Trimestre Monti: Obama sposa, Camusso boccia. Giù spread e voti Camera

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 Febbraio 2012 11:20 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2012 11:20

ROMA – Barak Obama, presidente Usa, lo promuove, lo affianca, ci punta. Addirittura per interposto “Time” l’amministrazione americana arriva a chiedersi e in fondo proporre: “Sarà lui a salvare l’Europa?”. Susanna Camusso, segretario Cgil, lo boccia, ne prende le distanze, lo diffida: “Non conosce neanche il significato della parola equità”. Da quando lui governa l’Italia lo spread è calato, di quasi 200 punti da novembre. Da quando il suo governo è in carica calano anche i sì dei deputati ai voti di fiducia che chiede alla Camera, calo di circa 100 voti. Strane asimmetrie e simmetrie o forse per nulla strane.

Lui, Mario Monti, strada facendo si allarga e si fa e si mostra ambizioso, molto ambizioso. Non solo risanatore e traghettarore ma qualcosa di più e di diverso, ai confini e oltre di un ben “vasto programma”. Dice: “Spero gli italiani cambino modo di vita, altrimenti tutto quello che stiamo facendo si rivelerà effimero”. Effimero, cioè inutile se gli italiani non solo accettano e subiscono ma non cambiano addirittura la loro testa. Testa “diseducata dalla politica”. Dice così Mario Monti perché si sente sì forte, ma sente anche la reazione di rigetto nel paese, o almeno la teme.

La sinistra sindacale e politica si sta staccando da lui e dal suo governo anche se il Pd di Bersani non lo molla certo. Ha contro la Lega di Bossi e anche quella di Maroni, l’Idv di Di Pietro e quanto di An sopravvive nel Pdl. Insomma Calderoli e Borghezio e Salvini e La Russa e Vendola e la Fiom se lo leverebbero dalle scatole. Marchionne e la Confindustria tifano per lui e anche Casini. Berlusconi e Bersani certo per lui non tifano ma sotto di lui si riparano in attesa di tempi migliori delegando a lui e al suo governo l’onere più che l’onore di crearli quei tempi migliori.

L’Europa, i governi europei e il Fmi  e i mercati, insomma quelli che ci mettono i soldi, non si fidavano della Grecia e dell’Italia. Adesso della Grecia non si fidano come prima, dell’Italia si fidano, se non addirittura all’Italia si affidano. In Italia gli sfidanti e gli sfiduciati non mancano: avvocati e compagnie di assicurazione provano a smontare il decreto liberalizzazioni, monta la critica ai “figli del governo”. La figlia di Elsa Fornero ministro è accusata di una sorta di nepotismo culturale, insomma è biologa e anche competente di biologia, perfino in cattedra, quindi colpevole di mancata sofferenza sociale  ignoranza professionale. Nutrita è la legione degli scettici che salutano con un’alzata di spalle lo stop a convegni e celebrazioni e ricorrenze innaffiati di soldi pubblici.

Moti e il suo governo decidono un sacco di cose e molte di cose ne fanno, anche se la gran parte non sono ancora diventate legge e molti puntano a che non lo diventino mai. Decidono un sacco di cose e scontentano molti. In un paese abituato e tutto sommato concorde nel decidere il meno possibile per non scontentare nessuno. Talvolta presi da una sorta di “cupio” dello scontentare, scontentare come forma di pedagogia sociale, Monti e i suoi ministri infieriscono dicendo sia cose spiacevoli sia cose che agli italiani non piace sentire. Il confine, la differenza ci sarebbero, Monti e i suoi ministri talvolta hanno sconfinato ed è improbabile sia stato un caso.

Questi i fatti a tre mesi dalla nascita del governo Monti, ognuno li pesi secondo il suo metro. I fatti, per le opinioni, semmai, un’altra volta.