M5S se arriva terzo anche a maggio succede…niente

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 27 febbraio 2019 10:58 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2019 10:58
M5S se arriva terzo anche a maggio succede...niente

M5S se arriva terzo anche a maggio succede…niente (Foto Ansa)

ROMA – M5S è arrivato terzo in Abruzzo e terzo anche in Sardegna. Terzo dopo la somma ormai impropria eppur costante di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e dopo un qualcosa che per comodità e in mancanza di miglior definizione può essere definito centro sinistra (oppure sinistra, un’approssimazione vale l’altra). E se M5S arriva terzo anche a maggio, alle elezioni europee?

Se M5S terzo alle europee di maggio che succede? Non succede, ma, se succede…Succede niente. Non succede niente al governo Salvini-Di Maio neanche se M5S arriva terzo nei risultati delle elezioni europee.

Difficile che M5S arrivi terzo anche lì. Può essere, possibile ma non probabile. Per arrivare terzo a maggio M5S deve raccogliere poco più del 20 per cento dei voti. A 25 per cento dei voti arriva tranquillo secondo. Per arrivare terzo deve stare più o meno tra 20 e 22 per cento.

A marzo 2018 M5S è stato dal punto di vista elettorale un grande bacino alluvionale, grandi piogge e tutte le acque a formare un grande lago, grande più del 30 per cento dei voti. Da mesi piove molto meno e l’acqua raccolta nel bacino filtra, riappare altrove. Si è formato un emissario, sotterraneo ma non tanto, che dal lago M5S  va verso Salvini. Emissario favorito dalla pendenza anti negro, straniero e immigrato. Porti chiusi fa urne piene. Inoltre nel lago M5S non arrivano più affluenti da sinistra, si sono esauriti. Qualche salmone nei torrenti sta anche tentando la risalita.

Ma tutto questo farà 22 per cento? Difficile. E inoltre chi deve arrivare secondo, la sinistra, farà 22/23 per cento a maggio? Molto difficile. Potrebbe. Ma non sa. E si applica a non potere. Tutti insieme proclamano tutti insieme. Tutti insieme per l’Europa! Sì, insomma anche dice qualcuno e aggiunge: meglio tutti insieme per la sinistra! E spesso concludono che è meglio tutti insieme ognuno per conto suo.

Ma mettiamo, per ora fuori pronostico, che M5S arrivi terzo a maggio. Mettiamo che M5S paghi prima del tempo il prezzo del governare (ammesso e per nulla concesso che quello messo nin atto da M5S sia governare). Che succede allora al governo? Niente: M5S arriva terzo alle europee? Salvini e Di Maio continuano a governare insieme. Garantito.

Perché non succede niente? Perché Salvini e Berlusconi non possono, ammesso che vogliano, fare più un governo insieme. Sovranisti e conservatori sono qui e oggi, anzi nell’Europa e nell’economia, compatibili come l’acqua e l’olio. Li puoi mettere insieme, non si mescolano. Salvini è convinto e sicuro che lavori, non paghi le tasse, ti fai i fatti tuoi e quindi te la cavi alla grande, altro problema non c’è. Il sovranismo è allergico al complicato, alla complessità, all’Europa, ai mercati, alla finanza, alla produttività, agli investimenti lunghi in tecnologia e competenza. I conservatori sono ovunque in Europa e anche in Italia un’altra cosa. In poverissime parole, in Italia Salvini non può fare e presiedere un governo di Centro-Destra. Il suo può essere solo un governo di Destra, il Centro è culturalmente e programmaticamente per Salvini  un avversario, al massimo, come si diceva una volta da destra sprezzanti verso i liberal, un utile idiota.

Per un governo di Centro-Destra non ci sono i numeri in Parlamento e le condizioni socio economiche e politiche. Punto.

E non succede niente neanche dall’altra parte se M5S a maggio arriva terzo. Nel Pd e dintorni, nella sinistra è strapieno di gente che dice e pensa M5S abbia il gran difetto di voler fare cose in fondo buone senza averne i soldi per farle e senza avere la competenza per farle. Questi con M5S farebbero pure alleanza, ci hanno già provato. Non fosse stato per Renzi, si sarebbero già candidati a far da ancelle/badanti del Movimento. Eì stata la sinistra italiana a farsi a sua insaputa populista ben prima che nascesse M5S.

Però tra populismo è riformismo è peggio che tra acqua e olio. Storicamente l’uno sopprime l’altro. Il populismo non tollera un riformismo davvero operante. Il riformismo se è di governo asfissia letteralmente il populismo. E il populismo di governo ha bisogno di mettere alla gogna e ridurre in silenzio il riformismo, additandolo come vergogna e inganno. Riformismo è che pensione a 60 anni e reddito di cittadinanza non è che non ci sono i soldi, è che sono sbagliati e ingiusti e che va dato lavoro, salario e non pensione o paga  di Stato. Populismo è: i soldi ci sono, andiamoli a prendere. Insieme non possono stare, se le cronache politiche smettessero per un attimo solo di inseguire le parole e guardassero i fatti, la sostanza, il reale e non solo il labiale…

E non succede niente al governo Salvini-Di Maio se M5S arriva terzo a maggio perché i due non stanno insieme per caso o accidente. Ma stanno insieme per sostanza. Populismo e sovranismo si mischiano, sì che si mischiano. Nella storia sempre, oggi in Europa praticamente ovunque. C’è minimo denominatore comune, anzi più che minimo. Quindi qualunque cosa succeda a maggio governo Salvini-Di Maio niente succede. Succede che governo continua, continua il governo dell’irrealtà. Qualunque sia la realtà.

Post scriptum: non succede niente qui a maggio anche perché a decidere se e cosa succede sarà Trump rieletto o no nel 2020, altri 4 anni di Trump oppure un presidente Usa democratico. A decidere cosa succede sarà come va a finire Brexit: dimostrerà che ad andarsene dalla Ue ci si spara sui piedi, anzi più sopra e più al centro? E a decidere sarà quale maggioranza nel Parlamento Europeo e quindi quale Commissione Europea per i prossimi anni. Sovranisti solvente d’Europa minoranza di blocco al 25/30 per cento o minoranza di intralcio e boicottaggio al 20 per cento? Farà tutta la differenza del mondo. Ecco…da noi, noi decideremo dopo e in conseguenza e magari in contemporanea di quel che si decide nel vasto e complesso mondo reale.