Mattarella dimettiti, firmato popolo web. Tarocco e con accento russo

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 agosto 2018 10:29 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2018 10:29
Mattarella dimettiti, firmato popolo web. Tarocco e con accento russo (foto Ansa)

Mattarella dimettiti, firmato popolo web. Tarocco e con accento russo (foto Ansa)

ROMA – Mattarella dimettiti! Erano le ore in cui Mattarella presidente della Repubblica caldamente invitava Salvini e Di Maio a non insistere per Paolo Savona ministro dell’Economia. Non per le opinioni, libere, di Savona riguardo all’euro e al debito pubblico. Il no di Mattarella [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  a Savona era molto pratico: il ministro del’Economia deve ogni anno convincere per il mondo a prestare circa 400 miliardi all’Italia. Se ministro dell’Economia è un signore che pubblicamente prende in esame l’ipotesi di non pagare tutto il debito e/o di non pagarlo in euro, allora diventa più difficile costoso farsi prestare i 400 miliardi.

Ma, si sa, le cose pratiche e il principio di realtà non godono di questi tempi di gran considerazione, anzi, diciamolo, le cose concrete come i numeri e le regole del mondo fanno un po’ schifo. va più di moda un ragionamento così: se il popolo ha votato, ha votato. Punto. E se il popolo ha votato che quei 400 miliardi ce li devono prestare, ce li devono prestare. Punto. In fondo è questa la linea del governo, il suo asse culturale e comportamentale. Quel che non corrisponde o non risponde obbediente alla volontà popolare, si chiami fisica, medicina, chimica, economia o anche aritmetica, se si mette di traverso è provocazione/cospirazione.

Erano dunque le ore del no di Mattarella a Savona ministro dell’Economia e dal web, tramite tweet e facebook, germogliavano, spuntavano, proliferavano costituzionalisti…del popolo. Cinguettii e post per denunciare che Mattarella non aveva i poteri, che Mattarella doveva obbedire, che Mattarella tradiva il popolo. Il buon Luigi Di Maio dall’altro di suoi studi giuridici e costituzionali faceva sapere al paese che intravedeva il reato di alto tradimento e la possibilità di impeachment e che stava valutando se chiedere di tradurre in giudizio il capo dello Stato…

Ma qui non di Di Maio si parla ma del vasto popolo del web che contro Mattarella insorgeva, Mattarella avvertiva, a Mattarella intimava: fai quello che vuole il popolo o dimettiti. Bene, questo popolo del web si scopre oggi (ma non ci voleva molto) è un po’ tarocco e ha l’accento…russo.

Centinaia di falsi profili furono attivati in una sola notte per intimare a Mattarella Savona ministro o dimissioni. E furono attivati tutti da anonime mani che però hanno tutte un identikit elettronico che porta alla attenta e massiccia e capillare e battente attenzione che da Mosca hanno per le vicende politiche dell’Occidente, a partire dagli Usa. Germania, Francia, Gran Bretagna Catalogna…Il popolo del web aveva in parte l’accento russo in tutti questi paesi, elezioni, crisi politiche. Succede, è successo anche in Italia. Non c’è sorpresa, c’è finalmente la ricostruzione esatta (inchiesta del Corriere della Sera).

Un po’ tarocco e con l’accento russo il popolo del web. Mica solo su Mattarella. Anche sulle banche. Anche sulla Casta. Anche e soprattutto sulle cose che appassionano, attraggono e spesso inferociscono il popol vero. Popol vero che c’è e che non è un’invenzione del web. Popol vero a milioni, decine di milioni di italiani. Che pensano e votano con la loro testa. Cui comunque una fettina di popolo organizzato e tarocco suggerisce via post, diciamo rende facile e immediata l’indignazione e la furia.

Una mano ai suggeritori del web la danno i russi. Non perché i russi siano cattivi. E neanche lo fanno per sfizio. L’anti sistema in Occidente, qualunque anti sistema sia purché sia anti sistema, è considerato da Mosca un vantaggio per la Russia. Quindi, di conseguenza, fanno i russi per così dire il loro mestiere. E, facendolo, danno una mano all’italico, italicissimo popolo del web, quello un po’ tarocco.

Tarocco non solo nei profili falsi, tarocco anche nella confezione dei post. Si inventano fatti di cronaca che non esistono. Ma questo lo fanno di rado. Più spesso e con più professionalità fanno altro: si chiedono cosa possa piacere alla gente scoprire, apprendere nei post e nelle condivisioni. Non cosa c’è nella realtà, ma cosa c’è nella testa e negli umori della gente. E quindi danno forma di post all’umore. fanno incontrare l’umore (vero) con il suo gemello (fabbricato) in forma di realtà.

Una maestra del mestiere è per sua stessa rivendicazione e ammissione Francesca Totolo. Troppo nota per doverla qui presentare. Una donna sincera, a partire dalla schietta notizia data da lei stessa della jont venture produttiva tra lei e Casapound. Francesca Totolo alimenta e accontenta molto popolo del web, quello vero di popolo. Spesso con cibo tarocco.

Un cliente affezionato della news boutique Totolo, anzi un amicone web della Totolo, è quel Marcello Foa che il governo vuole presidente della Rai ma che il Parlamento ha bocciato come presidente della Rai. Salvini ha proclamato: datemi un motivo, un motivo solo per cui Marcello Foa non dovrebbe essere presidente!

Eccone tre.

Primo: Un voto contrario del Parlamento. Legge vuole presidente Rai sia indicato dal governo ma approvato dal Parlamento. Ma questo deve apparire a Salvini come impedimento burocratico. Il neo ministro della Giustizia Bonafede ha appena finito di definire in aula il question time al Senato come il circolo ricreativo dei partiti, insomma che palle questo Parlamento!

Secondo: chi comanda in Rai è l’amministratore delegato. Che quindi è di area e indicazione governativa. Il presidente è per legge e prassi una figura di garanzia. Infatti usava indicarlo nell’area dell’opposizione. Ma, anche fregandosene di questa usanza, una figura di garanzia un esponente dell’ala più estrema del pensiero politico? Alla Var un tifoso dell’inutilità della Var?

Terzo e dovrebbe essere definitivo: al Mattarella vergognati ci era arrivato anche Marcello Foa (se è per questo anche il consigliere d’amministrazione designato in Rai da Fratelli d’Italia non scherza). Al vergognati Mattarella per il disgusto che provoca la difesa del valore dell’Europa unita, per il disgusto che provoca il non voler obbedire al popolo italiano e invece il sottostare a Bruxelles ci era arrivato anche Marcello Foa. Probabilmente da solo. Ma forse anche con un aiutino, un supporto, un sostegno, un appoggino fatto e composto dalle news tarocche di Francesca Totolo. Ecco, uno così, che ci faccia o ci sia, garante e custode dell’informazione pubblica?