Rimborsi fiscali: 71.287 controlli, 18.133 imbrogli. Famiglie come i benzinai

di Lucio Fero
Pubblicato il 13 Agosto 2014 14:12 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2014 15:21
Rimborsi fiscali: 71.287 controlli, 18.133 imbrogli. Famiglie come i benzinai

Foto d’archivio

ROMA – I numeri non sentono ragioni e dicono che le famiglie quando chiedono i rimborsi fiscali imbrogliano più o meno, appena un po’ di meno dei benzinai. Questi ultimi, i benzinai, allineano e non da oggi (ogni anno lo stesso triste risultato dai controlli) imbrogli alle colonnine nelle percentuale del 28 per cento. Ai controlli risulta che il 28% dei benzinai trucca la scheda elettronica che dà il prezzo dell’erogato o annacqua un po’ benzina e gasolio che vende o altrimenti s’ingegna a imbrogliare. Ormai è una tradizione, un’abitudine acquisita, fa parte del costume.

E le famiglie, che c’entrano le famiglie? Le famiglie chiedono al fisco i rimborsi fiscali. Soprattutto quelli che il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro, ti paga nello stipendio di luglio o nella pensione di agosto. Funziona così: l’anno precedente hai maturato il diritto al rimborso fiscale e l’anno dopo lo trovi, previa richiesta via Caf, nello stipendio o nella pensione. Quest’anno il fisco è andato a controllare 71.287 richieste che prima passavano automaticamente senza controlli. Risultato: 18.133 imbrogli. Il 25 per cento di imbrogli, appena sotto il 28 per cento dei benzinai.

L’imbroglio più diffuso e usato dalle famiglie è inventarsi figli residenti all’estero. Figli valgono detrazione fiscali. tanti figli tanta detrazione. Però un sacco di figli dichiarati al fisco non esistono, le famiglie se li sono inventati. Provando così a mettersi in tasca 132 milioni di euro sottratti con destrezza al fisco. Destrezza mica tanta alla fine, bastava mentire e nessuno controllava. E i 53 mila che hanno detto la verità e che avevano, anzi hanno diritto alla detrazione anche se sopra i 4.000 euro (solo da qui in su il fisco controlla)? Grazie al 25% di imbroglioni aspetteranno, dovranno aspettare per avere quanto gli spetta. Per loro rimborso non a luglio e neanche ad agosto. Forse a settembre/ottobre. E stavolta non è colpa della burocrazia ma del compagno di banco contribuente, di quello come te che ha fatto il più furbo di te e te, proprio te, ha fregato.

Un imbroglio su quattro sulle richieste di rimborso fiscale sopra i 4.000 euro. E se si controllassero anche quelle sotto questa cifra? A pensar male…