Soldi: 20 anni di trasfusione, dipendenti più 3,3%, autonomi più 15,7

di Lucio Fero
Pubblicato il 25 Gennaio 2012 13:37 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2012 13:37

ROMA – Qualcuno non la racconta giusta. Dice Bankitalia con i suoi numeri che in venti anni, gli ultimi venti anni, c’è stata una continua e massiccia trasfusione di soldi. Dai lavoratori dipendenti il cui reddito reale, tra il 1991 e il 2010, è aumentato del 3,3 per cento e i lavoratori autonomi il cui reddito reale, nello stesso periodo, è cresciuto del 15,7 per cento: cinque volte di più. Se c’è stato un “danno euro” per i redditi giusto a metà del ventennio della trasfusione, il danno è stato tutto a carico di chi vive di stipendio e salario, gli altri hanno colto indisturbati l’occasione per trasformarlo in vantaggio.

Dicono invece le proteste di piazza, i “Forconi” di nuovo in corteo a Palermo, i Tir che non viaggiano, gli avvocati e i farmacisti in procinto di sciopero, i negozianti che si dicono torturati da liberi orari, i pescatori che fanno esplodere petardo di segnalazione marina davanti a Montecitorio e tanti, tanti altri scesi in lotta o pronti a farlo che il lavoro autonomo è proprio quello che non ce la fa più, che è a un passo dall’impoverimento se non della miseria.

Qualcuno non la racconta giusta. Dicono i numeri di Bankitalia che i poveri in Italia hanno raggiunto la percentuale del 14,5 per cento e che le famiglie indebitate sono ormai il 27,7 per cento. Dicono tutti, dicono soprattutto i vari segmenti del lavoro autonomo che quei poveri e indebitati sono soprattutto loro. A Bankitalia non risulta. Al fisco, almeno stando alle dichiarazioni fiscali delle categorie del lavoro autonomo invece sì. Risulta al fisco, alle dichiarazioni che riceve. Non agli ispettori del fisco quando si muovono per accertamenti.

Qualcuno non la racconta giusta. Dice il ministro Corrado Passera a Ballarò che il paese sta sostanzialmente accettando la cura e che le categorie professionali collaborano, ad eccezione di minoranze. Alle cronache, cronache di benzina introvabile, di merci che scarseggiano e soprattutto di pronto aumento dei prezzi alla vendita, questa accettazione e collaborazione non risulta.

Qualcuno non la racconta giusta. Il Parlamento sta votando una mozione bipartisan, cioè con Pdl e Pd insieme, perché Monti vada in Europa a chiedere, anzi imporre il finanziamento reale e massiccio del Fondo Salva Stati, almeno 750 miliardi, meglio mille e comunque soldi veri. Sottinteso ma non tanto: che li scucia in buona parte la Germania o che almeno sia la Germania a garantire. Angela Merkel fa sapere con un’intervista a cinque quotidiani europei, in Italia La Stampa, che “aiuti sì agli Stati in difficoltà ma accollarsi i debiti altrui mai”. Non fosse altro perché nemmeno la Germania ce la farebbe se ogni paese non comincia a raccontarsela giusta in casa. Gli eurobond, cioè la garanzia europea a un debito che da nazionale diventa europeo? Verrano dice la Merkel quando ci sarà l’unione politica. Cioè tutti che se la raccontano allo stesso modo, un “processo lungo”secondo la Cancelliera.

Qualcuno non la racconta giusta: in Sicilia tutta la politica liscia il pelo e spalleggia i “Forconi”. La stessa politica che a Roma vota la fiducia al governo perché sa che se si fa oggi in Sicilia quel che i “Forconi” vogliono ai siciliani resta da mangiare sì e no il legno dei forconi. In tutto il Sud la politica gioca al leghismo di territorio. La Lega, quella vera, dice: “Noi stiamo con i Tir”. La destra, quella che in Parlamento invita Monti a farsi valere con la Merkel perché “l’Italia ha già dato”, vuole che il “già dato” torni già indietro. Il Pdl è un coro: “Tir, sbagliato il metodo ma non il merito della protesta”. E lo stesso ritornello viene cantato per ogni categoria, quelle categorie che sono il 20 per cento della forza lavoro e il 50 per cento dell’elettorato della destra.

Qualcuno non la racconta giusta. Sotto e con la benedizione della sinistra sia di Bersani che di Vendola l’Anci, l’associazione dei Comuni d’Italia, giudica mortale e pestifero il divieto ad assegnare appalti e lavori superiori a 200mila a trattativa privata, senza gara. Con la benedizione della sinistra politica e sindacale si stanno varando eccezioni alle “Fornero-pensioni” per gli ex dipendenti “esodati” e per i cosiddetti “precoci”. Bene, se non fosse che nessuno si prende la responsabilità di dire chi paga il costo delle eccezioni.

Qualcuno, anzi troppi, quasi tutti e come sempre in questo paese non la raccontano giusta sperando che il trucco funzioni e qualche Merkel ci caschi.