Massimo Giletti. Sebastiano Messina ha messo ko il populista della domenica

di Cesare Lanza
Pubblicato il 12 febbraio 2015 6:39 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2015 8:12
Massimo Giletti, il populista della domenica, messo ko da Sebastiano Messina

Massimo Giletti, il populista della domenica, messo ko da Sebastiano Messina

ROMA – Cesare Lanza ha pubblicato questo articolo anche sul suo blog Cesarelanza.com

Sebastiano Messina su “La Repubblica” ha pubblicato stamattina un profilo eccellente di Massimo Giletti. In prima pagina perché, questa volta, il conduttore della Rai della domenica pomeriggio ha veramente superato ogni confine. Messina lo definisce “il populista della domenica in tv”. Io non saprei a quale categoria appartenga, tra quelle definite da don Mariano. Vogliamo dire che Giletti è al di là del bene e del male? E’ quel che succede a qualsiasi mortale, quando comincia a parlare credendosi immortale o, quanto meno, autore di opinioni (scemenze, in genere) destinate all’immortalità.

Forse conoscete l’incidente, con Mario Capanna (lui sì, un uomo vero, a mio parere). Giletti lo ha aggredito chiedendogli conto, chissà perché, del suo vitalizio come ex parlamentare, Capanna si è difeso accusandolo di rincoglionire i telespettatori. Replica del rabbioso conduttore: ha accusato Mario di essere un ladro, gridandogli che ruba i soldi a chi è onesto. Ha evocato i minatori e una poverina morta di infarto.. Ha gettato a terra il libro dell’ospite, graziosamente dicendogli: “Sa cosa le dico, lo leggerò in un certo posto!”. C’è un solo errore nell’articolo di Messina, quando dice che Giletti è autore del format “L’arena”. Non è così. Fummo io e altri autori, in primis Marco Luci, a inventare il format, sciaguratamente sottraendolo alle giuste rivendicazioni della conduttrice, altra classe, Mara Venier. Ricordo la fatica: non sapevamo cos’altro, sinceramente, il bel Massimo potesse fare: gestire un confronto/dibattito tra due opposte fazioni, su un tema di attualità. Giletti pretendeva di avere ospiti importantissimi, a noi veniva la pelle d’oca al pensiero di come potesse confrontarsi…

Si è visto! Premesso che Luci non esclude di rivolgersi alla Siae per i diritti, non mi interessa qui valutare Giletti come conduttore. Oddio: i temi alti e difficili può trattarli solo come scaltro populista. Molti dicono che il suo sogno sia condurre Sanremo, ogni anno si pavoneggia in prima fila nelle serate del festival. Magari prima o poi ci riuscirà, la tv è aperta a qualsiasi imprevedibilità. Mi interessa invece ribadire ciò che mi ha diviso da lui, sul piano umano. Quando ero il suo autore di riferimento, veniva a cena a casa mia e, non richiesto, si occupava perfino di sparecchiare la tavola.

Un ragazzo a modo! Quando ho preso strade diverse, non ho mai avuto o letto o ascoltato una parola di gratitudine (che è notoriamente il sentimento del giorno prima). Addirittura, un paio di anni fa si irritò sgradevolmente con Lorenza Lei, che gli suggeriva di ingaggiarmi come opinionista. Sono lieto che ciò non si sia verificato. Ma la valutazione è quella. Non ho il sangue caldo come Lucio Presta, non penserei mai di sputargli addosso (processo senza sentenza). Però condivido ciò che Lucio disse… “Ci sono tre ragioni per cui Giletti va in video: parlare male dei colleghi; dire che è caduto dal motorino mentre è stato picchiato; smentire la sua omosessualità”. Striscia la notizia ci ricamò. Io mi fermo qui, anzi sapete cosa vi dico? Massimo mi è simpatico, mi fa perfino tenerezza: è riuscito a mettersi al di là delle filosofiche riflessioni di Leonardo Sciascia.