Evasori furbi no? Protetti sì! Indirizzi e recapiti dei no tasse

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 agosto 2012 13:29 | Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2012 13:39

ROMA – Ascoltare dello “stato di guerra” contro gli evasori fiscali durante un paio di settimane di vacanza al mare e stupire, letteralmente stupire, per l’unico gestore di stabilimento balneare che ti rilascia una ricevuta fiscale. Poi la guardi la ricevuta fiscale e vede che è parte di un blocchetto che si compra in cartoleria e che “fiscale” non è, rilasciano un fac-simile di cortesia. Niente scontrino fiscale in macelleria e neanche al bar. Niente ricevuta al ristorante, di semi lusso o di semi massa che sia: se paghi con bancomat tracciabile una volta su tre ti dicono di non avere il pos, se insisti a dire che non hai contante allora il pos si aggiusta. E’ il mare e il suo indotto in una regione meridionale d’Italia, ma è tutta Italia così: neanche alle giostre dei bambini e dei grandi c’è mai un momento e un modo in cui si registri l’incasso e il passaggio di denaro. Se è guerra all’evasione, qui è drole de guerre, finta guerra.

Mario Monti ha pregato i telegiornali e i giornali, in particolare quelli della Rai, di non chiamare più “furbi” gli evasori fiscali. E subito i direttori delle tre testate Rai hanno detto: “Mai fatto!”. Si vede che a comporre l’audience dei rispettivi tg non ci sono le loro orecchie. Una pigrizia narrativa, una “inerzia” culturale direbbero i cronisti sportivi porta la comunicazione a raccontare la tassa come la strega cattiva, il cittadino come Biancaneve e l’evasore fiscale come una mela avvelenata che valla a trovare…E invece gli evasori sono lì, anzi qui: con indirizzi e recapiti noti. In Italia ci sono 41.547.228 contribuenti, cioè persone in carne e ossa che dichiarano redditi.

Ma il 53 per cento delle tasse pagate le pagano i lavoratori dipendenti pubblici e privati e il 29 per cento delle tasse pagate le pagano i pensionati. Insieme quelli “trattenuti alla fonte”, pagano l’82 per cento di tutte le tasse pagate. Tutti gli altri, professionisti, commercianti, imprese pagano il restante 18 per cento. C’è bisogno di un indirizzo più chiaro?

Per il fisco, nel senso che così dicono al fisco, ci sono 14 milioni di italiani che hanno un reddito annuo inferiore a 10mila euro. Il 49% degli italiani dice al fisco di non superare i 15mila euro annui di reddito. Il 36 per cento dice al fisco di stare tra i 15 mila e i 36 mila euro annui. In questo simpatico paese per ogni cento euro dichiarati ne risultano spesi centoventi, senza contare quelli trasformati in risparmio e patrimonio: Gesù dei pani e dei pesci era un dilettante. Non li si chiami dunque più “furbi”, li si definisca per quel che sono: cittadini italiani standard che abitano e popolano soprattutto il mondo delle professioni, del commercio, dell’intermediazione e delle attività economiche non “trattenute alla fonte”.