Roma, 1,2 mld buco annuo e 436 € di tasse in più a testa. Marino, blocca questo

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 febbraio 2014 13:14 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2014 13:14

ROMA – Ignazio Marino ha annunciato che da domenica due marzo, se “la politica” (e lui che sarà mai?) non garantisce a Roma i fondi per andare avanti, blocca la città. Si potrebbe ironizzare notando che a Roma ormai non c’è più molto da bloccare. Di già bloccato c’è molto, di fatto tutta la manutenzione della città oltre alle strade quando piove e anche un mese dopo la pioggia. Bloccata una decente raccolta dei rifiuti, anzi non c’è mai stata. Bloccato il singhiozzante e indecente trasporto pubblico. Bloccata e immobile la palude delle aziende pubbliche dei servizi pubblici. Palude di inefficienza, spreco, clientela e franco disprezzo per gli utenti. Si potrebbe dire a Marino: blocca il resto, la differenza non sarà poi così tanta.

Ma non sarebbe serio reagire all’annuncio del sindaco solo con amara ironia. Qualche ragione il sindaco di Roma ce l’ha. Solo da noi, da noi in Italia, può esistere una forza politica che ha come programma e sogno torture, afflizioni e guai seri per la città capitale. Le Lega per cui “Nerone commissario di Roma” non è solo una battuta, è invece un decalogo di comportamento. Non sanno cosa altro fare, nulla altro hanno da fare i parlamentari leghisti se non nuocere agli abitanti di Roma. Davvero solo da noi può esistere e entrare anche in alleanze di governo un partito che ha come scopo di mandare in miseria o all’inferno la capitale del paese e chi ci abita.

E oltre alla Lega Nord, quelli di M5S. Che si felicitano, si congratulano, si beano dell’aver affossato un altro decreto del governo. Affossato, non cambiato. Affossato, non migliorato. Affossato. M5S gioca. Gioca al tiro a segno. Tre ostruzionismi, un decreto beccato. Tre calci d’angolo un rigore. M5S sta alla cosa pubblica come i quattro calci di una banda di ragazzini in un’aiuola stanno al calcio giocato davvero.

Qualche ragione il sindaco di Roma ce l’ha per annunciare-minacciare il blocco di Roma (dei bus, del metrò?). Qualche ragione, però Marino non ha ragione. Roma, il Comune di Roma, accumula ogni anno 1,2 miliardi di deficit strutturale, cioè regolare come il lunedì dopo la domenica. E impone ad ogni suo abitante, neonati compresi, 436 euro di tasse in più di quelle che si pagano allo Stato. Una tassa solo per stare e vivere a Roma: 436 euro l’anno a cranio (senza contare quella imposta dalla Regione Lazio). Deficit strutturale a miliardi e tasse comunali più alte d’Italia. In cambio aziende pubbliche intoccabili anche quando assumono parenti e clienti (Atac e Ama), anche quando torturano gli utenti con bollette inventate (Acea). E spreco e spreco sugli appalti e buche e asfalti fatti per produrre sprechi e un colabrodo lassù al Campidoglio da dove sgorga  passa denaro pubblico. Ecco, sindaco Marino, blocchi anche questo e allora avrà ragione e non qualche ragione.