Rai inventa coordinatore corrispondenti esteri. Viale Mazzini spending no review

di Lucio Fero
Pubblicato il 31 Maggio 2012 13:43 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2012 14:33

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ROMA – Adesso la nomina è “in stallo”, come più o meno tutto in Rai. Prima o poi però andrà in porto la nomina perché nel meraviglioso mondo Rai, a esser sinceri non solo Rai, di questo tipo di nomine è fatta la stabilità aziendale e in fondo anche il nazionale patto sociale. Torniamo a parlare di Augusto Minzolini, ricordate: il direttore del Tg1. Non più direttore per un contenzioso, insomma una non edificante storia di parte della retribuzione promessa dall’azienda sotto forma di note spese pagate a prescindere e di uso massiccio della carta di credito aziendale. Come che sia a un certo punto Minzolini non è più direttore e come usa in questi casi Minzolini fa causa alla Rai. La fanno più o meno tutti causa alla Rai, qualcosa si porta sempre a casa, la fa l’ultimo precario, la fanno le grandi firme e anche quelle medie e piccole, perché non doveva farla Minzolini? E allora, causa facendo e giudice aspettando, tra Rai e Minzolini si cerca un accordo.

E qui arriva la nomina per ora in stallo. Una nomina meravigliosa, non a caso di fresca istituzione, se ne sentiva il bisogno: responsabile del coordinamento dei corrispondenti delle sedi estere. Immaginiamo il futuro lavoro del futuro responsabile del coordinamento delle sedi estere. Al mattino telefona a quello di New York, non al mattino no, c’è il fuso orario, magari a quello di Sidney, ma a Sidney non c’è nessun corrispondente, allora chiama quelli di Parigi e di Londra, per New York se ne riparla al pomeriggio. Si chiamano e che si dicono? Come va, che tempo fa? Obama come sta e Hollande quanti deputati prende, se vogliono stare sul professionale. Di più il responsabile del coordinamento non può coordinare a meno che non gli passino la competenza sul piano ferie. Perché i corrispondenti rispondono ovviamente per i loro servizi, giornalieri o inchieste che siano, ai direttori del telegiornali. E allora che si dicono con Minzolini? Come va e come stai e che tempo fa, con molta cordialità. Certo, Minzolini può anche andarli a trovare, un viaggetto non fa male e allarga cultura e cervello oltre a migliorare la qualità della vita. De visu, faccia a faccia, il responsabile del coordinamento dei corrispondenti esteri Rai potrà coordinare in loco… l’illuminazione delle sedi, la mappa dei ristoranti frequentati, la miscela della macchinetta del caffè?

Niente di personale contro Minzolini: quello stipendio la Rai glielo deve pagare, è la Rai che lo ha assunto come direttore e Minzolini non lo ruba certo lo stipendio. Ma farlo lavorare, no? No! Non sarebbe nello stile della casa: in Rai è pieno di incarichi e nomine stile “coordinamento dei corrispondenti esteri…”. In realtà non solo in Rai, anche nel resto d’Italia abbondano questi incarichi e nomine che fanno ricordare il “Gran Supremo Centrale Gran Mogol” di Qui Quo e Qua nipotini di Paperino. Una spending review anche in Rai? Non sia mai, vien giù Viale Mazzini.

Post Scriptum, neanche tanto post: alle 13,17, nonostante i guai interni al Consiglio di Amministrazione arriva la notizia che la nomina di Minzolini a coordinatore non è più in stallo, anzi è realtà. Auguri e complimenti, sinceri. Dire anche buon lavoro, questo… sarebbe irridente.