Sicilia…buonanotte: 13 ore per leggere 500 schede. Se votavano tutti, due giorni?

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 novembre 2017 10:12 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2017 10:12
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Una scheda elettorale delle elezioni regionali in Sicilia (foto Ansa)

ROMA – Sicilia…buonanotte. Cosa sono le nostre istituzioni, cosa è la nostra società civile, cosa sono lo Stato e la gente, cosa è il tessuto connettivo della comunità che abita l’isola lo dice un numero, anzi una coppia di numeri. Tredici e cinquecento. No, non si possono giocare al Lotto ma è l’ambo della tristezza e mestizia civile.

Tredici ore dopo l’inizio dello scrutinio delle schede lo spoglio, la lettura delle schede stesse non era ancora finito e i risultati delle elezioni non erano ancora completi. Tredici ore dopo le otto del mattino erano le nove di sera, praticamente un giorno intero dopo che i seggi erano stati chiusi e la macchina amministrativa, amministrativa ma anche umana, non aveva ancora finito.

Tredici ore dopo essersi concessi, a termini dei legge, per carità, una pausa di dieci ore prima di cominciare lo scrutinio. Pausa a salvaguardia del sonno e della lucidità e prontezza. Seggi chiusi alle 22 (un’ora prima che nel resto d’Italia, misura anti stress), spoglio che comincia alle otto del giorno successivo (dieci ore per sonno, colazione e doccia) e poi altre tredici ore per scrutinare.

Tredici ore per leggere cinquecento schede. Già perché in Sicilia hanno votato circa due milioni e mezzo di elettori, dunque altrettante schede. E i seggi elettorali erano circa cinquemila. Semplice aritmetica e le schede da leggere sono circa cinquecento a seggio. Cinquecento divisi tredici fa circa quaranta. Quaranta schede l’ora scrutinate in media in ogni seggio, più o meno una ogni minuto e mezzo. Un minuto e mezzo, un’eternità per vedere e registrare dove è stato apposto un segno con la matita elettorale.

Ma vuoi mettere le pause, le incertezze nel trascrivere, comunicare, scrivere. Nei seggi sono in tanti e tanti non sono capaci né sicuri né competenti. Proprio come negli uffici, nelle scuole, nei negozi, in azienda. Vuoi mettere il tempo necessario agli impacci, ai fraintendimenti, alle spiegazioni, alle impuntature, alla non conoscenza di come si lavora in gruppo e di come si lavora e basta. E fa, come se fa, tredici ore per cinquecento schede.

Altro rapido calcolo: in Sicilia ha votato la metà degli aventi diritto. Se avessero votato tutti, e cioè il doppio di quelli che hanno segnato una scheda, quanto ci avrebbero messo, due giorni?

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