La zuppa Ici e anzianità, il pan bagnato Imu e pensione contributiva

di Lucio Fero
Pubblicato il 18 Novembre 2011 13:38 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2011 13:40

Mario Monti (Lapresse)

ROMA – Se abbiamo capito…non sarà la “zuppa” dell Ici ma il “pan bagnato” dell’Imu. La casa, la proprietà della casa sarà tassata. Diversamente, molto diversamente di quanto ora avviene. Nella nave dell’Imu, varata dal governo Berlusconi, verrà imbarcata dal governo Monti una tassa progressiva. Più o meno funzionerà così: si rivalutano le rendite catastali, quelle su cui oggi si calcola l’Ici che si paga sulla seconda casa. Rivalutazione che sarà bassa per chi di casa ne ha una sola. Rivalutazione che andrà a comporre l’entità dell’Imu, della tassa già prevista comunale per tutti, anche per chi è proprietario solo della casa in cui vive. Rivalutazione che sarà alta o altissima per chi di case ne ha due o tre e che quindi moltiplicherà l’Imu per i proprietari di più immobili.

Se abbiamo capito…non sarà la “zuppa” dell’abolizione delle pensioni di anzianità. Ma il “pan bagnato” di una libertà individuale di andare in pensione quando si vuole in una fascia tra i 63 e i 70. Chi sceglie di andare prima di pensione prende meno e viceversa. E saranno, almeno da ora in poi, pensioni uguali per tutti, calcolate con lo stesso metodo. E contributi, se non uguali, almeno simili per tutti mentre oggi solo i lavoratori dipendenti pagano il 33 per cento di contributi.

Se abbiamo capito…sarà una patrimoniale che non si chiama così ma di fatto colpisce dal milione di euro di patrimonio in sù. E sarà un punto di più dell’Iva “agevolata”, quella al dieci per cento. Ma parte di questi soldi andranno a diminuire le aliquote Irpef, almeno quelle più basse, e a diminuire le tasse sull’impresa. Non tanto e non solo per “giustizia sociale” quanto per creare lavoro e crescita economica senza la quale tutto il resto si spreca.

Se abbiamo capito…chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato se lo tiene così com’è e di “licenziamenti più facili” non si parla più. Le condizioni contrattuali saranno trattate sempre di più a livello aziendale, ma chi è “dentro”, dentro resta. Chi invece è “fuori”, fuori dal lavoro, avrà una porta più facile per entrare: un contratto non più a tempo determinato ma un contratto anch’esso a tempo indeterminato. Per il primo e fino al terzo anno con la possibilità di essere licenziato o spostato di mansione e ruolo solo pagandogli una indennità economica e senza automatico diritto al reintegro.

Se abbiamo capito…all’idraulico o al dentista o all’avvocato o al meccanico in liquidi e a “nero” si potrà pagare fino a 300 euro. Al di sopra si paga in assegni o con bancomat o bonifico, in maniera “tracciabile”. In mdo che l’evasione lasci traccia indelebile.

Se abbiamo capito…e se Pdl, Cgil, Pd, Di Pietro, Vendola e tanti altri che forse hanno capito e forse no glielo faranno fare. Quando? Prima di Natale, o mai più.