Manovra, il Nord e i pensionati ( del Nord) pagano i fannulloni del Sud, la Lega perde l’8%

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 23 Dicembre 2018 6:39 | Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2018 19:49
Manovra, il Nord e i pensionati ( del Nord) pagano i fannulloni del Sud, la Lega perde l'8%, avverte Giuseppe Turani (nella foto)

Manovra, il Nord e i pensionati ( del Nord) pagano i fannulloni del Sud, la Lega perde l’8%, avverte Giuseppe Turani

Non è elegante da dire, ma in Italia è come se fosse già arrivata la troika, constata amaramente Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business. Nel senso che di fatto siamo commissariati dall’Europa. Hanno riscritto la manovra (imponendo un deficit più basso) e nei prossimi mesi verificheranno che cosa stiamo combinando. Per ora sta accadendo l’impensabile: a poche ore dalla presentazione ufficiale in Parlamento, ancora i due eroi stanno a litigare su come spartirsi i pochi soldi (e debito) rimasti nel bilancio dopo la mannaia di Bruxelles (quasi 10 miliardi di schifezze tagliate via con un sol colpo). E quindi non riescono a presentare la manovra. Il premier Conte ha già rinviato tre volte la conferenza stampa di fine anno. Scherzando, i giornalisti parlamentari dicono che potrebbe convocarla direttamente per la Befana.

1- Questa manovra, comunque, non piace a nessuno e non ha convinto nessuno. È fin troppo evidente che si tratta di un trappolone acchiappa-voti: non c’è una sola riga per la crescita, ma soltanto distribuzione di soldi.

2- I sondaggi sono da prendere con le molle, ma sembra che Movimento 5 stelle e Lega stiano crollando dell’8 per cento nei rispettivi bacini elettorali. Nel Nord Est hanno capito che qui c’è solo assistenzialismo per il Sud (pagato dal Nord, cioè da loro) e nel Sud hanno capito che i soldi in arrivo saranno una miseria.

3- D’altra parte Salvini e Di Maio non possono cambiare: un po’ perché ormai è tardi, e un po’ perché non saprebbero che cosa fare. Nessuno dei due, fino a oggi, ha dato prova di sapere che cosa sia la crescita.

4- È possibile che ormai i populisti siano arrivati in cima alla loro parabola dei consensi: adesso si comincia a scendere. E il peggio potrebbe arrivare nei prossimi mesi, quando sarà evidente che la loro incapacità e la loro smania di voti ci stanno spingendo verso una recessione che poteva essere evitata con poche e ragionevoli misure.

5- Intanto, si annuncia la ridiscesa in campo di Beppe Grillo e di Alessandro Di Battista, alla ricerca del tempo perduto. Cioè dell’originale grillismo: lotta a tutto ciò che sa di buonsenso. Avranno delle sorprese. Si sentiranno rispondere: “Ragazzi, abbiamo già dato”, e voi ci avete fatto un governo con gente che Rumor al confronto sembrava Churchill.

6- Insomma, si comincia a voltare pagina. Se ci fosse una sinistra non idiota… persa su se stessa.