Gls, il corriere non consegna i panettoni, Natale meno allegro. Vicenda surreale: impiegate nervose e telefoni staccati

di Marco Benedetto
Pubblicato il 1 Gennaio 2021 8:35 | Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre 2020 11:59
Gls, il corriere non consegna i panettoni, Natale meno allegro. Vicenda surreale: impiegate nervose e telefoni staccati

Gls, il corriere non consegna i panettoni, Natale meno allegro. Vicenda surreale: impiegate nervose e telefoni staccati

Gls, grande corriere internazionale, fa cilecca. Capodanno senza panettone. Natale senza un dolce regalo per gli amici.

Corriere disastroso, il panettone dopo due settimane torna al mittente.

Per colpa di un corriere, Gls, che mi ha privato del mio adorato panettone genovese, il mio Natale e quello dei miei amici è stato un po’ meno santo. Causa le parolacce che abbiamo indirizzato a Gls e ai suoi dipendenti. Non uso aggettivi. Lascio al vostro giudizio, dopo che avrete letto la mia incredibile vicenda. Sembra un racconto di quelli che facevano, in privato per non essere espulsi, i corrispondenti da Mosca ai tempi dell’Unione Sovietica.

Causa covid, nel 2020 non sono andato in Liguria a fare provviste di bontà delle mie terre. Sono nato a Genova 76 anni fa, vivo a Roma da 36. Come molti emigranti non mi ci vedo nel mio futuro a Genova o nelle vicinanze. Non c’è Ma se ghe penso nel mio cuore, anche se cantata da Mina e da Gino Paoli commuove sempre. Ma il pesto non manca mai dalla mia tavola. E a Natale una scorta di panettoni con cui gratifico i miei amici.

Panettoni da Genova e Santa Margherita

Per ovviare alle ristretteze da coronavirus, ho ordinato una fornitura di panettoni a Seghezzo, gioiello di mini super negozio proiezione di via Montenapoleone a Santa Margherita Ligure. E una fornitura a Preti, antica fabbrica di dolci.

Preti è una icona della mia infanzia. Quando ero bambino contemplavo quasi ogni giorno la loro vetrina in piazza Portello. La dominava un cartone con la figura di un fattorino in divisa, col cappellino tondo come i ragazzi degli ascensori di lusso. Sulle punte delle dita reggeva e porgeva un mitico dolce che ancora producono, la sacripantina,  una cupola gialla promettente ogni delizia. Da anni Preti ha abbandonato quell’avamposto in centro e opera dalla immediata periferia occidentale, in un paese, Sant’Olcese, noto anche per il suo mitico salame.

I panettoni di Seghezzo sono arrivati in due giorni. Quelli di Preti, dopo 15 giorni, essendo stati spediti il giorno 15, non sono ancora arrivati. Anzi apprendo che sono tornati indietro. È vero che sul sito di Preti appare un banner che non garantisce la consegna entro il 24 dicembre dei prodotti ordinati dopo l’11 dicembre. Ma ormai siamo a Capodanno e comunque “l’intenso lvoro dei corrieri” non c’entra. Come potrete constatare. E qui si sviluppa la mia quasi incredibile storia.

Preti spedice con il corriere Gls

Il corriere scelto da Preti, Gls, non sembra e non è affatto un affare raccogliticcio. Secondo Wikipedia, “la General Logistics Systems, abbreviata in GLS, è una compagnia di trasporti che offre trasporto internazionale di merci e contratti logistici.

La società è stata fondata nel 1999 e fa parte del gruppo Royal Mail, la società britannica delle poste. Una volta erano i migliori del mondo, con due distribuzioni giornaliere, come nei romanzi di Sherlock Holmes. Ha sede però ad Amsterdam, in Olanda (hanno voluto anticipare Brexit?), vanta un fatturato di 2 miliardi di euro e dà lavoro a 17 mila persone. Temo di essermi imbattuto in quelle due o tre pochissime incapaci, di una azienda molto ben strutturata e regolata. Ma Roma sembra avere infranto anche il mito delle mitiche Poste inglesi. E io a fare da testimonial. 

Nome, cognome, indirizzo cellulare

Ordino a Preti, con l’aiuto di una benevolente amica, 30 panettoni classici genovesi. La mia angelo custode fornisce nome cognome cellulare come Gigi D’Alessio in aggiunta all’indirizzo: piazza tal dei tali, numero civico, Roma. Pagamento anticipato. Seghezzo non lo chiede: Pagatemi quando arriva il pacco.

Passano giorni di trepida attesa. Intanto i panettoni spediti da Seghezzo, non ricordo con quale vettore, sono arrivati. Di quelli di Preti nessuna notizia.

Prima telefonata a Preti. Risposta: è questione di giorni se non di ore. Ci vuole pazienza. Dopo il 15 dicembre ci può essere qualche rallentamento.

Alla terza o quarta telefonata, la impiegata di Preti ci dà il nome del corriere. Troviamo un sito internet non molto user’s friend . Prendo in mano la ricerca. Provo a telefonare. La risposta è del tipo robotico. Fuori orario d’ufficio. Nelle ore canoniche il telefono è sempre occupato. Penso lo stacchino. O forse sono subissati dalle proteste. Una sola volta becco la linea libera. Suona a vuoto.

Una mail di protesta a Gls

Approfondisco la conoscenza del sito. Scopro che si può mandare una mail. Dopo il mio messaggio, qualcosa si muove. Ricevo una mail di risposta, azionata dalla apertura di un ticket e dalla mail di una impiegata del marketing centrale. Hanno aperto un ticket.

Mi scrive una persona di sesso femminile, la prima di tre con cui entrerò in contatto.
Vi risparmio i dettagli. Una dice: potrebbe essere che non c’è il nome sul portone. Questo è vero. Non espongo il nome sul portone. Ma dove abito è una casa unifamigliare, con un unico portone corrispondente a un unico numero civico. Con un campanello ben visibile. Faccio notare che tutti i corrieri mi trovano. Amazon mi recapita libri e film. Ancora l’altro giorno è arrivata una bottiglia di vino via Amazon. Ieri una confezione di vini. Ancora un altro giorno, un ragazzo che mi pareva immigrato di recente dall’Africa equatoriale, con un motorino o bici e un sacco in spalla, mi ha consegnato un pacco natalizio. Mi ha trovato suonando al campanello. Parlava un molto poco comprensibile italiano, ma aveva il cervello. Ha visto il numero civico, ha suonato e gli ho aperto.

Per Gls non basta il numero civico. Amazon e gli altri consegnano senza problemi 

Si va avanti così per alcuni giorni. Ogni volta interviene una nuova donna. Da Preti assicurano di avere anche fornito un numero di telefono. Gls nega. Però riconosce di disporre di indirizzo: via e numero civico. Insisto che dovrebbe bastare il numero civico. Aggiungo per ogni buon conto altri due numeri di cellulare. Ma è un dialogo fra sordi. Nessuno mi telefona. Solo mail di una riga, sempre più stizzite.

Intanto, in parallelo, seguo sul sito la versione ufficiale. Si accede alla pagina inserendo il numero di spedizione. Vi trascrivo il contenuto. Si inizia il 15 dicembre: “Spedizione registrata nei nostri sistemi ma non ancora partita”.
Poche ore dopo i tre pacchi, a quanto mi pare di capire, ciascuno con 10 panettoni, partono da Genova. Arrivano a Roma, sede Gls in zona Portuense, il 17. Dalle annotazioni registrate nei due giorni successivi, si deduce che un pacco è andato perso. Poi 5 giorni di silenzio. Il 23 appare: “Indirizzo errato. In attesa di istruzioni dal mittente per eventuale riconsegna”.

La vicenda kafkiana del sito e delle impiegate di Gls

Intanto da Genova Preti rassicura: consegnano oggi, no, forse domani.  L’impiegata rivela che non sono la sola vittima di Gls. Anche un cliente di Bergamo avrebbe subito la mia stessa sorte. Non è solo mala sorte. Se per due punti passa una retta, i dirigenti di Gls a Milano e Amsterdam farebbero bene a porsi il problema: organizzativo, di qualità del personale.

Siamo alla vigilia di Natale. Sul sito c’è scritto: “Chiusura esercizio. Consegna prevista per il giorno di riapertura del destinatario”. Forse mi hanno confuso con qualcun altro. Si arriva al 28 dicembre. Sul sito c’è scritto: Spedizione restituita al mittente. Sotto appare una parola: “scondizionato”. Capirò poi che uno dei tre pacchi si era rotto.

Il 29 situazione capovolta. Sotto il titolo Esito spedizione c’è scritto: Consegna concordata con il destinatario.
Ma non è vero. Forse chi ha scritto destinatario intendeva mittente. Ma vi sembra una cosa seria?
Chiedo conto via mail alle mie interlocutrici romane. Mi risponde una terza donna: “Come le ha scritto la mia collega ieri, il mittente ha chiesto il reso della spedizione in quanto si è danneggiata nelle movimentazioni di magazzino. Prego dunque contatti il suo fornitore per una nuova spedizione”.

Gusteremo mai, io e i miei amici, i miei pandolci? Per il momento ho una sola certezza: che ho già pagato. E che i tre pacchi di panettoni, di cui uno “scondizionato”, stanno tornando verso Nord. Spero che non proseguano fino in Olanda. E che se Preti deciderà di rimandarmi i dolci, cambi corriere. Forse c’è una variante inglese anche nei trasporti, non solo nel covid.