M5s, se crolla il mito della Rete. Almeno a Bologna…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 31 luglio 2015 6:30 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2015 19:24
M5s, se crolla il mito della Rete. Almeno a Bologna...

Le Quirinarie, uno degli esempi di selezione M5s tramite la rete

ROMA – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su “Uomini e Business” con il titolo “Grillini, anche la rete va in pensione”.

Anche fra i grullini c’è vita. In giro non se ne parla molto perché si tratta del crollo del dogma centrale della fede grullina: la Rete ha stufato e si sta rivelando inadatta. Accade a Bologna, dove si sta decidendo all’interno del m5s di lasciar perdere la stupidata di cercare i candidati attraverso la Rete.

I grullini vogliono vincere e allora hanno scoperto che non possono farcela con una lista costruita attraverso i clic della rete. In quel modo alla fine emergono geometri disoccupati, casalinghe, smanettoni nulla facenti e altri soggetti analoghi. Tutta gente ritenuta non adatta per un pubblico sofisticato come quello bolognese. E allora ecco che ci si sta orientando verso l’idea dimettere insieme una lista fatta da persone presentabili: professionisti, esperti, avvocati, etc.

In sostanza, il messaggio che arriva da Bologna è che si manda in pensione il Mito della Rete. E con esso anche il mito della democrazia diretta (tutto viene deciso all’istante attraverso votazioni in rete, chi c’è c’è e chi  non c’è non c’è). Il mito della democrazia diretta (che aveva affascinato anche intellettuali sofisticati, vedi barbara Spinelli) è stata una delle scemenze più grosse di questi anni e discende direttamente dagli incubi del socio di grullo, e cioè Casaleggio. Lui si era convinto che tutto il mondo poteva essere gestito dalla Rete., con gente che stava lì tutto il giorno a fare clic e clac.

Naturalmente, tutto ciò era vero solo in parte. Alla fine le decisioni politiche serie venivano prese da grullo e da Casaleggio, veri, autentici e unici padroni del movimento.

Se vogliamo spingerci un po’ più avanti nell’analisi, quello che sta emergendo è che anche il m5s si sta poco a poco trasformando in un partito come gli altri. L’idea di andare avanti senza un programma delle cose da fare, con personale politico raccattato in modo casuale, sta convincendo quelli del movimento che hanno scoperto quanto sia bello fare politica (invece cdi lavorare) che è ora di finirla con le fantasie di Casaleggio e grullo.

Basta con la rete e si parte alla conquista del comune di Bologna. Per fare cosa non si sa ancora. E’ assai probabile che i soli inni all’onestà e alla trasparenza non bastino. Si sono rivelati un’arma formidabile per prendere voti, ma poi non hanno portato da nessuna parte. E quindi si cerca di cambiare strada. Con quali possibili esiti è difficile dire.

Anche perché, caduto il dogma centrale, tutto il resto è hic sunt leones. Deserto, terra ignota, mistero.