Treni, scuole, neve: il triangolo dell’anti modernità italiana

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 febbraio 2018 10:31 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2018 10:31
Treni, scuole, neve in un solo giorno sono scomparsi nella morsa del maltempo. E la politica evita responsabilità

Treni, scuole, neve: il triangolo dell’anti modernità italiana

ROMA – Treni, scuole, neve…neanche fosse il triangolo delle Bermuda. Dentro, dentro il triangolo treni, scuole, neve in un solo giorno sono scomparsi, svaniti gli orari dei treni, dell’intera circolazione ferroviaria italiana. Treni dispersi sulle linee e sui binari qui ghiacciati, più in là forse no, chissà. Treni che forse partono, forse arrivano, chi può saperlo? Treni incerti, no ecco, arriva, no, addio treno.

L’altro lato del triangolo faceva scomparire, svanire le scuole. Il primo giorno di scuole chiuse a Roma ad esempio è una quasi rituale vacanza quando nevica, una sorta di diritto acquisito. Ma il secondo giorno di scuole chiuse cosa è? E l’ipotesi di tenerle chiuse una settimana cosa è? Neanche fosse il triangolo delle Bermuda sparisce uno dei servizi pubblici che tengono in piedi la comunità.

Treni, scuole, neve…in realtà e con tutta evidenza il triangolo della anti modernità italiana.

Anti modernità ideologica, culturale…di governo. Il candidato premier M5S Luigi Di Maio si è pubblicamente congratulato con la sindaca Raggi per la decisione di chiudere le scuole a Roma quando nevica e pure il giorno dopo e forse anche quello dopo ancora perché forse giovedì rinevica e quindi si fa filotto di una settimana. Luigi Di Maio chiama, pensa e indica il chiudere magari per una settimana come esempio di…buon governo. E non è in questo venuto da Marte Di Maio, che buon governo sia evitare rischi, impopolarità (hai visto mai un bambino scivola sul ghiaccio, un comitato di genitori si rivolge al Tar…), che il buon governo sia assumersi meno responsabilità possibili è pratica nonché cultura diffusa e trasversale.

M5S eccelle in questo, nell’identificare il buono e migliore governo possibile con il non governo (basta appunto fare il bilancio di due anni di sindaca Raggi a Roma, la cifra è: mica fanno amale, non fanno). Ma M5S  appunto non viene da Marte ed è figlio genuino oltre che bandiera di una comunità, quella italiana, cui la modernità fa sospetto, fastidio, quando non schifo.

Lo si vede dalle reazioni istintive e meditate insieme, quindi profondamente culturali, a quanto accade. La prima che viene in mente a chi gestisce il traffico dei treni è di garantire un rimborso a chi il treno non l’ha visto per neve o sul treno ha, si fa per dire, viaggiato per ore e ore, sempre per neve. La prima reazione della nostra cultura è: ti rimborso. Non ti faccio viaggiare i treni in orario già da domani mattina. E neanche una chiara assunzione di responsabilità di un errore manageriale-tecnico (se errore c’è stato). No, ti rimborso. Quindi l’ammissione-rassegnazione che va così, se nevica un giorno qui da noi i treni si fermano e i binari ghiacciano. Ti rimborsano il biglietto, che vuoi di più?

Lo si vede dal ridicolo teatrino di buttarla non in politica ma in pagliacciata tra politici in campagna elettorale e informazione (?) che fa da solerte secondo a pugili suonati. Lo si vede soprattutto che siamo un paese anti moderno dal…non voler vedere.

Pochi o nulli investimenti in tecnologia e ricerca da parte dell’imprenditoria privata e investimenti pubblici nel settore massacrati da clientelismo e sindacalismo…che noia.

Venti anni di produttività bloccata nelle manifatture e nei servizi…e che vorrà mai dire e comunque che noia astratta questa produttività.

Sistema della formazione che sforna diplomati e laureati in gran parte non qualificati. E allora?

Deresponsabilizzazione quasi contrattuale dei quadri intermedi nella Pubblica amministrazione e nelle aziende pubbliche. E cosa è, roba che si mangia?

Espulsione della competenza dal curriculum sociale necessario per lavorare, qualsiasi lavoro. Ma questo non interessa alla gente!

Ecco, poca o nulla tecnologia, incultura tecnologica, culto della bassa produttività, formalismo giuridico, scarico delle responsabilità, incompetenza come virtù civile alla fine goccia a goccia anzi secchiata a secchiata producono non solo le scaldiglie dei binari che non scaldano ma soprattutto producono, figliano una cultura di massa in cui ci sta, anzi è meglio che le scuole chiudano quando nevica e il diritto sia quello al rimborso e non al treno che cammina.

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