldi che i prof guadagnano dalle ripetizioni private agli studenti. Una tassa mini, bassa e piatta, insomma una vera flat tax come si dice oggi: il 15 per cento sui soldi incassati dando ripetizioni private.

Quindici per cento è poca e contenuta aliquota. Un prof o una prof che sia che dia lezioni private oggi deve al fisco almeno il 36 per cento di quanto pagano loro le famiglie per le ripetizioni a casa. Questa, considerando la retribuzione media dei prof, è l’aliquota Irpef oggi regolare e vigente. Quindi per i prof nella Manovra del Popolo uno sconto fiscale del 21 per cento sui guadagni da ripetizioni private.

Un regalo, in teoria. E un modo anche, secondo chi la Manovra del Popolo man mano la scrive, per portare un po’, un pochino di soldi a casa. A casa, cioè nelle casse dello Stato. Perché, hanno pensato dalle parti del governo, quindici è meglio di niente.

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Quindici è meglio di niente, come dar loro torto? Ma zero è meno, molto meno di quindici. E i papà e gli zii e gli allestitori della Manovra del Popolo stavolta (non solo stavolta quando si tratta di tasse) mostrano di non conoscerlo fino in fondo il Popolo in nome di cui manovrano.

La vera aliquota Irpef che i prof pagano oggi e da sempre sulle ripetizioni private è infatti zero, zero per cento. Moltissime attività lavorative in Italia si svolgono serenamente in nero. Quella delle ripetizioni private dei prof è da sempre tra le più serene. Un nero accettato, tollerato, giustificato. Un neo che è prassi, abitudine. Ormai quasi diritto, acquisito ovviamente.

Passare da zero a quindici, pagare da zero a quindici non è quindi nei fatti un regalo. Ed è fortemente dubbio e improbabile che con una tassa mini e piatta sulle ripetizioni private ci sia quindi una massiccia emersione del nero, un coming out delle ripetizioni private nei confronti del fisco. Si continuerà a fare come prima, serenamente in nero tra famiglie e prof. Perché zero è meno, molto meno di quindici.

E perché puoi abbassare le aliquote quanto vuoi, puoi abbassare l’entità di qualunque tassa e mai lo stesso le attività praticate in nero emergeranno alla luce della dichiarazione fiscale. Mai fino a che zero tasse non sarà un cattivo affare. Fino a che zero tasse sarà conveniente nessuna aliquota sarà competitiva con zero.

E se si condona e si sconta a chi ha dimenticato di denunciare reddito, se si condona a chi ha nascosto reddito, se insomma aliquota zero alla fine conviene perfino se ti scoprono, allora non c’è gara. Anche le tasse mini e piatte saranno ignorate ed evase.

Papà e mamma della Manovra del Popolo, Salvini e Di Maio, Lega e M5S fanno finta di non sapere (o forse lo sanno ma se lo dimenticano per amor di…popolo) che ogni politica fiscale che abbassi le tasse ha senso e funziona solo se gemella indissolubile della repressione dell’evasione fiscale.

Se domandi al popolo: la paghi una tassa più piccola di quella di prima che prima non pagavi, eccola la riposta che ottieni: dipende. Se il popolo può continuare abbastanza indisturbato a non pagare quella tassa, se al popolo che non ha pagato si propone comodo e ricorrente condono, allora il popolo la tassa piccola e piatta non la paga. La paga solo se passa un guaio a non pagarla e se mai può sperare in condoni e paci fiscali. Perché zero del nero è meno di 15 e perché 20 (quota condono) è meno di 100 (quota tasse dovute). Elementare, matematico, noto. E non bisogna neanche essere prof per far di questi minimi calcoli. Da sempre li fanno con profitto milioni di italiani di ogni categoria.