M5S punta ai voti Pd: meglio noi che Salvini. Ma Salvini fratello di governo l’aveva scelto M5S

di Lucio Fero
Pubblicato il 9 maggio 2018 9:28 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2018 9:28
M5S di Di Maio punta ai voti Pd: meglio noi che Salvini. Ma Salvini fratello di governo l'aveva scelto M5S

M5S punta ai voti Pd: meglio noi che Salvini. Ma Salvini fratello di governo l’aveva scelto M5S (foto Ansa)

ROMA – M5S punta ai voti Pd. Non ai voti Pd in Parlamento, no M5S punta proprio ai voti degli elettori che il 4 di marzo hanno votato Pd. M5S punta ai votanti Pd. Lo stanno dicendo con chiarezza un po’ tutti in M5S, da Di Maio a Toninelli passando per ogni dichiarazione da telegiornale e/o agenzia di stampa. Perché questo hanno di bello in M5S: quando passa la parola d’ordine tutti la ripetono a cantilena e litania, in perfetto ordine dicono e ripetono tutti la stessa cosa. La ripeyono fino allo sfinimento di chi ascolta, ma loro non si sfiniscono mai di ripeterla. E forse hanno ragione loro, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] forse davvero una cosa a furia di ripeterla assume connotati di realtà anche se di realtà non  ne ha.

Come che sia, di certo M5S punta agli elettori Pd nel probabilissimo caso si torni a votare in elezioni bis. L’argomento principe della caccia al voto Pd nella già propaganda elettorale (l’ha detto ufficialmente M5S che per loro è già campagna elettorale) è, guarda un po’, quello del voto utile. M5S così parla all’elettore Pd: stavolta, la prossima volta è o noi o Salvini. Il tuo voto al Pd, se al Pd torni a darlo come hai fatto il 4 marzo, è voto a perdere. A perdere nel senso che perdi, arrivi terzo e battuto. E anche a perdere nel senso che è un voto sprecato, inutile, perduto. Dice M5S all’elettore Pd: quel che conta è scegliere tra noi e Salvini, tu che fai, con chi stai?

Il ragionamento che sta dietro questa scelta di propaganda è lineare e fondato: Salvini farà il pieno dell’elettorato di destra e ormai anche di centro destra, nell’elettorato cosiddetto moderato, se davvero esiste, per M5S c’è nulla da pescare. Quindi gli unici elettori in qualche modo raggiungibili da M5S sono quelli del Pd, quelli di sinistra. Anzi proprio quelli del Pd perché già il 4 marzo M5S ha fatto incetta di elettori ex di sinistra che hanno creduto M5S sia in qualche sua particolare maniera anch’esso…sinistra.

Se vuole davvero il 40 per cento alle prossime elezioni, M5S per matematica elettorale deve prendere molti voti che il 4 marzo sono andati al Pd. Ed ha un tema di propaganda niente male per quell’elettorato. Tema che è appunto: meglio noi che Salvini. Quindi raccontare che è ballottaggio tra M5S e Salvini, quindi domandare, incalzare: meglio noi o Salvini?

Tema forte di propaganda. Ma, appunto, propaganda. Che ha bisogno, per non essere solo propaganda, di un presupposto ce manca. Il presupposto che manca perché un elettore del Pd il 4 di marzo possa al prossimo giro votare M5S per non far vincere Salvini è che vi sia una sostanziale diversità, anzi alternativa di programmi, cultura ed esiti governativi tra Salvini e M5S.

Questa diversità è nella propaganda e forse anche nella percezione di molti che hanno votato Pd. Ma non è nella realtà. Salvini e Di Maio, Lega e M5S sono entrambi coerentemente anti sistema, intendendo per sistema la democrazia parlamentare e delegata, la Ue, l’euro, la democrazia liberale, il concetto stesso di Stato liberale. Salvini brinda pubblicamente alla democrazia illiberale alla Orban e ne fa il suo modello, M5S teorizza lo smantellamento felice dei partiti, rappresentanze, corpi intermedi ed ha con orgoglio di recente esposto la sua idea per cui se governa M5Sè democrazia, se non governa M5S è “traditori del popolo”.

Per non dire di affinità più che elettive tra Salvini pensiero e M5S pensiero su onnipotenza della volontà popolare, su nazionalismo-sovranismo economico e su irresponsabilità di bilancio (vedi abolizione Fornero). Certo una forza lepenista e un movimento anti modernità non sono la stessa cosa. Ma per l’elettore Pd di chiaro intelletto e appena appena voglioso di prendere atto della realtà sono…la padella o la brace.

All’elettore Pd M5S dice: meglio noi che Salvini. All’elettore Pd che non voglia farsi impropagandare basterebbe ricordare che Salvini come socio privilegiato di governo l’aveva scelto M5S, che M5S con Salvini ci stava facendo, ci voleva proprio fare un governo insieme. Salvini e M5S: così diversi, così uguali.

 

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